Metodo combinato No Dig per la caratterizzazione di elementi strutturali di edifici storici in Abruzzo - L11

Le tecniche di controllo non distruttivo, tecniche no dig, vengono applicate nel campo ingegneristico da oltre cinquant’anni, e l’innovazione nel loro utilizzo accresce nel tempo di pari passo con lo sviluppo tecnologico. Il mercato delle costruzioni contempla numerosi metodi di indagine non invasivi, quasi tutti regolamentati in ambito normativo e codificati nei prezziari di riferimento. La preferenza di una campagna di misure indirette ha, di norma, lo scopo di estendere i risultati di limitate e/o localizzate indagini distruttive all’intera area di studio, con l’obiettivo di minimizzare il carattere invasivo della diagnostica. L’incidenza economica e numerica per l’impiego delle tecniche no dig viene determinata, nella maggior parte dei casi, all’interno di un contesto legislativo nazionale o locale (es. NTC2008, Programma di Vulnerabilità Sismica della regione Toscana, etc.) e dipende dallo stato di conservazione che si intende mantenere prima e dopo l’intervento diagnostico. In particolare, l’attenzione qui si rivolge alla caratterizzazione di strutture del patrimonio storico ed architettonico italiano mediante tecniche di indagine e controllo ad impatto minimo sull’opera da recuperare. Il metodo proposto consiste nell’impiego combinato della tecnica georadar, utilizzando un modulo di antenne ad alta frequenza, e del metodo sonico, strumentando una massa impulsiva centrata su basse frequenze.

Per scaricare il contenuto integrale è necessario essere Socio Anidis, scopri come associarti