L'importanza della Prevenzione e l'Eco Sisma Bonus: Lettera aperta di Donato Carlea

21/05/2020 1919

Ho ricevuto questa lettera dall'Ing. Donato Carlea, presidente del Consiglio Superiore dei LLPP fino allo scorso dicembre. E' una bella lettera, in cui si affrontano temi di drammatica importanza, come quello della riduzione della vulnerabilità sismica del patrimonio immobiliare e infrastrutturale del Paese, semplificazione delle norme, qualificazione del progetto. La lettera si conclude con una richiesta specifica a me a al nostro portale, che accolgo con grande attenzione. Noi non ci tireremo indietro.

Ecco la lettera aperta quindi per i nostri lettori.

Andrea Dari  

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Caro Direttore,

ci sono momenti in cui anche alle persone abituate a lottare viene la voglia di dire: basta, questo Paese non cambierà mai e allora pensano di farsi da parte, definitivamente.

lo ho avuto il piacere di conoscerla personalmente la sera dell'otto gennaio 2019 quando il nostro comune amico, il Professore Edoardo Cosenza, Presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Napoli, il mio Ordine, ha voluto che fossi io a tenere una Lectio Magistralis, la prima, nella nuova sede dell'Ordine, nella splendida e cara Piazza dei Martiri, in concomitanza anche con un anniversario per me, che solo da poco più di un mese ero stato nominato Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, molto particolare! non solo sul piano professionale ma soprattutto umano. Quel giorno, si proprio l'otto gennaio 2019, compiva "40 anni" di iscrizione al mio caro Ordine.

La conoscevo quella sera, ma credo di essere stato uno dei primi lettori della sua eccezionale rivista "INGENIO".

Per Lei sono stato una sorpresa, sono le sue parole, in una sala tanto bella quanto gremita.

In questi giorni credo però che il tristissimo periodo che stiamo vivendo abbia fatto cambiare idea a quelle persone. Ha fatto loro capire che non possono smettere di lottare quando si rendono conto che i soliti noti sono pronti ad approfittare di un tristissimo periodo e fare peggio di prima.

Cosa dicemmo quella sera di tanto sorprendente, da non burocrati di poltrone ereditarie ma da uomini di prima linea che nel rispetto delle regole affermano e danno prova, con esempi concreti, che le opere pubbliche possono essere realizzate presto e bene nel rispetto delle regole e da persone perbene, oneste e preparate che fortunatamente in Italia non sono poche.

Dicemmo in primis

  • procedimento semplice equivale a trasparenza e viceversa;
  • che il tempo necessario alla realizzazione di un'opera pubblica inizia da quando nasce l'idea ed emerge la necessità di realizzarla perché un Paese, la collettività e non le lobby, ne hanno bisogno, a quando la stessa comincia ad essere utilizzata;
  • per far si che questo tempo sia quello strettamente necessario il ruolo fondamentale spetta decisamente al progetto esecutivo;
  • che spesso non sono i soldi che mancano ma sono gli obiettivi che sono sbagliati.

E ci domandammo: quali sono le grandi ricchezze, i tesori, che ha l'Italia? e cosa spende per conservarle?

La risposta, per entrambe, fu quasi un coro.

Alla prima

  • la bellezza del suo patrimonio storico, artistico, monumentale, infrastrutturale
  • la bellezza del suo territorio, del paesaggio incantevole: mare, monti, laghi, fiumi
  • la bellezza dei centri storici delle sue città anche le più piccole, i piccoli paesi e i borghi

Alla seconda

Molto molto poco, quasi niente. Interventi postumi e mai preventivi, mai programmati e pianificati.

E allora arriva un terremoto, cosa sempre più frequente, a volte anche di non eccezionale gravità, e crollano paesi interi, si subiscono danni ingenti e si hanno tantissime vittime.

Piogge intense ma non apocalittiche, in molti casi prevedibili, e così fiumi e torrenti che straripano, montagne che franano, viadotti e gallerie che crollano.  Ancora una volta tante vittime e danni ingenti.

Costretti quindi ad operare in emergenza a costi altissimi.

Quali sono le vere opere pubbliche davvero prioritarie?

Dicemmo che le vere grandi e prioritarie opere pubbliche sono quelle che attengono:

  • al miglioramento e dove è possibile all'adeguamento sismico del nostro patrimonio edilizio pubblico e privato, storico e non, infrastrutturale, lineare (strade, ferrovie, ponti , viadotti e gallerie) e puntuale (scuole, ospedali ecc), e la loro riqualificazione energetica;
  • al riassetto idrogeologico del nostro splendido territorio;
  • al recupero anche urbanistico dei nostri centri storici, dei nostri borghi ed io aggiungerei al recupero anche urbanistico delle periferie.

Non avrei scritto a Lei questa lettera aperta se non fosse apparsa questa splendida idea e opportunità di una legge che finalmente rende praticabile e concreto per tutti l'eco-sisma bonus, quello che in particolare lei ed io, nei limiti delle nostre possibilità, prima abbiamo auspicato e poi abbiamo fatto ma ancora possiamo e dobbiamo fare perché diventi realtà.

Anche i giornali devono fare la loro parte. Ed è stato proprio la lettura di un'intervista a farmi riflettere.

Il giorno 12 Maggio il Corriere della Sera ha pubblicato l'intervista di Enrico Marra al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, e la mia attenzione si è soffermata in particolare su una delle domande.

"tutti questi soldi non potevano essere spesi per le scuole e gli ospedali?"

Voglio pensare che il giornalista lo abbia detto in buona fede, perché bisogna innanzitutto far capire che le opere pubbliche non devono essere realizzate per forza in serie ma possono essere eseguite anche in parallelo, secondo il grado di priorità e importanza che le stesse rivestono. Gli Edifici scolastici e gli Ospedali sono infrastrutture puntuali e quindi devono essere oggetto di quegli interventi tipici del sisma bonus e dell'ecobonus, miglioramento sismico e riqualificazione energetica, ma sono opere pubbliche, come correttamente ha spiegato il Sottosegretario, e devono essere realizzate attraverso lavori pubblici finanziati da Stato, Regioni e Comuni. Alcuni di questi fortunatamente sono già in corso.

Il lavoro pubblico è invece lo strumento attraverso il quale si realizza un'opera pubblica ma è anche lo strumento attraverso il quale si realizza, finanziandola, un'opera che era privata e una volta riparata o ricostruita tornerà ad essere privata.

Quest'ultimo è proprio il caso di quando si ricostruiscono o si riparano gli edifici crollati o danneggiati non poco, per un terremoto. Una volta ricostruiti o riparati con finanziamenti pubblici, ritornano ad essere totalmente dei proprietari privati.

Puntare sulla prevenzione 

Si può adesso affermare e sperare quindi che lo Stato e la Politica abbiano finalmente capito l'importanza della prevenzione e l'elenco lunghissimo dei benefici che ne derivano sul piano economico, ambientale e di salvezza di vite umane. Quanto lavoro e quanti cantieri possono aprirsi e svilupparsi, per tantissime imprese, grandi, medie e piccole! Non bastano cinque anni ne occorrono una ventina almeno, investendo e ripartendo la spesa anno per anno. Se avessimo cominciato trenta o quaranta anni fa, subito dopo il terremoto dell' Irpinia, forse Amatrice sarebbe ancora in piedi e l'Aquila non si troverebbe nelle condizioni in cui si è trovata e tuttora si trova.

E in Italia, i terremoti, purtroppo, continueranno ad esserci ma resterà sempre difficilissimo se non impossibile sapere quando.

Per questo caro Direttore, Le chiedo, con la mia LETTERA APERTA, di adoperarsi fortemente attraverso la Sua autorevole e seguitissima rivista, affinché gli obiettivi, quelli giusti per la collettività, per l'ambiente, per la sicurezza, per l'economia, in una sola parola per la vita, possano essere raggiunti in un arco di tempo non immediato ma neanche tanto lungo.

Ci sono ancora delle cose da migliorare nel decreto come quello della semplificazione del procedimento oltre a quella, e sarebbe ora, di concedere fiducia alla gente perbene, ai tecnici, alle imprese, alle banche e a quelli che devono controllare perché, come diceva qualcuno,

"La fiducia non è un premio che si merita ma un'offerta che si anticipa".

Con grande stima,

La saluto con viva cordialità

Ing. Donato Carlea