Assunzione di ingegneri, nuove tecnologie digitali e sensoristica: la ricetta di ANAS per ponti e viadotti

La manutenzione delle rete viaria migliora la sicurezza e il comfort delle infrastrutture e, assieme alle nuove opere, contribuisce a rilanciare l’economia del Paese. E’ un fattore essenziale e prioritario al fine di dare al nostro Paese una rete infrastrutturale in linea con i migliori standard europei. 

Di questi e di altri temi si è parlato nel webinar organizzato da ANAS e dall’Associazione Mondiale della Strada (WRA – PIARC) lo scorso 8 luglio dal titolo “La manutenzione stradale, le best practice”

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All'evento ha partecipato anche la ministra delle Infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, che ha sottolineato come le misure nel Decreto Semplificazioni approvato dal Governo hanno, tra gli obiettivi, anche quello di accelerare i cantieri per la manutenzione e la sicurezza delle strade, mentre nel piano varato dal Governo denomianto "Italia Veloce" e che di fatto definisce una serie di opere infrastrutturali che hanno la priorità sulle altre, la questione della manutenzione delle infrastrutture, o meglio della programmazione delle manutenzione diventa fondamentale.

Per poter far questo sulla base di valutazioni oggettive del rischio e in maniera omogenea in tutto il territorio italiano - ha ricordato la Ministra - recentemente abbiamo pubblicato le Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio dei ponti esistenti, un documento che varrà per tutti, non solo per Anas e concessionari ma anche per comuni e province e tutti coloro che, pubblici e privati, rientrano nell'ambito dei gestori dei ponti e dei viadotti. 

Il documento fornisce ai gestori e ai proprietari degli oltre 60mila ponti italiani, gli strumenti da utilizzare sia per la conoscenza delle opere sia per la definizione delle priorità per l’esecuzione delle eventuali operazioni di sorveglianza e monitoraggio, di verifica e d'intervento.

Un documento costituito di più parti in cui si approfondisce il censimento e alla classificazione del rischio, il tema della verifica della sicurezza, la sorveglianza e il monitoraggio dei ponti e dei viadotti esistenti con una lunghezza superiore ai sei metri. Relativamente alle opere con luce minore di 6.0 m, sarà comunque cura del gestore/proprietario dell’infrastruttura definire le modalità di sorveglianza e monitoraggio, anche in termini di cadenza temporale, in funzione delle specifiche peculiarità delle opere e delle caratteristiche territoriali.


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Per maggiori informazioni si suggerisce la lettura dello SPECIALE DI INGENIO

Nel corso del webinar si è tenuta anche una lectio magistralis del Professor Maurizio Crispino, Ordinario al Politecnico di Milano Dipartimento di Ingegneria e componente Esperto del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, e sono interventuti il Presidente dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Roma, Carla Cappiello, il Direttore Operation e Coordinamento Territoriale Anas, Matteo Castiglioni.

La manutenzioneha detto il Presidente di Anas, Claudio Andrea Gemme intervenendo alla sessione – oltre ad essere un elemento principale per la sicurezza della rete ha una serie di pregi che in una fase di rilancio dell’economia rappresenta una variabile significativa.
Ha una attivazione rapida, 3-6 mesi, non necessita di particolari autorizzazioni, ha un impatto immediato sul PIL con rapido impiego di risorse umane, forniture e fatturati per cantieri.
Oltre a innalzare i livelli di comfort e sicurezza, aumenta la capacità trasportistica, senza consumare territorio, con basso impatto ambientale”.

A fare il punto sull'evoluzione del concetto di manutezione in Anas in questi ultimi anni, l’AD di Anas, Massimo Simonini, che ha sottolineato il grande impegno della Società a passare da una Manutenzione Straordinaria ad una Programmata, superando di fatto la vecchia logica dell’intervento emergenziale, e destinando numerore risorse, oltre 15 miliardi, alla cura della rete esistente.

L'impegno si è tradotto nel bando per assumere 50 ingegneri con funzioni di sorveglianza e manutenzione di strade, ponti-viadotti e gallerie, ma anche nell'avvio di alcuni progetti per sviluppare le più recenti innovazioni nelle infrastrutture, primo fra tutti il programma Smart Road, un insieme di infrastrutture tecnologiche che puntano alla sostenibilità e all’innalzamento della sicurezza e della fruibilità delle strade, attraverso la Digital Transformation, che comprende anche la sensoristica di monitoraggio per ponti e viadotti che ANAS sta sviluppando con Università italiane.