Bonus Facciate: 3 esempi per sfruttarlo al meglio

Mare, montagna, città: come cambiano le applicazioni del Bonus Facciate e quale ciclo di trattamento può essere più utile alle abitazioni? Lo spiega Paolo Zorzi, esperto dell’Assistenza Tecnica Fassa Bortolo.

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Milano, pulitura e tinteggiatura delle facciate in centro città

Ipotizziamo un palazzo del centro: le sue facciate sono soggette, oltre al degrado causato dagli agenti atmosferici e dall’umidità, all’inquinamento e quindi allo sporco che si deposita sulle pareti (vale anche per palazzi con un sistema cappotto già esistente).

L’intervento che punta a sfruttare le novità introdotte nel Bonus Facciate, volto ad abbellire gli edifici nelle nostre città, è quindi un intervento di pulitura e tinteggiatura, poco invasivo ma molto efficace per quanto riguarda l’aspetto estetico del palazzo e il decoro dell’area urbana.

I consigli di Fassa Bortolo per la pulitura delle facciate coibentate con sistema a cappotto

Consigliamo quindi prima una pulitura con detergente a base di cloro (ACTIVE ONE) e poi un’idropulitura, così da eliminare lo sporco depositato e le macchie persistenti.

A seguire un fissativo della linea idrosiliconica (FS 412) che isola e stabilizza il fondo senza compromettere la traspirabilità del sistema e poi una pittura silossanica protettiva SKIN 432 che, grazie alla speciale formulazione, è particolarmente adatta anche al trattamento delle facciate coibentate con sistema a cappotto. Grazie ad una bassa presa di sporco, infatti, questo trattamento permette alle facciate di sporcarsi di meno rispetto alle tradizionali finiture per esterni.

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Residenza Smeraldo, Alessandria >>> Leggi la referenza Fassa Bortolo

Cortina, coibentazione della facciata con sistema a cappotto in una casa di montagna

Una caratteristica che capita spesso di trovare nelle abitazioni di montagna costruite più di quaranta anni fa, sono le facciate con il tipico rivestimento plastico, il cosiddetto “graffiato”.
Ipotizziamo poi un tetto in legno, comune nelle zone di montagna.
In questa situazione il Bonus Facciate permette di realizzare un isolamento termico a cappotto, vincolando la detrazione al rispetto delle attuali normative per l’efficienza energetica degli edifici.

I consigli di Fassa Bortolo per la corretta posa di un sistema cappotto

Procediamo prima di tutto con una verifica termoigrometrica per capire quali sono le reali necessità dell’abitazione, in funzione della località e degli indici di trasmittanza previsti dalla legge, ma anche della struttura, della posizione e dello stato di conservazione dell’edificio. Di norma i rivestimenti plastici, anche se datati, sono molto resistenti, quindi ipotizziamo che non sia necessario rimuoverli e che si possa procedere all’installazione del sistema a cappotto dopo aver accuratamente pulito le facciate, risparmiando tempo e lavoro.

Quindi continuiamo con l’applicazione dello specifico detergente (ACTIVE ONE) e idrolavaggio per preparare il supporto, seguito da un eventuale ripristino dell’intonaco nel caso di piccole porzioni danneggiate.

A seguire si possono posare le lastre isolanti. Il riferimento, utile e necessario in questa situazione, è la normativa UNI/TR 11715, che ad esempio in questo caso suggerisce l’incollaggio con metodo Floating-Buttering nella zona di contatto con il tetto caldo. In queste situazioni, dove è richiesto alla parete il raggiungimento di prestazioni di isolamento elevate, consigliamo una lastra come SILVERTECH 031, un EPS addizionato di grafite per una minore conducibilità termica che fa parte del Sistema Cappotto FASSATHERM CLASSIC. Il fatto che quest’ultimo sia un sistema certificato (ETA 07.0280, con Classe B-s2, d0 di reazione al fuoco) è un valore aggiunto che garantisce al cliente, ed all’applicatore, un sistema di qualità e testato secondo la guida ETAG 004.

Consigliamo poi tasselli ad avvitamento per una migliore precisione nella posa e per poter utilizzare la tecnica ad incasso al fine di ridurre ponti termici puntuali. È importante non fare errori nella scelta dei materiali per non compromettere la tenuta del sistema per questo, in partnership con il fornitore degli elementi per il fissaggio meccanico delle lastre, offriamo il servizio di prove a trazione dei tasselli al fine di definire schemi di tassellatura e lunghezza specifici per il singolo edificio.  Si procede poi con la rasatura armata, con doppia rasatura di A96 intervallata dalla rete FASSANET 160. Si conclude con la finitura della linea acril silossanica, il fondo di ancoraggio pigmentato universale FX 526 e il rivestimento RX 561.

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Ciclo esemplificativo del Sistema Cappotto Fassatherm® CLASSIC

Venezia, rasatura armata della facciata di un edificio soggetto al problema dell'umidità di risalita

Mattoni pieni e intonaco sono le costruzioni tipiche dei centri storici. In questi casi si può usufruire del Bonus Facciate anche per interventi più invasivi della sola tinteggiatura senza l’obiettivo dell’efficientamento energetico dell’involucro, dato che sono previste delle deroghe ai valori di trasmittanza (perché un intervento di isolamento esterno andrebbe a mutare l’aspetto dell’edificio).

L’obiettivo è salvaguardare le peculiarità artistiche pur riuscendo a risanare la struttura. Nei casi ad alta umidità, emblematico quello di Venezia, è quindi possibile il recupero della facciata abbinando un intervento di rasatura armata, necessaria per evitare il manifestarsi di cavillature nel rivestimento, in particolare nei punti di discontinuità del supporto, con un intervento di risanamento della zoccolatura maggiormente soggetta all’umidità di risalita.

I consigli di Fassa Bortolo per il ripristino delle facciate in caso di umidità di risalita

Il sale disciolto nell’acqua all’interno della muratura nella fase di evaporazione si cristallizza nello strato superficiale dove è presente l’intonaco; tale fenomeno crea delle tensioni interne che tendono a disgregare ed a distaccare l’intonaco dal supporto.

Per questo realizziamo in queste situazioni un sistema deumidificante il cui elemento più importante è l’intonaco macroporoso: la peculiarità di questo è che all’interno presenta dei pori più ampi rispetto al normale, in cui il sale può cristallizzarsi senza creare tensioni, con il vantaggio di una durata per un tempo maggiore senza presentare degrado.

I nostri esperti hanno sviluppato la linea EX NOVO Bio-Restauro Storico studiando la compatibilità dei materiali di posa con quelli preesistenti. Materia prima della linea è la calce idraulica naturale NHL 3.5, certificata e compatibile con tutte le costruzioni storiche.

Il ciclo prevede dunque una prima rimozione degli intonaci (nella parte bassa dell’edificio, fino a dove il supporto risulta umido) e scarifica delle parti ammalorate; detergente e idropulitura della base; ripristino delle parti danneggiate e cuci-scuci con MALTA STRUTTURALE NHL 777; successivamente RINZAFFO 720 e INTONACO MACROPOROSO 717 con spessore almeno 2 cm; infine si può procedere con una rasatura armata su tutta la facciata, con FINITURA 750, bio-intonaco di finitura a base di calce idraulica naturale NHL 3,5 in due strati, intervallati dalla rete FASSANET 160. Nella porzione superiore, non oggetto del ciclo deumidificante, il supporto dovrà essere adeguatamente preparato con eventuale rimozione di intonaci ammalorati e ripristini localizzati.

Per chiudere consigliamo una finitura minerale della linea silicati a base di ossido di potassio FASSIL P 313, in grado di uniformarsi chimicamente al contesto e risultare molto traspirante, preceduta dal fissativo della medesima linea FASSIL F 328.

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Condominio Ponte Tre Archi, Venezia >>> Leggi la referenza Fassa Bortolo

>>> Per maggiori informazioni rivolgiti all'Assistenza Tecnica Fassa Bortolo


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