Crepe nei muri... e se la sottofondazione in cemento armato non risolve il problema?

Crepe nei muri: uno degli interventi più classici è quello di realizzare una sottofondazione in cemento armato che aiuti l’edificio privo di fondazioni con fondazioni insufficienti. Non sempre però è un intervento risolutivo!

Il Sistema proposta da SYSTAB , impiegato per stabilizzare una casa già sottofondata senza successo, prevede l'uso di Micropali Precaricati pressoinfissi con martinetti idraulici. Scopri i dettagli.

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Sottofondare un edificio soggetto a cedimenti è un intervento complesso. Si tratta però di un’opera che può essere eseguita da qualsiasi impresa edile o artigiano. Il problema è che se l’opera non è supportata da valutazioni geologiche e da una corretta progettazione, può risultare inefficace o addirittura peggiorativo.

Il tipo di dissesto riscontrato: cedimenti diffusi

Si tratta di una abitazione stretta e lunga, costruita interamente in muratura. Il fabbricato è stato realizzato con fondazioni continue, in muratura ed un piano di appoggio estremamente superficiale. Ci troviamo in provincia di Bologna, in un’area pianeggiante. I terreni sono chiaramente alluvionali e si sono rivelati di natura argillosa, estremamente compressibili fino ad alte profondità.

La casa nell’ultimo decennio ha manifestato una serie di crepe nei muri e fessurazioni diffuse, riconducibili ad un cedimento differenziale delle fondazioni. Il dissesto ha via via interessato buona parte dell’edificio. Per questo motivo cinque anni fa il Committente ha incaricato la propria impresa di fiducia di realizzare un cordolo di sottofondazione in cemento armato su tutto il perimetro della casa. L’intervento aveva lo scopo di allargare la base di appoggio e al tempo stesso irrigidire maggiormente la struttura. Terminate le opere di consolidamento fondale, sono state richiuse e ripristinate tutte le crepe su muri e pavimentazioni.

Purtroppo come, per la mia esperienza, spesso succede, l’opera di sottofondazione non è risultata sufficiente a fermare il cedimento. Infatti succede di frequente che non avendo trasferito i carichi su terreni solidi in profondità, il solo irrigidimento non basti a fermare il cedimento differenziale ma anzi peggiori la situazione. Le crepe si sono così riaperte in modo ancora più accentuato in occasione delle ultime stagioni siccitose.

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Consolidamento delle fondazioni mediante pali precaricati a bassa invasività

Il tecnico dei Committenti, in collaborazione con i Tecnici di SYSTAB ha deciso di usare il nuovo cordolo in c.a. per realizzare dei micropali che trasferissero il carico della struttura in profondità. Per minimizzare scavi e invasività sono state realizzate delle piccole nicchie nel marciapiede e carotare l’estradosso del cordolo per inserire i pali precaricati.

L’opera micro palificazione si è svolta in otto fasi distinte:

  1. demolizione localizzata della pavimentazione esterna per rendere accessibile la fondazione esistente;
  2. carotaggio della fondazione;
  3. fissaggio delle piastre in acciaio alla fondazione esistente;
  4. infissione dei micropali modulari di diametro 76 mm, con martinetti idraulici solidarizzati alle piastre;
  5. monitoraggio della struttura con livelli laser e monitoraggio delle pressioni di installazione;
  6. raggiungimento della profondità e delle pressioni di progetto;
  7. fissaggio finale dei micropali con inghisaggio con resine epossidiche all’interno del cordolo
  8. rimozione delle piastre e dei martinetti idraulici e successivo ripristino del marciapiede.

Micropali precaricati: quali sono i vantaggi rispetto alle metodologie tradizionali?

Il consolidamento fondazioni con pali precaricati ha diversi vantaggi che lo caratterizzano rispetto alle tradizionali tecniche di palificazione:

  • tempi di realizzo rapidi rispetto alle metodologie classiche
  • non produce alcun materiale di risulta
  • non impiega né fanghi né acqua (cantiere asciutto idoneo anche in ambienti stretti e interni)
  • non produce vibrazioni dannose per la casa 
  • la portata di ogni micropalo viene testata in corso d’opera
  • precarico per l’annullamento dei cedimenti primari eseguito su ogni micropalo.

L’opera complessiva di consolidamento fondazioni é durato 4 giorni ed ha consentito l’infissione di 17 micropali diametro 76 mm e lunghezza media 10 metri, compreso carotaggi della fondazione esistente e fissaggio finale dei micropali mediante inghisaggio con ancorante chimico.

>>> Se vuoi approfondire il tema dei MICROPALI PRECARICATI leggi l'articolo

Lavoro eseguito da: SYSTAB
Committente: Privato
Luogo delle opere: Provincia di Bologna (BO)
Data: ottobre 2019

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