Ordinanza 100 e semplificazione: ecco perchè la ricostruzione del Friuli può insegnare ancora qualcosa

Lo scorso 9 maggio 2020 il Commissario alla Ricostruzione dei territori colpiti dal sisma 2016, Giovanni Legnini, ha emanato quattro nuove ordinanze, tra cui la n.100 dove si definiscono le nuove procedure di semplificazione finalizzate ad accelerare gli interventi di ricostruzione. Alla redazione di INGENIO sono pervenute e continuano ad arrivarci riflessioni sull'argomento che pubblichiamo con piacere. Di seguito alcune riflessioni dell'ing. Flavio Piva, Componente del Direttivo CENSU.

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"Ordinanza 100 e semplificazione della ricostruzione post-sisma: non si può ragionare per unità immobiliare", è il titolo dell'ultimo articolo di commento all'Ordinanza 100, pubblicato su INGENIO qualche giorno fa.

???  Ma lo sapevamo da tempo. Il successo delle ricostruzioni del Friuli e delle Marche sta nel Comparto Obbligatorio di Intervento!

E' odioso citare i propri articoli ma qui su Ingenio scrivevo nel giugno del 2017:

La ricostruzione dei Centri Storici minori del Friuli si è basata su alcuni principi che hanno dimostrato forza ed efficacia quando sono stati mutuati, tutti e con minime varianti, in altre esperienze come, p.es. quella di Umbria-Marche del '97: ...

Comparto obbligatorio di intervento. E' stato il fulcro della ricostruzione dei paesi. Il piano particolareggiato di comparto era obbligatorio e la sua estesa applicazione (in Friuli 350 piani particolareggiati in un paio d'anni) generò sinergie ad ogni livello: controllo unitario del progetto con la partecipazione diretta degli interessati, modifiche necessarie dell'assetto proprietario, il ridisegno delle aree pubbliche, un convenzionamento urbanistico regolante ogni rapporto economico e di diritto, effetti a dettaglio edilizio ed architettonico.

Carattere solidaristico dei risarcimenti pubblici. E' stato fondamentale. Ha determinato un carattere progettuale anche per il contributo pubblico: infatti non si è trattato di risarcire il solo volume distrutto sulla base dei rilievi dei danni ma si è anche tenuto conto del rapporto fra il bene distrutto e la sua ricostruzione mediato dal progetto di comparto, della stessa composizione del nucleo familiare e delle intenzioni di ricostruzione, così favorendo sia il diritto alla casa sia l'autodeterminazione delle scelte dei proprietari.

Ricomposizione fondiaria/proprietaria. E' stata la conseguenza necessaria del progetto di comparto obbligatorio e del carattere solidaristico dei contributi. Ha dato flessibilità alle scelte urbanistiche, superando le rigidità dei confini proprietari e privilegiando la modernizzazione delle città. Il lato negativo è stata la mancanza di una legislazione speciale per questi aspetti che hanno richiesto decenni per essere perfezionati.

Legge speciale. Il governo di allora diede carta bianca al commissario (Zamberletti disse: “L’articolo che stabiliva i miei poteri lo scrisse personalmente Cossiga e diceva: <Il commissario agisce in deroga a tutte le leggi ivi comprese quelle sulla contabilità generale dello Stato>”). Una vera zona franca burocratica, in un periodo storico in cui non erano ancora apparsi i decreti Bassanini. Il commissario, a sua volta, investì di quei poteri i sindaci che diventarono funzionari delegati a capo di un centro di comando unificato con a disposizione reparti delle Forze armate, del Genio civile e dei Vigili del fuoco e la responsabilità di gestire gli appalti prima per i prefabbricati e poi per la ricostruzione.  

Il resto lo potete leggere nell'articolo integrale e anche in un altro articolo "Il grande terremoto del Centro Italia: gli strumenti per la ricostruzione"

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