Offerte di lavoro, stage e tirocini: il servizio WI Esteri per la mobilità degli ingegneri italiani

Opportunità lavorative, incarichi temporanei, oppure stage e tirocini all'estero: il servizio WI Esteri di WorkING offre tutti gli strumenti e il supporto necessari al professionista che si trova ad operare fuori dai confini italiani.

Molto spesso questo comporta conoscere a priori la legislazione del Paese in cui ci si deve trasferire, soprattutto quelle norme che regolamentano le procedure per il riconoscimento dei titoli di studio e le qualifiche del professionista.

L'obiettivo del servizio è diffondere il «prodotto ingegneria italiana» all'estero valorizzando le competenze, le abilità, le conoscenze e il saper fare degli ingegneri, un capitale umano fondamentale in primis per il Paese e il sistema Italia.

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Che cos’è WI Esteri 

WI Esteri rientra tra i servizi della piattaforma WorkING e offre strumenti per la mobilità e l’internazionalizzazione dell’ingegneria.

La sezione del sito è rivolta a quanti intendono o devono iniziare una nuova avventura professionale fuori dall’Italia e oltre a riportare annunci e opportunità di lavoro all’estero, grazie anche a collaborazioni con istituzioni europee come Eures, offre consigli e suggerimenti per l’esercizio della professione, sia che si tratti di una prestazione temporanea sia nel caso in cui il trasferimento sia permanente.

Una sorta di guida online che risponde ai dubbi più frequenti, come ad esempio, quali procedure burocratiche bisogna adempiere per lavorare in un Paese straniero, che documenti e attestati servono, quali uffici occorre contattare oppure a chi bisogna inoltrare domanda per il riconoscimento dei titoli.

«Il servizio esteri di WorkING nasce sia per rispondere alla crescente richiesta da parte dei colleghi che desiderano avere visibilità nel mercato estero - ha spiegato Roberto Orvieto, responsabile per le relazioni internazionali e consigliere del CNI - sia perché spesso i concorsi d’ingegneria europei sono più semplici di quelli del nostro Paese e rappresentano un’opportunità in più per esportare il prodotto ingegneria in altre Nazioni. Proprio per questo, all’inizio del mio mandato, ho promosso la sezione esteri sul sito del CNI che è correlata al servizio presente sulla piattaforma WorkING. Entrambi gli strumenti danno la possibilità agli ingegneri di accedere alle opportunità lavorative e formative che il mercato internazionale offre».

D’altronde l’ingegnere italiano, per le sue competenze e il ricco bagaglio di conoscenze acquisito durante il percorso accademico, è una figura molto apprezzata all’estero, tanto che negli anni la domanda di professionisti italiani è aumentata in gran parte dei Paesi dell’UE e non solo.

«La nostra cultura è più vasta e generalista rispetto a quella dei colleghi che studiano all’estero, i quali hanno una specializzazione, a volte più applicativa, ma molto settoriale - ha aggiunto Orvieto - il percorso di studi in Italia invece è più multidisciplinare, con una cultura di base più solida, basata sugli elementi fisici, matematici, della meccanica razionale e per quanto riguarda l’ingegneria civile e industriale, abbiamo una cultura più ampia, una polivalenza che ci avvantaggia nella risoluzione dei problemi. Negli anni la domanda di ingegneri italiani è cresciuta vertiginosamente, soprattutto nel campo dell’ICT, e proprio l’identificabilità, il Codice deontologico e formazione continua che ci contraddistinguono sono indicatori che ci hanno portato al primo posto in Europa nella classifica di affidabilità verso il mercato e verso il cliente per i servizi di ingegneria».

Il CNI e le adesioni alle organizzazioni internazionali, quali opportunità?

Per valorizzare l’ingegneria italiana all’estero, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha aderito ad associazioni internazionali come la World Federation of Engineering Organizations che rappresenta la professione di ingegnere in tutto il mondo, l’European Council of Engineers Chambers (ECEC), ossia il Consiglio Europeo delle Camere degli Ingegneri appartenenti agli Stati europei in cui la professione di ingegnere è regolamentata e FEANI, la Federazione che raccoglie le associazioni di rappresentanza degli Ingegneri di oltre 30 paesi in Europa.

«La sua attività - ha spiegato l’Ingegnere Giovanni Cardinale, componente del Executive Board di FEANI - tradizionalmente orientata sui temi dell’accreditamento dei corsi di studi universitari e sulla gestione della carta EURING, un titolo per favorire la mobilità degli ingegneri in Europa, è molto cambiata negli ultimi anni ricercando una maggiore incisività con il parlamento europeo, su temi importanti legati al mondo del lavoro: la qualificazione degli ingegneri, il disegno del loro ruolo nella società, l’attenzione ai giovani e la digitalizzazione dei processi».

La presenza del CNI in FEANI risale ad almeno 15 anni fa e oggi la sua posizione è ancora più forte.

«Un ruolo in linea con le rappresentanze inglesi e tedesche, perfettamente dialettico con Paesi che hanno un sistema ordinistico e Paesi in cui, invece, prevalgono sistemi associazionistici - ha aggiunto Cardinale - non è facile immaginare un rapporto causa-effetto tra partecipazione ad un organismo internazionale e vantaggi per gli iscritti; l’angolo di visuale deve essere quello di una strategia generale in cui la partecipazione ad un organismo non è il fine ma il mezzo per liberare energie e favorire i processi di mobilità ed apertura di mercati soprattutto nei settori dell’ingegneria industriale e delle telecomunicazioni».

La partecipazione attiva alle organizzazioni di rappresentanza internazionali, nel tempo si è rivelata fondamentale, non solo per portare all’estero il valore dell’ingegnere italiano, ma anche per determinare le migliori condizioni per l’accesso all’esercizio della professione nel contesto internazionale.

«Il grande valore è proprio l’unione dell’ingegneria e il network tra ingegneri nel mondo» ha commentato Orvieto. 

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Dentro al servizio WI Esteri: gli strumenti per gli ingegneri

Marcello Coiana, lei è direttore tecnico della Fondazione del CNI, può spiegarci com’è strutturato il servizio WI Esteri e che strumenti offre?

«Il servizio WI Esteri è un servizio per chi vuole lavorare all'estero e chi dall'estero vuole lavorare in Italia. È collegato con la sezione ESTERI del sito del CNI con il quale condivide obiettivi e informazioni, in più la sezione su WorkING gestisce le offerte di lavoro provenienti da aziende di Paesi stranieri. È in fase di allestimento una sezione con una base di domande frequenti con le quali possiamo soddisfare le richieste più comuni, inoltre è presente un’area dov’è possibile entrare in contatto con il team per avere risposte precise via mail o anche di persona prendendo un appuntamento».

A chi si rivolge?

«Le informazioni generali sono disponibili a tutti, laureati, ingegneri, ricercatori, previa registrazione alla piattaforma. Ovviamente il supporto è garantito per gli iscritti all'Ordine».

Le opportunità elencate riguardano solo il lavoro o anche la possibilità di fare tirocini all'estero? 

«La sezione WI Esteri raccoglie le opportunità per iniziare un'esperienza di lavoro da parte di aziende estere, le quali hanno libertà di inserire offerte lavorative, ma anche tirocini».  

È attivo anche un servizio di notifiche o alert che informano l'ingegnere della presenza di nuove opportunità caricate sulla sezione?

«Siamo in un processo di aggiornamento e unificazione di tutti i servizi digitali per gli utenti dell'universo dell'Ingegneria Italiana (iscritti all'Ordine e non, laureati, professori, ...) che include anche la piattaforma WorkING. A breve avremo un sistema di notifiche generico che includerà anche le opportunità offerte dalla sezione Esteri».

Ogni Paese ha una legislazione specifica che regolamenta le procedure per il riconoscimento dei titoli di studio e delle qualifiche del professionista che intende trasferirsi per lavoro in modo temporaneo o stabile. In questo caso che servizio offre Wi Esteri?  

«Proprio per la diversità, a volte sottile, delle legislazioni specifiche e per consentire un processo efficace nel riconoscere i propri titoli nel nuovo Paese, consigliamo sempre una consulenza dedicata contattando direttamente il nostro team per avere informazioni precise sulla legislazione della Nazione a cui si è interessati».

In Wi Esteri sono elencate le schede informative di 12 Paesi, ne aggiungerete altri?  

«Il nostro obiettivo è monitorare attentamente tutte le realtà internazionali dell'ingegneria e presentare un quadro sintetico e aggiornato, quindi sì, contiamo di arricchire presto la lista».

È possibile sapere quanti ingegneri in questi anni hanno usufruito del servizio?  

«Da quando abbiamo attivato la sezione che è collegata a quella ESTERI del sito del CNI abbiamo una media di circa 50 persone al mese che hanno usufruito del servizio via mail o telefono».