Gli edifici scolastici più Green di Italia: ambienti per il futuro dell’educazione

La progettazione e la realizzazione di edifici scolastici “sostenibili” rappresenta una della maggiori sfide nel settore dell’edilizia odierno ed è già da anni tema centrale e di grande attualità. Scommettere su edifici scolastici porta, infatti, ad una duplice vittoria: se da un lato contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione del paese dall’altro è grande opportunità per l’educazione alla sostenibilità della generazione più giovane. 

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Perché è importante la sostenibilità negli edifici scolastici?

Gli edifici scolastici rappresentano uno dei luoghi fondamentali per la formazione di una società moderna; e negli ultimi anni è sempre più consueto progettare le strutture edilizie basandosi su idee architettoniche ispirate alla natura ed alla pedagogia. In quest’ottica risulta necessario che questi edifici rispettino precisi canoni di comfort, luminosità ed efficienza affinché il processo di apprendimento degli studenti che “abitano” il luogo avvenga in maniera funzionale. 

Generalmente la sostenibilità di un edificio viene definita attraverso il concetto della triple bottom line che la descrive attraverso aspetti di Crescita Economia, Tutela dell’Ambiente e Progresso Sociale; quando si analizza un edificio scolastico, però, a questi aspetti se ne aggiungono necessariamente altri strettamente legati alla funzione educativa svolta in questi ambienti.  

A tal proposito numerosi studi in letteratura si sono occupati di definire livelli adeguati di comfort all’interno degli ambienti scolastici; tra questi il progetto denominato Air@School ha portato avanti un indagine sul campo attraverso l’installazione, in alcune scuole campione, di sonde per misurare i livelli di CO2 nelle aule. I risultati hanno mostrato come già dopo 30 minuti dall’ingresso degli studenti i livelli superavano tre volte tanto la soglia di comfort riconosciuta dalle normative: 3000ppm contro le 1000ppm massimi auspicabili per avere un ambiente caratterizzato da una qualità dell’aria accettabile. 

Questi dati ci aiutano a mostrare quanto la corretta progettazione di un edificio scolastico in ottica sostenibile non è solo un tema di riduzione dei consumi: ma una necessità per il corretto funzionamento che deve passare attraverso un attenta progettazione dell’involucro edilizio e una ragionata integrazione dei sistemi impiantistici. 

La situazione degli edifici scolastici in Italia

Nel nostro paese stando ai più recenti dati dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica ci sono attualmente circa 40.000 edifici scolastici attivi, ma buona parte sono stati costruiti prima del 1970. Le statistiche mostrano che di questi edifici solo il 57,5% utilizza soluzioni per ridurre i consumi energetici. Secondo quanto dichiarato in un rapporto dell’Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica “la maggior parte dei nostri edifici scolastici ha pareti e finestre che disperdono verso l’esterno gran parte dell’energia fornita per riscaldare aule, uffici e ambienti annessi. Se a questo aggiungiamo gli impianti termiche poco efficienti, così come i sistemi di illuminazione, possiamo affermare che oltre il 50% dell’energia che usiamo per riscaldare gli edifici scolastici potrebbe essere risparmiata”. Nel complesso, pertanto, la situazione italiana è ancora lontana dagli standard di sostenibilità a funzionalità sopra citati. 

Si riportano di seguito, però, alcuni edifici scolastici che si distinguono dalle statistiche e che grazie alle caratteristiche di sostenibilità possono essere considerati come esempio da tener a mente per le prossime progettazioni in ambito scolastico. 

Esempi di edilizia scolastica sostenibile

Scuola professionale provinciale ''Hannah Arendt'': la scuola ipogea di Bolzano

Si trova a Bolzano la prima scuola ipogea, ovvero sviluppata sotto terra. Si tratta dell’Istituto Superiore per le Professioni Sociali Hannah Arendt, progettato dall’architetto Claudio Lucchin. L’edificio è stato realizzato nel 2012, dopo un lungo processo di progettazione che ha dovuto scardinare numerosi preconcetti, ma presenta ancora spunti progettuali di grande attualità. Il primo elemento fortemente innovativo è proprio la scelta del suo posizionamento, l’edificio infatti non crea impatti volumetrici, e cerca il contatto diretto con la madre terra. L’area progettuale include di circa 1.000 mq dai quali sono state ricavate nove aule e sei laboratori divisi su quattro livelli sotterranei, per un profondità fino a 17 m sotto il livello del suolo. L’edificio ospita, oggi, circa 200 alunni in aule che contrariamente a quanto si possa immaginare sono per gran parte illuminate da luce naturale grazie agli affacci sulla vasta corte centrale completamente vetrata. Il processo integrato di progettazione ha previsto, infatti, fin dalla fase preliminare un’attenta valutazione dei fabbisogni tecnici necessari a garantire eccellenti condizioni di luminosità, ventilazione e comfort termoigrometrico, ponendo particolare attenzione alla verifica e alla prevenzione di eventuali problemi dovuti a emissioni di radon, aspetto particolarmente incidente per un edificio ipogeo. 

Istituto Superiore per le Professioni Sociali Hannah Arendt

Gli ambienti interni dell’Istituto Superiore per le Professioni Sociali Hannah Arendt

Numerosi sono i vantaggi in termici di rapporti edificio-impianto che si generano grazie al posizionamento sotterraneo; infatti nella scuola non vi è quasi bisogno del riscaldamento, al contrario anche nel periodo invernale risulta, a volte, necessario raffrescare gli ambienti. Qui, la regolazione della temperatura in ambiente viene gestita da un sistema a tutt’aria. Per la coibentazione dell’involucro si è scelto di utilizzare un innovativo isolante a spruzzo con uno spessore di 6-7 cm; si tratta di un materiale poliuretanico bicomponente con una conducibilità termica tra 0,025 e 0,033 W/mK, al pari dunque di materiali altamente isolanti. Il materiale scelto è stato applicato dall’interno sulle pareti contro terra, questo oltre alla funzione isolante restituisce con chiarezza l’immagine suggestiva dello scavo necessario alla realizzazione. Inoltre, sempre allo scopo di ricreare un immagine suggestiva e con il fine di simulare il mutare giornaliero dell’irraggiamento solare è stato installato un sistema di illuminazione a temperatura variabile.   

I fabbisogni di riscaldamento in questo edificio sono garantiti da un sistema a bassa temperatura; e affidati a diversi tipi di terminali a seconda delle zone servite: radiatori, pannelli a pavimento o bocchette di immissione collegate ai canali a tutt’aria. La gestione dell’impianti di riscaldamento e climatizzazione, è affidata a un impianto centralizzato di supervisione (che garantisce il contenimento dei consumi), questo integra diverse funzioni dalla regolazione della temperatura nel singoli locali, agli orari di accensione e spegnimento, la gestione degli allarmi e dell’energia oltre alla raccolta e archiviazione dei dati storici. Infine un impianto di domotica, per mezzo di sensori di presenza e luminosità regola sia l’accensione che la regolazione dell’intensità d’illuminazione artificiale in relazione alle effettive frequentazioni degli ambienti e agli apporti esterni. 

L’asilo balena di Mario Cucinella a Guastalla, Reggio Emilia

Dalle macerie del sisma che nel 2012 colpì l’Emilia Romagna è nato l’edificio scolastico, considerato tra i più sostenibili al mondo; progettato dall’architetto Mario Cucinella, l’edificio ospita un asilo comunale. Grande esempio di sostenibilità sia nella progettazione innovativa dell’involucro che nella scelta degli impianti da installare; senza tralasciare l’aspetto architettonico che caratterizza maggiormente il progetto. 

L’ asilo è stato disegnato a misura di bambino progettato per educare fin dall’infanzia al gioco, alla creatività e all’eco-sostenibilità. La struttura ricorda l’ambientazione di una fiaba, tutto da esplorare e perfettamente integrato nel paesaggio circostante.

Asilo nido “La Balena”, Guastalla

Asilo nido “La Balena”, Guastalla

E’ realizzato esclusivamente in materiali naturali o a bassi impatto ambientale; utilizza infatti energia prodotta con fonti energetiche rinnovabili, sono installati impianti di riscaldamento a basso consumo, e tutte le strutture sono in legno. Nello specifico è dotato di un sistema di panelli fotovoltaici e di un sistema di riciclo dell’acqua piovana che viene riciclata per annaffiare il giardino. L’ingresso è simile a una grande pancia, e rievoca l’immagine della balena di Pinocchio. 

L’idea di Cucinella è stata quella di creare un ambiente che contribuisca allo stimolo della fantasia e sia teatro di numerose esperienze per i bambini, lo spazio è stato formato dal susseguirsi parallelo di 50 telai strutturali in legno lamellare che ricordano la nota immagine della balena. 

Nell’asilo tutto dialoga con l’esterno grazie alle ampie vetrate che raccolgono la luce. Ad esclusione delle fondazioni, l’intero edificio è realizzato con il legno e superfici vetrate a bassa trasmittanza che fungono da tamponamento.  

[..] all'interno dell'articolo integrale altri esempi di scuole "green"