Migliori Bonus, Nuovi Sistemi Imprenditoriali?

Non vi ha dubbio che le intenzioni manifestate dal governo di rafforzare ulteriormente gli interventi relativi al costruito, tanto sul versante energetico tanto su quello sismico, siano lodevoli, specie se rivolti a interventi maggiormente significativi riguardanti, ad esempio, l’ambito condominiale.

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Digitalizzazione e interventi per il benessere e la sicurezza degli edifici

Occorre, tuttavia, chiedersi, a questo punto, se la declinazione, in termini di digitalizzazione, degli interventi inerenti al benessere e alla sicurezza degli occupanti dei cespiti immobiliari, a cui attualmente si aggiunge prepotentemente l'istanza legata alla salute, sia sufficiente, o meglio, se la sua attuazione, nei modi contemporanei, focalizzati su un tessuto atomizzato del mercato, possa offrire gli esiti auspicati.

Non scordiamo mai, infatti, che, oltre a recuperare il patrimonio edificato, attualmente sia raccomandabile riconfigurare la struttura del mercato della costruzione (e dell’immobiliare).

D’altra parte, allorché, per ipotesi, fosse possibile permettere alla proprietà immobiliare di giovarsi di interventi mirati a incrementarne la salute, la sicurezza e il benessere riducendone gli oneri e gli esborsi, perché non proporre a essa, sul piano dello Smart Living, dei Living Service che si attaglino alle esigenze singolari? Perché limitarsi a proporre esclusivamente componenti edilizi e impiantistici lasciando ad altri l’offerta dei servizi a elevato valore aggiunto che il Behavioural Shift porterà con sé attraverso le Helpful Home e gli Home Speaker, che non sono dispositivi, ma programmi assistenziali ed esistenziali di salute pubblica e privata?

Non credo sia possibile permettersi il lusso di sprecare questa occasione per consolidare una condizione resa ormai inattuale dal drastico calo delle marginalità, dall’insorgenza dell’inefficienza (a cui appartengono, invero, anche i fenomeni di corruzione), la cui principale risoluzione non può che risiedere nella rivisitazione rigorosa delle catene del valore.

In altre parole, qualora non ripensassimo il ruolo di ciascun operatore nelle catene di fornitura, secondo una logica autenticamente industriale, e non immaginassimo nuovi servizi legati alla evoluzione ambientale, circolare, digitale, sanitaria, sociale, in atto, smarriremmo la possibilità epocale di dar vita al nuovo settore dell’ambiente costruito.

Per questa ragione, è fondamentale che le buone intenzioni dei decisori politici e degli operatori economici siano guidate dalla formulazione di chiare strategie industriali, come, peraltro, sta avvenendo in altri settori economici.

La mia personale opinione, non certo inedita, è che se non si procede, in maniera coeva, a sostenere la costituzione di reti e di piattaforme imprenditoriali multi-dimensionali, lo sforzo si esaurirà sul singolo intervento puntuale, a opera di operatori di micro e di piccola dimensione, entro catene di fornitura di carattere tradizionale, la cui coerenza e coesione potrebbe rivelarsi piuttosto lasca, finendo per mostrare le tradizionali attitudini identitarie e antagonistiche,

Credo, al contrario, che sia giunto il momento di pensare alla possibilità, come affermato innumerevoli volte, di guardare alla istituzioni di soggetti ibridi, professional-imprenditoriali, che siano in grado di proporre business model innovativi incentrati sul ciclo di vita dei beni immobiliari e sul ciclo delle vite degli utenti, proprio a partire dalle esigenze rivolte alla condizione sanitaria, ovverossia a una politica di salute pubblica che, palesemente, non si esaurirà colla estinzione della pandemìa.

Il progetto di ricerca ELISIR, che ha visto come promotori, assieme ad altri importanti partner accademici e industriali, l'Università degli Studi di Brescia assieme al Sistema delle Costruzioni Bresciano, mostrava già una possibile forma embrionale e prototipale di piattaformizzazione per gli interventi sul patrimonio edificato (in questo caso, principalmente attinente alla vita, non solo all'edilizia, condominiale), la cui evoluzione potrebbe ben tutelare la sopravvivenza, anzi lo sviluppo, di micro e di piccole organizzazioni della professione, della produzione, della distribuzione e della costruzione che operino, però, secondo avanzate logiche aggregate o sistemiche, che, nel momento in cui nasce, in ambiti diversi, il maggior gruppo imprenditoriale italiano, siano in grado di offrire soluzioni altrettanto inedite.

Ritengo, infatti, che, sempre più la componente tangibile, edilizia e impiantistica, debba essere «asservita» alla dimensione esperienziale ed esistenziale che, chiaramente, implica la generazione di maggiori margini di profitto, vertendo più direttamente sul vissuto individuale e collettivo.

È palese, del resto, che, dalla sensorizzazione degli edifici al tracciamento dei contatti, le persone, i fruitori, gli occupanti, gli utenti, stiano entrando con enorme rapidità in un ecosistema digitale che, con o senza la GDPR, promette scenari impensabili e che accosta agli operatori tradizionali del settore, chiamati a uno sforzo di integrazione mai riuscito sinora, le Public Utility e le Technology Company, andando a ibridare, ancora una volta, istanze sociali, obiettivi economici e razionalità finanziarie.

Per il settore, per il suo futuro, il bonus principale sarà, quindi, costituito dalla propria capacità di accogliere la necessità della rivisitazione.