La posa del parquet su piani di posa preesistenti

A volte per esigenze tecnico-economiche si ha difficoltà a realizzare massetti cementizi. Spesso la posa di parquet può essere richiesta in locali già pavimentati, con conseguenti problemi relativi alle quote finite, problemi che dovranno essere risolti di volta in volta in base alla specifica situazione, determinata dal nuovo spessore da apportare e dall’eventuale esistente da asportare, anche in relazione ai locali confinanti, se esistenti.

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Uso di pannelli a base di legno per la posa del parquet

I pannelli costituiscono una buona soluzione per ottenere un piano perfettamente adatto sia alla posa incollata, sia a quella chiodata o avvitata, sia infine a quella flottante e consentono un’immediata posa del parquet. Anche sotto il piano di posa costituito da pannelli di legno e suoi derivati deve sempre essere previsto l’inserimento di uno schermo o di una barriera al vapore, a seconda delle necessità.

I pannelli a base di legno o da suoi derivati, possono essere posati su:

  1. Vecchie pavimentazioni rigide;
  2. Vecchie pavimentazioni morbide;
  3. Vecchie pavimentazioni di legno;
  4. Piani di posa costituiti da pannelli di materiali Legnosi.

Posa del parquet su vecchie pavimentazioni rigide

Per vecchie pavimentazioni rigide si intendono quelle realizzate in piastrelle ceramiche smaltate in mono o bicottura, gress porcellanato, graniglie, cotto toscano, marmo e derivati, pietre ecc.. A questi vanno assimilati i supporti nuovi costituiti da marmette o piastrelle di vario tipo utilizzate in alcune regioni al posto dei massetti cementizi. La posa del pavimento di legno può avvenire direttamente su tali pavimentazioni dopo aver accertato l’idoneità relativamente ai requisiti:

  • protezione contro le infiltrazioni d’acqua, le diffusioni di vapore e la formazione di condensa.
  • Durezza superficiale.
  • Assenza di crepe e fessurazioni, non ferme.
  • Contenuto di umidità.
  • Quota, planarità e orizzontalità.
  • Grado di rugosità superficiale.
  • Pulizia.

Il nuovo parquet è di solito montato sia con posa incollata che flottante.

Per la posa incollata occorre in primo luogo accertarsi della buona solidità del pavimento esistente nel suo complesso, nonché verificare il perfetto vincolo degli elementi al sottofondo; se in alcuni di questi ultimi si presentano distacchi occorre procedere o ad un loro vincolo stabile e planare ovvero alla loro rimozione, con riempimento del volume asportato con malte rasanti a rapida essicazione. In secondo luogo occorre verificare attentamente la capacità aggrappante della superficie preesistente, procedendo, se del caso, ad una opportuna levigatura a secco più o meno approfondita, ma atta a creare un buon aggancio per il collante. Qualora dopo l’intervento meccanico, si utilizzi un promotore di adesione, è opportuno attendersi, per tempi e modi di utilizzo, a quanto indicato dal produttore nella scheda tecnica.

Posa del parquet su vecchie pavimentazioni morbide

Non sicuramente fissate o incompatibili come moquette, PVC, linoleum, ecc.; salvo il caso di posa galleggiante, esse vanno sempre tolte, il fondo esistente va controllato relativamente all’idoneità come riportato nelle vecchie pavimentazioni rigide e vanno rimosse meccanicamente tutte le tracce residue di vecchi collanti.

Posa di un nuovo parquet su uno già esistente

Circa le vecchie pavimentazioni di legno va verificata la loro stabilità e il contenuto di umidità. La posa inchiodata o avvitata può essere realizzata chiodando o avvitando il nuovo parquet direttamente alla vecchia pavimentazione, con la sola accortezza che il verso di posa sia ortogonale, o al massimo orientato a 45°, rispetto al verso di quella preesistente. Anche nella posa incollata il nuovo pavimento di legno va posato trasversalmente o a 45° rispetto alla lunghezza degli elementi preesistenti, sui quali occorre sempre procedere ad una preventiva carteggiatura per eliminare tutte le tracce di vernici, cere o irregolarità, che potrebbero inificiare il vincolo dell’adesione.

Piani di posa costituiti da pannelli di materiali Legnosi

Sul piano di posa costituito da pannelli possono essere messi in opera parquet incollati, inchiodati o flottanti.

Oltre ai pannelli di truciolare vengono utilizzati i pannelli di compensato fenolico o marino.

I pannelli di materiali legnosi devono avere un contenuto di umidità compatibile con quello del pavimento in legno.

I pannelli di materiali legnosi possono essere di tipo: normale, ignifugo e idrofugo.

  • Pannelli Normali: pannello agglomerato o assemblato solitamente con resine ureiche, avente scarsa resistenza all’umidità. Da usare solamente in ambienti sicuramente secchi.
  • Pannelli Ignifughi: pannello avente caratteristiche di non infiammabilità perché trattato con sostanze ignifuganti. Può dare problemi di incollaggio con colle viniliche o in dispersione acquosa. Da usare ove siano predominanti le caratteristiche di reazione al fuoco rispetto alle altre.
  • Pannelli Idrofughi: pannello avente elevata resistenza all’umidità e all’acqua e una buona stabilità dimensionale in relazione alle variazioni di umidità.

Dimensioni, spessori e posa dei pannelli: nel caso di pannelli aventi funzioni portante fissati su strutture, lo spessore degli stessi non può mai essere inferiore a 20 mm e deve essere rapportato alla distanza tra gli appoggi e ai corichi. Le strutture devono essere adeguate a sopportare i carichi previsti. E’ consigliabile un interasse tra i morali o i travetti non superiore a 45 cm, considerando che il complesso costituito da pannello e pavimento di legno deve possedere una sufficiente rigidità.

Come avviene la posa dei pannelli

I pannelli possono essere:

  • semplicemente adagiati (galleggianti);
  • vincolati allo strato sottostante;
  • fissati a una sottostruttura esistente.

Pannelli semplicemente adagiati (galleggianti): posati su una superficie avente funzione portante, costituita da preesistente pavimentazione, strati di inerti asciutti e non polverosi ben costipati, ecc. per questioni di stabilità dimensionale del pavimento finito i pannelli devono essere di forma rettangolare, aventi larghezza non superiore a 40 cm (non maschiati) o 60 cm (maschiati) e la lunghezza non superiore a 120 cm. Lo spessore deve essere proporzionato allo spessore del pavimento in legno da posare in opera, nel caso di pannelli semplicemente adagiati. Sotto ai pannelli va posto uno strato di schermo o di barriera al vapore ed eventualmente uno strato di isolamento acustico esplicante funzione anche di strato di scorrimento. Lo schermo o la barriera al vapore va risvoltato contro le pareti per almeno 10 cm. L’eccedente sarà rifilata prima di fissare il battiscopa.

Pannelli vincolati allo strato sottostante: l’impiego di questa metodologia di posa è utilizzabile in più casi; ad esempio in mancanza dei necessari spessori in cantiere o per ottenere un corretto livello di posa. In questo caso i pannelli vanno scelti in base alla loro compattezza e rigidità.

Pannelli fissati a una sottostruttura esistente o appositamente eseguita: la sottostruttura, di solito è costituita da tavolati di legno, morali o travetti o altro. In tutti i casi i pannelli vanno posizionati trasversalmente alla lunghezza degli elementi del pavimento di legno da porre in opera, allo scopo di evitare sovrapposizioni di giunzioni. Tra pannello e pannello deve rimanere uno spazio di almeno 5 mm, tutto intorno. Lungo il perimetro dell’ambiente deve rimanere uno spazio di almeno 15 mm, che verrà poi parzialmente coperto dal pavimento in legno.

Le strutture costituite da morali, travetti o quanto altro possa sostenere i carichi previsti (per esempio sopralzi, ripiani, ecc.) vanno collocate su uno strato di schermo o di barriera al vapore. Lo spazio sotto i pannelli deve essere riempito con materiali isolanti acustici.


Fonti e bibliografia consultata:

  • “Tecnologia del legno” autore prof. G. Giordano, edizione Utet, Torino gennaio 1971
  • “Manuale il Parquet dal progetto alla posa i opera” edito da A.I.P.P.l. , Gruppo pavimenti di Legno di FederlegnoArredo