Prevenzione sismica del costruito esistente: suggerimenti e consigli per la messa in sicurezza degli edifici

È giusto ricordare come il rischio sismico dipenda da 3 fattori: pericolosità (medio alta, per frequenza e intensità dei fenomeni), vulnerabilità (molto elevata, a causa della fragilità del costruito) ed esposizione (altissima, per densità abitativa e presenza di patrimonio storico culturale unico al mondo). Nulla possiamo sulla pericolosità e poco sulla esposizione, molto possiamo e dobbiamo fare per ridurre la vulnerabilità del nostro patrimonio edilizio esistente.

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L’utilizzo di sistemi di rinforzo che aumentano la resistenza e la duttilità, senza toccare in modo sostanziale il peso e la rigidezza della struttura, è sicuramente la chiave di svolta che permette all’edificio di deformarsi e dissipare l’energia sprigionata dal sisma, riducendo la fragilità delle strutture. Materiali innovativi che non stravolgono le nostre tecniche tradizionali, ma le affiancano migliorandone il risultato, costituiscono la nuova concezione di intervento compatibile e rispettoso della struttura.

Le costruzioni in muratura rappresentano una cospicua parte del nostro patrimonio architettonico-culturale, oltre a essere uno dei sistemi strutturali più antichi e diffusi in Italia e nel bacino del Mediterraneo. Migliorare le proprietà di una muratura in pietra tramite iniezioni di malta a base di calce idraulica compatibile con i materiali esistenti porta a un sicuro beneficio, se poi a questo si abbinano delle reti realizzate dalla filatura di rocce basaltiche e l’utilizzo di catene formate da piccolissimi trefoli in acciaio ad altissima resistenza (guarda il VIDEO sulle Reti GeoSteel) annegate nei giunti di malta, l’insieme delle pareti viene trasformato in una scatola ben collegata in grado di ripartire le forze in modo omogeneo. 

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Allo stesso modo i danni e i crolli visti nei passati eventi sismici su strutture in calcestruzzo armato hanno evidenziato problematiche legate a pilastri e giunti trave-colonna, troppo deboli e non progettati per rispondere ad azioni sismiche, che devono essere quindi rinforzati senza stravolgere l’estetica o gli spazi funzionali.

In questo caso i rinforzi con microtrefoli di acciaio ad alta densità, uniti a matrici cementizie o epossidiche ad alta resistenza piuttosto che ringrossi di sezione in basso spessore con matrici cementizie fibrorinforzate con micro fibre di acciaio ad alta resistenza, permettono un comportamento solidale e una perfetta unione tra nuovo ed esistente.

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Il problema non riguarda esclusivamente le strutture portanti, siano queste in muratura o in c.a., ma negli ultimi eventi sismici si è visto chiaramente come elementi di carattere non prettamente strutturale (ribaltamento dei tamponamenti e sfondellamento dei solai) possano provocare ingenti perdite sia di vite umane che economiche (evacuazione ospedali, blocchi produzione industriale). 

Con interventi di veloce esecuzione è possibile annullare completamente queste problematiche, collegando le pareti non portanti con la struttura ed evitando così rovinosi crolli, con il semplice utilizzo di fasce di rete in basalto e malta a base di calce idraulica naturale, il tutto compreso in uno spessore minore di un centimetro.

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