Ecobonus e sisma bonus al 110%, Brancaccio: «Il rischio è che sia un colpo a salve, serve snellire la burocrazia»

Federica Brancaccio, presidente di Federcostruzioni e dell'Associazione dei costruttori edili napoletani, fa il punto della situazione sulla riapertura dei cantieri nel Paese e commenta le misure contenute nel Decreto Rilancio.

In particolare la norma che innalza al 110% le detrazioni per le ristrutturazioni legate sia all'Ecobonus sia al Sisma Bonus la cui scadenza, per la presidente Brancaccio, è quasi irrispettabile.

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La ripresa dei cantieri dopo il lockdown: gli ostacoli

Presidente Brancaccio, sono trascorse alcune settimane dalla riapertura dei cantieri. Come sta andando? L’applicazione dei protocolli di sicurezza sta ancora ostacolando la ripresa dei lavori? 

«È ripartito circa il 75-80% dei cantieri, la prima settimana è stata fondamentalmente preparatoria per adeguarsi all’applicazione dei controlli dei protocolli di sicurezza, quindi all’organizzazione delle sanificazioni, alla creazione dei percorsi differenziati e poi all’acquisto complicatissimo dei DPI, per cui mascherine e guanti che non si trovavano. Quindi, effettivamente, i cantieri sono ripresi davvero da poche settimane. Diciamo che i problemi più grandi sono dovuti all'adeguamento dei piani di coordinamento e sicurezza con relativi computi metrici, ossia al riconoscimento dei maggiori costi dettati dagli obblighi imposti dall’emergenza. Non c’è un comportamento omogeneo da parte delle committenze, alcune lo hanno fatto correttamente, altre invece non hanno voluto adeguare tutta la parte dei costi. Però non è solo un problema di costi, ma anche di sotto produzione perché i dipendenti devono lavorare con le mascherine, devono mantenere il distanziamento, inoltre la fase di misurazione della temperatura comporta un allungamento dei tempi: è chiaro che l'ora lavoro che prima magari era 100 oggi rende 80. Quindi c'è anche un problema di sotto produzione di cui si sta anche discutendo a livello nazionale per trovare delle soluzioni».

Ecobonus e sisma bonus al 110% fino al 2021: serve una proroga

Tra le misure contenute nel Decreto Rilancio c’è anche il superbonus al 110 per cento al via dal prossimo 1 luglio, l’agevolazione fiscale più imponente della storia d’Italia. Una misura efficace per rilanciare il settore dell’edilizia secondo lei? O necessita di correttivi? 

«La misura è eccezionale e può veramente mettere in moto l’economia, specialmente se consideriamo quanto sia vetusto il nostro patrimonio edilizio. Il rischio però è che sia un colpo a salve, perché la scadenza del 2021 è quasi irrispettabile considerati i tempi autorizzativi e la nostra burocrazia». 

Perché non è sufficiente? Può farci un esempio per comprendere quanto tempo richiede una procedura “tipo”?

«A esempio, un condominio che decide di utilizzare il Superbonus si troverà a seguire un determinato iter. Primo sceglierà il progettista che a sua volta completerà il computo che l’assemblea di condominio dovrà approvare. A questo punto scattano le procedure burocratiche: il permesso di costruire da parte del Comune, le autorizzazioni da parte della commissione paesaggio, dal momento che buona parte del territorio del Paese è vincolato (in Campania per esempio lo è il 65%), si passa poi al parere della Soprintendenza che sappiamo non avere termini perentori. Ma non è finita qui. Nel caso del sisma bonus subentra anche il genio civile che altrettanto non ha dei termini da rispettare, poi una volta che abbiamo superato tutti questi ostacoli si possono cominciare i lavori. Per questo stiamo cercando di sensibilizzare gli enti locali, il provveditorato e il genio civile ad accelerare moltissimo su questi termini e stiamo anche spingendo affinché nel decreto semplificazioni che il Governo si appresta a varare ci sia un reale snellimento di tutta la burocrazia, non solo quella collegata a sisma ed ecobonus. Significa dimezzamento dei tempi, autocertificazioni eccetera … Questa misura tra l'altro si applica anche all’edilizia residenziale pubblica che tra l'altro è un tema carissimo a Federcostruzioni. Il problema è che se riteniamo complicatissimo rispettare questi tempi nel privato, immaginiamo una gara pubblica. È assolutamente impensabile, con queste tempistiche, magari si riuscirà a fare qualche efficientamento energetico di piccoli comparti, ma certamente non non di più».

E quindi come vi state muovendo?

«Abbiamo sensibilizzato gli Acer locali affinché si chieda al Governo uno slittamento dei tempi. Il problema è che la grande novità di questa misura è la cedibilità del credito al sistema bancario che prima non era permesso. Fondamentale certo, però si scontra con il fatto che nei momenti in cui una misura del genere è cedibile al sistema bancario diventa debito per lo Stato. Lo Stato nella sua complicata ragioneria deve appostarlo come debito e quindi loro hanno potuto derogare al patto di stabilità al 31 dicembre 2021, la scadenza di questa misura  è legata molto a questo problema di cedibilità alle banche. Però mette in moto una tale economia .. pensiamo a tutte le imposte rinunciate (il credito di imposta), sono più che ampiamente coperte da tutti gli altri introiti che invece avrebbe lo Stato perché se pensiamo solo all'occupazione che genera una misura del genere sia in termini di contributi per i lavoratori sia di filiera che mette in moto. Qualsiasi sia la rinuncia dello Stato a imposte è ampiamente coperta invece dall'economia che si mette in moto per cui noi siamo speranzosi di riuscire a ottenere una proroga, uno spostamento di quei termini, altrimenti diventa una grande occasione perduta».