Progettare edifici in muratura: come è cambiata la nuova costruzione negli ultimi 15 anni (e oltre)?

Una domanda che, per quanto inflazionata, merita sempre un approfondimento soprattutto in relazione ai mutati atteggiamenti e sensibilità di ognuno di noi. È innegabile che in questo “breve” lasso di tempo siamo stati testimoni non solo di una decisa evoluzione tecnologica dei sistemi costruttivi (che hanno fatto passi da gigante), ma soprattutto di un vero e proprio stravolgimento della nostra aspettativa, di tecnici e acquirenti, sul prodotto finito.

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Innovazione e nuovi approcci del costruire per edifici prestazionali e di qualità

Un prodotto che, adesso più che mai, non è più oggetto di compromesso ma deve (finalmente!) rientrare in un’attenta analisi progettuale (dove il dettaglio riveste un ruolo discriminate) unita ad una imprescindibile precisione nella realizzazione.

Gli accenni di muffe, i discomfort delle pareti fredde, le imperfezioni di posa dei serramenti, ma anche solo la classica lama d’aria della porta d’ingresso sono oramai punti di non ritorno nella vendita e/o contestazione.

Questioni che un tempo non erano minimamente oggetto del contendere. Nel settore (forse) più statico dell’economia italiana si sono “scoperte”, in pochissimo tempo, innovazioni ed approcci che hanno radicalmente cambiato le prestazioni e la qualità del bene più impattante della nostra vita, la casa.

È indubbio che i produttori hanno creato un fortissimo valore aggiunto, andando a spingere con decisone su Ricerca e Sviluppo, (un esempio è l’attuale laterizio, lontano parente del blocco anni 2000) contribuendo ad un deciso miglioramento sia nel benessere psicofisico, con un deciso contenimento energetico ed acustico, sia nella sicurezza strutturale in un territorio che si è scoperto, sempre di più, sismico.

Ma è altrettanto innegabile che lo spunto, come spesso accade in Italia, sia partito dalla cogenza data da una serie di norme che negli ultimi 15 anni hanno sovvertito ogni schema ed abitudine.

Le principali norme che negli ultimi 15 anni hanno cambiato il modo di costruire

Per rendere meglio l’idea riportiamo nella tabella di seguito, a grandi linee, l’emanazione cronologica delle norme dal 2003 ad oggi:

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L’evoluzione del laterizio

Forse è proprio il laterizio che incarna la maggiore esplosione del cambiamento avvenuto negli ultimi anni.

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Il laterizio è un materiale, un elemento, un concetto di sistema che, da sempre, è in grado di assicurare affidabilità ed un’innegabile durabilità, caratteristiche che difficilmente troviamo in altri materiali prestazionali. Una tradizione di prodotto che negli ultimi 15 anni si è innovata con una repentinità straordinaria bruciando tappe e le più rosee previsioni.

Banalmente si è passati dal classico modulare (che ancora oggi è punto di riferimento in ogni cantiere per resistenza, praticità e adattabilità) ai blocchi ad incastro con tasca (Alveolater incastro), che permettono il triplice utilizzo come tamponamento, portanti in bassa sismicità o (a tasca riempita) in zone ad alta sismicità, ai blocchi a setti sottili (Alveolater CLIMA) con calibrate geometrie che hanno massimizzato la prestazione energetica andando, in alcuni casi, a rendere superfluo perfino l’utilizzo del cappotto.

Dulcis in fundo la muratura armata.

 

Laterizio e acciaio per una muratura armata vincente

L’esempio per antonomasia è il Taurus, dove ricerca, sviluppo e tecnica sono riusciti a creare un nuovo concetto di sistema che ha stravolto le “fondamenta” dell’approccio progettuale arrivando a soppiantare (in moltissimi casi) il cls armato.

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Con il suo peculiare schema radiale, brevettato, è “riuscito” non solo a garantire prestazioni eccellenti ma a convincere professionisti ed imprese ad andare oltre alcuni preconcetti. Tante solo le testimonianze dei valori che sono venuti alla luce in questi anni (es resistenza al fuoco: parete sp. 12 cm, priva d’intonaco, E.I. 90) a riprova della strabiliante e ineguagliabile capacità di dare risposte di valore in ogni settore della progettazione.

La frase “la tradizione si innova” è stata ampiamente dimostrata…. ma non finisce qui, to be continued!

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