Le barriere sensoriali non sono quelle architettoniche: niente Bonus Ristrutturazione Edilizia. Ecco perché

Agenzia delle Entrate: gli interventi per l'abbattimento delle barriere sensoriali non rientrano nella detrazione spettante per le spese sostenute per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici

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I costi per l'abbattimento delle barriere sensoriali non sono detraibili a livello fiscale.

E' questo il chiarimento contenuto nella risposta n.147/2020 dell'Agenzia delle Entrate, recapitata a un contribuente che chiedeva chiarimenti in merito alla possibilità di detrarre, come Bonus Ristrutturazioni al 50%, le spese effettuate per la riduzione dei rumori dello scarico del WC, l'adeguamento getto del soffione della doccia, la colorazione pareti interne per ridurre le tonalità che generano disagio e l'installazione del regolatore temperatura.

Per questi lavori, l'istante - con un figlio affetto da una forma di autismo riconosciuto portatore di handicap in situazione di gravità ai sensi dell'art. 3 comma 3 della Legge 104 del 1992 - non ha presentato titoli abilitativi di alcun tipo (Scia, Cila, Dia etc.) e nelle fatture rilasciate dalla ditta che ha effettuato i lavori viene riportata la sintetica dicitura "abbattimento barriere architettoniche".

No detrazione per le barriere sensoriali

L'art.16-bis del TUIR prevede, al comma 1, lettera e) che la detrazione spetta per le spese sostenute per gli interventi "finalizzati all'eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi, alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica ed ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia adatto a favorire la mobilità interna ed esterna all'abitazione per le persone portatrici di handicap in situazione di gravità, ai sensi dell'art. 3, comma 3 della legge 104/1992".

Non si tratta, quindi, dei lavori del caso di specie, che sono piuttosto lavori di abbattimento di barriere sensoriali e che non presentano le caratteristiche tecniche previste dal decreto ministeriale del 14 giugno 1989, n. 236 (legge di settore) e non possono essere qualificati come interventi di abbattimento delle barriere architettoniche; tuttavia, danno diritto alla detrazione, secondo le regole vigenti alla data di sostenimento delle spese, qualora possano configurarsi quali interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria (Circolare 6.02.2001, n. 13, risposta 1). Ad esempio, non è agevolabile come intervento diretto all'eliminazione delle barriere architettoniche l'intervento di sostituzione della vasca da bagno con altra vasca con sportello apribile o con box doccia qualora non presenti le caratteristiche tecniche di cui al citato decreto ministeriale n. 236 del 1989. (Circolare 2.03.2016 n. 3, risposta 1.6).

In definitiva, con riferimento al caso di specie si evidenzia che le fatture rilasciate dalla ditta che ha effettuato i lavori non indicano dettagliatamente gli interventi eseguiti nell'abitazione ma riportano genericamente "lavori di superamento di barriere architettoniche da effettuare nel bagno del vostro appartamento posto in (....)". Al riguardo l'Istante dichiara che gli interventi eseguiti consistono nella "riduzione dei rumori derivanti dallo scarico WC, adeguamento getto del soffione della doccia, colorazione pareti interne per ridurre le tonalità che generano disagio e installazione regolatore temperatura".

Gli interventi di cui trattasi non sono ammessi al beneficio fiscale in esame in quanto detti interventi non rientrano tra quelli di manutenzione straordinaria agevolabili ai sensi dell'art. 16-bis del TUIR, né tra quelli finalizzati all'eliminazione delle barriere architettoniche, atteso che non presentano le caratteristiche tecniche previste dal DM n. 236 del 1989. Niente detrazione, quindi.

LA RISPOSTA INTEGRALE E' SCARICABILE IN FORMATO PDF


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