Giovanni Travaglini: storia di un ingegnere che dedicò una vita per le opere pubbliche in Italia

Cosa deve intuire, cosa deve decidere un grande servitore dello Stato chiamato ad affrontare lo sviluppo del Sud o catastrofi come quelle del Vajont; nell'Italia della seconda metà del secolo scorso, cosa scrive, che visione deve avere del futuro e come si rapporta agli uomini di potere un altissimo funzionario pubblico chiamato alle responsabilità più elevate?  Quanto conta in queste vicende la formazione professionale e culturale dell'ingegnere e la sua visione del territorio?

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Storia di un "singolare" ingegnere della seconda metà del secolo scorso

Forse la storia professionale di Giovanni Travaglini, ingegnere civile, accademico, politico ma soprattutto grande servitore dello Stato, che determina il contenuto di questo splendido libro riesce a rispondere a queste domande.

Ho conosciuto Giovanni travaglini alla fine degli anni '80 come presidente del CNSU quindi nella sua forma culturale per me più affascinante, presentato a lui da Luciano Bubba, gentile ingegnere udinese, presidente allora del CRSU friulano. Decisore appariva subito fin dal primo approccio ma era sempre un formidabile conversatore sui temi urbanistici più ostici. Ritrovo ancora oggi in lui un'espressione che gli attribuisco da allora e che non ho mai sentito esprimere dai funzionari che ho incontrato: “altissima competenza”. Sarà un caso.

Come scrive Paolo La Greca: “Nell’Italia degli anni della ricostruzione, e in quelli immediatamente successivi, si avvertiva la necessità di cogliere un “bisogno di futuro” unito alla speranza che il domani potesse riservare nuove opportunità. Le menti migliori, animate da questi propositi, provarono, anche se con risultati non sempre efficaci, a disegnare un futuro possibile fidando nella pianificazione

Il volume si apre con un'introduzione di Ruggiero Jappelli, già accademico di Palermo e Roma, ingegnere civile idraulico, che in poche parole descrive “l'ardua intrapresa” dei curatori del volume che hanno tentato di registrare la vasta e variegata opera di un “singolare ingegnere nella seconda metà del secolo scorso”. Una lunga amicizia durante l'esperienza comune del Consiglio Superiore dei lavori pubblici permette a Jappelli di vedere in Giovanni Travaglini uno “stile unitario del personaggio, che rifiuta compromessi e classificazioni”, il “grande rispetto che l’uomo ha sempre dimostrato per la prevalenza di quell’interesse pubblico sul privato, che un tempo animava il senso delle Stato nei pubblici dipendenti” e la sua “visione pianificatoria, che nel solco della tradizionale capacità previsionale dell’ingegnere e dell’architetto, Travaglini ha saputo ampliare”.

Jappelli ci ricorderà poi questi aspetti nella terza parte del volume, riportando gli scritti dove si “ravvisa con evidenza quella visione unitaria nelle discipline idrauliche ed urbanistiche con la quale  ha anticipato e promosso i più moderni criteri di  sistemazione del territorio, in ispecie la pianificazione delle sistemazioni idrauliche.” GT è di formazione un ingegnere idraulico ma è da questa impronta che nel passato sono evolute quelle visioni del territorio e della sua governo che hanno caratterizzato l'approccio dell'ingegnere urbanista.

La prima parte del volume, a cura di Laura Travaglini, figlia, urbanista e continuatrice dell'impegno pubblico che l'ha portata a vivere molte fasi dell’azione pubblica dell’urbanistica napoletana, ripercorre le vicende del padre attraverso quarant’anni di lavori pubblici fra Brindisi (1947-1955), Matera (1955-1958), Napoli (1958-1964), Calabria (1964-1968), Campania (1968-1971) e infine Roma (1971-1989).  Città e territori nevralgici dell'amato sud dell'Italia dove GT ha operato come funzionario, direttore e ingegnere capo degli Uffici del Genio Civile, poi Provveditore alle OOPP e infine Presidente del Consiglio Superiore dei LLPP.

Giovanni Travaglini è stato protagonista diretto di alcuni fra gli avvenimenti che hanno segnato il territorio italiano che il volume descrive anche grazie a ricorrenti brani che sono i suoi ricordi personali e che sono letture e affacci sulla vita vissuta dalle prime esperienze di giovane ingegnere del Genio Civile  fino alle stanze del potere.

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(Arrivati all'impianto rimasi inorridito: a che serviva azionare i motori delle pompe se la vegetazione selvaggia e l'interrimento impedivano il deflusso delle acque verso la vasca? Salii sul muretto di recinzione della vasca e parlai alla folla di contadini esacerbati, con tono molto convincente, chiedendo di affrontare loro stessi, con l'aiuto degli operai del lavoro di manutenzione – che avremmo autorizzato con somma urgenza – l'eliminazione della folta vegetazione che aveva invaso il canale. Fu un successo. Si misero subito al lavoro. Dopo qualche giorno potemmo ritirare il carbone e, attivato l'impianto, iniziò la nuova vita in quell'area"). 

Così ritroviamo i temi centrali dell’irrisolta questione meridionale: la vicenda di Matera, città dei sassi, l’infrastrutturazione idrica in Puglia, le vicende della Calabria e della Campania, con la redazione del Piano Territoriale Regionale, l’intervento seguito alla tragedia del Vajont, la grande sfida posta dalla celebre Commissione De Marchi sul dissesto idrogeologico, della quale Giovanni Travaglini presiedette il Gruppo di lavoro incaricato di studiare la sistemazione idrogeologica dei bacini dell'Italia Meridionale.

E' nel racconto della vita professionale dell'Ingegnere Capo del Genio Civile e del Provveditore alle OOPP che scorrono le immagini del Sud del dopoguerra come un film del Neorealismo. Un quarto di secolo passato a lavorare nelle terre della ricostruzione postbellica forma un uomo del sud; ma è da Roma come Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che lo sguardo si amplia all'Italia. Il compito diventa in parte diverso:  non c'è tempo per lo sviluppo e lo Stato viene chiamato a rispondere alle emergenze. GT si troverà ad affrontare temi come la salvaguardia di Venezia, la salvaguardia della Torre di Pisa, la crisi dell'edilizia, le opere incompiute ma riuscirà a costruire buone normative tecniche e fonderà il servizio sismico nazionale. 

La lettura è insieme una biografia, una relazione tecnica ed uno spaccato del lavoro appassionante a cominciare dall'Italia della ricostruzione e in ogni periodo il lettore troverà la tensione del momento storico e le forti motivazioni del fare di un ingegnere del mitico Genio Civile del tempo.

Nella seconda parte del volume, Dionisio Vianello, presidente del nostro CeNSU dal 2003 al 2013, urbanista illustre, ci racconta le “infinite linee di impegno” di Giovanni Travaglini a cominciare dalla sua vicenda di uomo politico: dapprima nel 1979 parlamentare europeo e nel 1987 nel Parlamento italiano con un breve ma significativo incarico di Ministro dei Trasporti nel Governo Fanfani.

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In Europa i temi di interesse di Giovanni Travaglini sono quelli dei fondi per i programmi regionali di sviluppo insieme all'appassionato interesse per i problemi del nostro Sud. Originale connubio di aree metropolitane è quello fra Napoli e Dublino per il cui sviluppo GT lavora nella  commissione EU.

 La sua figura di grande meridionalista trova anche concretezza nel ruolo di Commissario governativo a seguito della liquidazione della Cassa del Mezzogiorno nel 1984. Nelle parole di Vianello e nei brani personali che il libro riporta si legge il futuro del Sud che GT vorrebbe perseguire contro il divario economico che stava crescendo e l'emigrazione interna che si stava intensificando.

I temi affrontati da Travaglini che troviamo descritti da Vianello sono la cifra di come l'operare pubblico nella realtà può essere migliore se risolve dualità, dubbi e fa le scelte giuste: “in situazioni di emergenza è più opportuno affidarsi a piani di settore o vale la pena di ancorarsi al livello dei piani territoriali? Quali sono i rapporti tra autorità e libertà? Il richiamo all’uomo e ai suoi valori – dice Vianello è d’altra parte un atteggiamento sempre presente nell’operato di Travaglini; il suo spirito autenticamente cristiano si richiama direttamente ai principi enunciati nel Concilio Vaticano II. Giovanni Travaglini assume posizioni decisamente contrarie al dirigismo che notoriamente è invece il caposaldo al quale correntemente si ispira la classe burocratica”.  

Il racconto si diversifica: “Giovanni Travaglini si pone da subito il problema del rapporto tra pianificazione territoriale e programmazione economica” ..., deve affrontare “l’ingresso delle Regioni nel panorama nazionale”. E infine leggiamo la vera storia del Programma Pluriennale di Attuazione, strumento dimenticato oggi ma di grandi efficacia al tempo in cui Travaglini lo ideò e che Vianello considera il risultato più positivo del suo lavoro e certamente quello a cui lui tiene di più.

Con una scrittura da cui traspare l'affetto per la persona e la stima per l'uomo, Vianello ci racconta infine la storia di quasi 20 anni di presidenza Giovanni Travaglini del CeNSU (1986-2003) e qui la mia recensione rischia di scivolare nell'agiografia e pertanto rinvio alla lettura della fonte.

Sicuramente il libro è riuscito a raggiungere in modo ottimale l'obbiettivo di descrivere la vita di un grande ingegnere e nel contempo ha anche tratteggiato in modo indiretto ma efficace la vita del tecnico e del politico del dopoguerra in un mondo statale che stava sorreggendo lo sforzo nazionale della ricostruzione; con luci ed ombre, con i successi e le sconfitte che il tecnico che lavora con la politica conosce bene ad ogni livello. Ma esce anche da questi scritti quella caratteristica di pragmaticità e funzionalismo che ha improntato il nostro Centro Nazionale di Studi Urbanistici  fin dalla nascita e che ancor oggi persionalmente ritengo debba rimanere tratto distintivo del profilo dell'ingegnere urbanista. Le sfide dell'infrastrutturazione del Sud non hanno fatto perdere a Giovanni Travaglini la visione d'insieme del territorio e le chiavi di lettura dell'ingegneria sono state le basi per la sua urbanistica. Non è chi non vede oggi come le attuali sfide della mobilità, della difesa del suolo e dei cambiamenti climatici non muovano da principi analoghi pur in un quadro ampliato di governo del territorio e di sostenibilità ambientale.

Ma Travaglini aveva il suo credo : “Io non credo alla pianificazione integrale. Credo, invece, in piani che fissino solo delle direttive fondamentali, scaturite da un esame profondo e completo della realtà nella quale vive la collettività.  Credo fermamente, immensamente, in una coscienza di pianificazione, in un'attività pianificatrice continua che portino qualsiasi operatore ad esaminare, affrontare e risolvere problemi singoli che interessano la collettività sempre sotto il profilo delle conseguenze che le soluzioni adottate possono produrre in tante branche dell'attività degli uomini.
Credo soprattutto nell'acquisizione della conoscenza della realtà che consegue ad un esame concreto e profondo di tutti i fattori che condizionano la vita di una collettività quale è necessario, indispensabile, per raggiungere una pianificazione “

Conclusioni ancora attuali? In una diversa normalità dovremmo prendere atto della forza semplificatrice di queste parole.  Anche perchè quando mai si potrà trovare un libro che racconta la storia di un dirigente della Pubblica Amministrazione che in 300 pagine ripete la parola “burocrazia” solo due volte mentre “pianificazione” è ripetuta, e lo dico con piacere, 105 volte!

Raccomandiamone allora la lettura a tutti quei giovani ingegneri che vogliono intraprendere una carriera pubblica che penso possa essere il pubblico ideale del libro, alimentiamo una ventata di ottimismo per il ruolo di ingegnere urbanista e consigliamolo come testo alle scuole di politica, materia di studio: Etica pubblica.

Il libro è a cura di Ruggiero Jappelli, Laura Travaglini, Dionisio Vianello, Roma, Maggioli editore, 2020, 305 pagg.

L'EVENTO

Il Centro Nazionale di Studi Urbanistici e il Consiglio Nazionale degli Ingegneri promuovono un convegno nazionale, via Webinar per il giorno 30 Luglio alle ore 15.30, per la presentazione del volume: “Storia di un Ingegnere. Giovanni Travaglini una vita per le opere pubbliche” pubblicato di recente nella collana del CeNSU.

Per maggiori info consulta il sito del CeNSU.

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