Post Covid, l'Ordine degli Ingegneri di Milano lancia 9 proposte per risollevare il Paese

L’emergenza COVID-19 ha generato conseguenze drammatiche per l’economia del Paese e per le famiglie.

Pur a fronte degli aiuti pervenuti a livello europeo e considerando gli interventi posti in essere – o annunciati – dal Governo, le prospettive per l’immediato futuro si annunciano nere.

Il mondo delle professioni, degli studi professionali e delle società di ingegneria è tra le realtà più colpite dal lockdown e anche tra le meno sostenute dall’Esecutivo. Ma, pur a fronte di questa situazione, gli ingegneri non hanno mai smesso di impegnarsi per risollevare questo Paese.

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Le nove proposte del Consiglio dell'Ordine degli Ingegneri di Milano

In ottica di miglioramento della struttura organizzativa dello Stato e delle sue funzioni il Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano intende portare a conoscenza, con autentico spirito costruttivo, delle Istituzioni locali e nazionali nove proposte volte a favorire una sburocratizzazione e un miglioramento delle procedure amministrative per un reale bene del Paese.

Il Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano si rende sin da ora parte attiva per fornire il proprio apporto di proposte e di analisi perché quanto già promosso e ottenuto in occasione dell’emergenza appena vissuta possa diventare una base per un cambio di passo per creare uno Stato non più lontano e inarrivabile ma, al contrario, agevolatore del processo di fare impresa e di svolgimento della professione.

«È consapevolezza comune che i necessari e impellenti cambiamenti di cui il Paese ha estremo bisogno richiedano un metodo e un ragionamento differente. Non si può uscire da una situazione di crisi con la stessa logica con la quale vi si è ritrovati o con lo stesso metodo e approccio, in una situazione che già vedeva l’Italia in difetto rispetto alle altre nazioni europee. Ora, nel post COVID, il Paese si presenta senza apparente possibilità di uscita» ha dichiarato Bruno Finzi, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano.

1 - Organizzazione dello Stato

Drastico alleggerimento, semplificazione e riconfigurazione degli apparati centrali dello Stato da attuarsi mediante la delocalizzazione degli uffici, la virtualizzazione dei processi e il passaggio da un’obsoleta organizzazione monocentrica a un sistema sussidiario e multipolare distribuito che coinvolga tutto il territorio nazionale.

Uno dei maggiori elementi di confusione e di inefficienza è dovuto al mancato coordinamento legislativo tra Enti Locali e Stato generando situazioni e criteri discordanti tra potere centrale e locale.

2 - Politica legislativa - De iure condendo

Radicale sfoltimento del corpus normativo e trasformazione dell’attuale processo di costruzione legislativa con un più moderno equilibrio e connubio fra norma giuridica e normativa tecnica, lasciando alla prima la semplice enunciazione dei principi politici e trasferendo, per quanto possibile, alla seconda la codifica applicativa.

Migrazione (ove possibile) da un sistema prescrittivo a rilevanza penale a un sistema basato sul rispetto sostanziale della norma e regime sanzionatorio di tipo amministrativo per le violazioni.

In ottica di semplificazione, la produzione giuridica dovrebbe evitare che le nuove norme utilizzino il sistema di abrogazione di parte degli articoli di norme precedenti. In sostanza per ogni modifica dovrebbe essere necessaria l’abrogazione di tutte le norme collegate precedenti e soprattutto il legislatore dovrebbe sempre, nella redazione della norma, avere chiara non solo l’invarianza dei costi dello Stato, ma anche e soprattutto l’obiettivo di non creare nuovi strati di burocrazia allo scopo di non assumere responsabilità dirette.

Le nuove norme dovrebbero essere approvate solo se prive di decreti attuativi che, oltre che a ritardare l’effetto complessivo della norma, generano incertezza e contribuiscono all’accrescimento della complessità burocratica.

Nell’attuale situazione è evidente la ridotta capacità dello Stato di verificare e sanzionare. Di fatto sono fiorite nel tempo leggi complicate che cercano di coprire ogni scenario applicativo, con l’effetto perverso di ingessare l’iniziativa pubblica e privata. Un radicale sfoltimento e semplificazione delle leggi non può prescindere da una reale capacità di verifica e sanzione, in tempi brevi.

La semplificazione normativa è necessaria se si vuole garantire consapevolezza nei provvedimenti autorizzativi e autocertificativi.

L’Italia - oltre alla Grecia e poche altre nazioni europee - regola la progettazione delle costruzioni con leggi dello Stato anziché con linee guida, per mettersi al passo con gli altri Paesi è necessario promuovere la sostituzione delle leggi tecniche con linee guida.

3 - Tribunali post COVID-19

Rendere definitivo, ove possibile, lo svolgimento delle udienze e delle operazioni peritali (Ctu) con collegamenti telematici da remoto e altre soluzioni introdotte a seguito della pandemia e che si sono dimostrate efficaci ed efficienti. È necessario rendere tempestive le procedure preventive di accertamento dei danni (Atp, ecc.) per evitare costi di fermo azienda, anche prendendo spunto da modelli già in uso nelle nazioni europee con un impianto giuridico simile al nostro.

4 - Digitalizzazione

Obbligo di accettazione anche per le attività private (banche, assicurazioni, utilities ecc.) di pec, firma digitale, spid e dematerializzazione documentale. Divieto di richiedere documentazione reperibile presso una Pubblica Amministrazione. È una semplificazione mai realmente attuata. Si pensi alle innumerevoli SCIA che non si rivolgono a un unico ufficio ma a svariati enti. La SCIA ha prodotto unicamente la possibilità di depositare l’atto autorizzativo presso un unico sportello, ma la semplificazione deve necessariamente passare attraverso la radicale riduzione degli enti cui cittadino e imprese si devono rivolgere. In tal senso deve essere reintrodotta, nei casi in cui oggettivamente non risultasse possibile un giudizio uniforme della medesima domanda sull’intero territorio nazionale da parte di uffici diversi appartenenti alla medesima amministrazione, la responsabilità dell’amministrazione, che progressivamente negli anni la stratificazione burocratica ha indebitamente spostato sui cittadini, imprese e professionisti.

5 - Semplificazione procedimenti autorizzativi

Maggior responsabilizzazione del professionista che si assume nei confronti del cliente e dello Stato - grazie alla responsabilità deontologica, etica e sociale - l'onere del rispetto normativo. Allo Stato e gli organi di governo spetterà, a campione, la verifica della correttezza formale dell'interpretazione delle norme. Questo non solo per i piccoli interventi, ma anche per quelli di maggior respiro e complessità. L’eliminazione del doppio binario Comune - Sovrintendenza e/o Comune - Paesaggistica per le pratiche edilizie si rende necessario per evitare che le pratiche siano soggette ad umori e personalismi che spesso bloccano il processo autorizzativo e quindi costruttivo e lavorativo.

6 - Professionisti

Per lo snellimento delle procedure si devono tener presente tre livelli:

  • le regole da rispettare;
  • le procedure per dimostrare il rispetto delle regole;
  • il regime sanzionatorio.

È evidente che la trasformazione da regime autorizzativo ad auto certificativo o a quello del silenzio assenso è necessaria, ma non sufficiente: occorre agire profondamente sulla riduzione delle regole. Lo snellimento delle procedure presuppone innanzitutto la ri-modellazione delle regole che devono essere chiare (non interpretabili) applicabili e verificabili univocamente così da consentire una consapevole autocertificazione. Occorre anche introdurre un’efficace graduazione delle sanzioni. Occorre privilegiare il sistema prestazionale il risultato da conseguire) rispetto al metodo prescrittivo (come devi fare), già adottato in alcuni ambiti.

7 - Sostenibilità ambientale ed energetica: obblighi di terzietà

Le misure di incentivazione destinate alla riduzione dei consumi energetici e al miglioramento climatico offrono opportunità per i alcuni grandi operatori del settore, utilities e fornitori di tecnologie, molto meno per i professionisti. I primi infatti (compresi quelli a capitale pubblico) hanno costituito delle ESCo che quindi controllano, dispongono dei mezzi finanziari e organizzativi per intermediare il credito d’imposta. I professionisti possono – al contrario - operare al servizio dei primi a condizioni economiche inique. È necessario implementare una terzietà obbligata e sostanziale introducendo un’adeguata riserva professionale e un tariffario. Si noti che anche soggetti nati per costituire l’organismo di vigilanza del sistema (p.es. Enea) finiscono, sotto la pressione delle c.d. spending review, a offrire sempre più servizi di consulenza (ovviamente con strutture dedicate e organizzativamente separate) che tuttavia non sembrano agire su un piano di pariteticità competitiva col singolo professionista, regalando i professionisti su un piano di assenza di ogni pariteticità competitiva.

8 - Detraibilità dei lavori edili

Possibilità di detrarre lavori edili non soltanto demandata agli interventi di riqualificazione energetica o efficientamento energetico, ma a qualsiasi tipo di intervento e per tutti i soggetti coinvolti. Si ridurrebbe il sommerso e consentirebbe un rilancio del settore delle costruzioni, a più ampio raggio.

9 - Cedibilità del credito d’imposta

La cedibilità del credito d’imposta è una delle misure dalla quale ci si aspetta un importante contributo per generare e ottenere la messa in moto della macchina economica del Paese. Il proliferare dello strumento di cessione del credito d’imposta - generato ad esempio da lavori di riqualificazione, da canoni di locazione, ecc. - deve essere supportato da una semplice e chiara procedura operativa la quale premetta attraverso - una rapida istruttoria - che venga monetizzato, così da immettere nel sistema economico la liquidità generata, in modo controllato. Per i professionisti significherebbe essere meno “dipendenti” da terzi, visto che il criterio di scelta e di incarico resterebbe in capo al committente che ha potuto dotarsi della liquidità necessaria all’esecuzione dei lavori, non dovendo cedere ad altri l’intero pacchetto, controllo e gestione inclusi.