Migliorare le prestazioni di involucro con sistemi di rivestimento (discontinui) in laterizio: un caso studio

L’intervento di efficientamento energetico realizzato per l’edificio a torre di Paderno Dugnano mostra le caratteristiche degli schermi avanzati a montaggio meccanico (più errroneamente conosciuti come pareti ventilate) e le loro potenzialità di impiego per riqualificazione di edifici esistenti


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Cosa sono gli schemi avanzati a montaggio meccanico

Il progetto dell’involucro in architettura è quell’atto che vede volgere verso una sintesi i molteplici aspetti maturati durante il processo creativo. Caratterizzato dalla continua ricerca di tecnologie e materiali, l’involucro è quel “luogo” in cui il rapporto tra aspetti costruttivi ed efficienza energetica si uniscono all’aspetto più puramente formale ed estetico dell’architettura.

Tra le soluzioni efficaci ed efficienti in grado di espletare tale funzione vi sono gli schermi avanzati a montaggio meccanico. Pur traendo le proprie origini nelle soluzioni dell’architettura tradizionale tipica dei Paesi freddi di Nord America e Nord Europa, gli schermi avanzati a montaggio meccanico sono oggi componenti tecnologicamente avanzati, in grado di assolvere ad una molteplicità di esigenze e fornire altrettante prestazioni. Pertanto, costituiscono sempre più spesso la soluzione migliore per il retrofitting degli edifici esistenti.

Indicati troppo spesso in maniera del tutto erronea, come pareti ventilate, gli schermi avanzati a montaggio meccanico presentano molteplici vantaggi, nelle fasi di posa in opera, esercizio e dismissione; inoltre, la presenza di un’intercapedine d’aria all’interno del sistema è solo uno dei fattori identificativi di tali componenti, e non sempre è necessario che provveda alla ventilazione naturale.
Gli schermi avanzati a montaggio meccanico fanno parte di una classificazione più ampia che comprende i sistemi di rivestimenti discontinui a elementi: si definiscono tali quei sistemi di parete in cui il sistema di rivestimento è costituito da elementi di piccole e medie dimensioni con giunti ravvicinati e pluridimensionali, regolari o irregolari.
Tali sistemi possono essere ventilati o semplicemente permeabili, dal momento che, giunti non adeguatamente sigillati determinano una continuità dell’intercapedine insufficiente a garantire una ventilazione naturale per effetto di moti convettivi innescati dall’irraggiamento solare.

In funzione della sottostruttura, i sistemi discontinui a elementi si possono ulteriormente classificare in:

  • pareti su sottostruttura a telaio e intercapedine con isolante non incorporato;
  • pareti a vincolo meccanico puntuale su supporto continuo e intercapedine.

In tutti i casi, si possono definire come schermi avanzati, tutte quelle soluzioni di rivestimento in cui il paramento più esterno acquista una sorta di autonomia formale, dimensionale e funzionale, in rapporto biunivoco costante con l’ambiente esterno e la parete vera e propria.
Pertanto, lo schermo avanzato protegge l’organismo edilizio regolando la permeabilità all’acqua, all’aria, al rumore e all’irraggiamento diretto, mitigando l’apporto di agenti atmosferici e antropici in funzione dei requisiti forniti in fase di progettazione e alle condizioni al contorno.

Il montaggio del sistema costruttivo

Il sistema costruttivo prevede che il montaggio avvenga per strati disposti in successione, montati a secco, in cui si predilige l’aspetto relativo al controllo del processo dallo stabilimento di produzione alla posa in opera in cantiere con lo scopo di minimizzare la tolleranza dimensionale. Questo consente una posa in opera precisa, anche su superfici di in- volucro di estensione notevole.

Gli strati funzionali del sistema

Gli strati funzionali che caratterizzano il sistema, partendo dall’interno sono:

• strato di supporto, muratura o parete;

• strato di isolamento termico;

• intercapedine d’aria;

• sottostruttura di ancoraggio;

• rivestimento.

In alcuni casi, è possibile che non tutti gli strati siano presenti. Completano il sistema gli elmenti di fissaggio e i giunti, oltre ad una serie di accessori che garantiscono il corretto funzionamento dell’insieme.



Perchè elementi in LATERIZIO

Il principale vantaggio degli schermi avanzati riguarda la selettività della prestazione, legata anche alla tipologia materica dello schermo stesso. In particolare, gli elementi in laterizio possiedono una serie di requisiti tali da permettere agli schermi avanzati di offrire prestazioni tecnologiche ed estetiche variegate e calibrate per ogni intervento anche in applicazioni e luoghi differenti tra loro. Infatti, i prodotti in laterizio offrono elevate proprietà di resistenza meccanica, oltre che di resistenza agli agenti atmosferici, agli urti e all’aggressività dell’ambiente esterno. Infine, proprio per le ottime proprietà di reazione al fuoco, per il basso coefficiente di dilatazione termica e per una resistenza a flessione bassa, ma tutto sommato sufficiente, il laterizio si candida per essere tra i migliori materiali deputati a costituire il paramento di rivestimento di uno schermo avanzato. Inoltre, il laterizio offre la possibilità di ottenere, tramite adeguato processo di lavorazione, dei prodotti a pasta compatta, caratterizzati da una bassa porosità più resistenti agli agenti atmosferici.

I metodi di ancoraggio alla sottostruttura metallica godono del know-how accumulato dalle aziende di produzione, durante qualche decennio, che consente un abaco molto vario di soluzioni. In generale, queste sono quasi sempre riconducibili alla presenza di una orditura di montanti e traversi in acciaio zincato o in alluminio, su cui possono scorrere i sistemi di fissaggio che possono essere a vista o a scomparsa. In diversi casi il contatto tra laterizio e materiale metallico viene ammortizzato, nel giunto, mediante l’interposizione di un materiale cedevole elastomerico, come il neoprene o il silicone. Infine, la palette di cromie e di fi- niture offerte dal mercato consento di raggiungere il grado di espressività che ci si prefigge.

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Il caso di studio, la torre Cadorna a Paderno Dugnano (MI)

Il XIX secolo ha prodotto, in Europa, un patrimonio abitativo che per il 75 circa ha un’età che supera i 50 anni, progressivamente delocalizzato nelle zone di espansione urbana. Circa il 60 delle urbanizzazioni europee sono state costruite durante gli anni del boom economico, ovvero tra gli anni Cinquanta e Sessanta, mentre gli anni Settanta vedono una contrazione al 10%, ulteriormente acuitasi negli anni Ottanta.
Gran parte di tale patrimonio presenta sintomi gravi di inadeguatezza tipologica e soprattutto prestazionale. In Italia, il patrimonio adibito ad uso residenziale, ubicato nelle zone di espansione costruite tra gli anni Cinquanta e Novanta, supera i 14 milioni di unità e ammonta al 72,3 del costruito con la medesima destinazione d’uso. Se si considera tutto il patrimonio residenziale delle nostre città, tale cifra arriva a toccare i 27 milioni di unità.
Tale patrimonio edilizio è figlio di una continua stratificazione portata avanti per decenni e che restituisce oggi, a causa di un’assenza di interventi unitari volti ad un miglioramento prestazionale, un’eredità edilizia obsolescente e frastagliata. Inoltre, dal momento che dallo stock edilizio residenziale provengono la maggior parte delle emissioni inquinanti e responsabili del surriscaldamento globale appare necessario operare strategie di riqualificazione energetica intervenendo sugli involucri degli edifici.

L’impiego di schermi avanzati a montaggio meccanico è una delle soluzioni per intervenire in recladding, ovvero intervenendo in sostituzione completa dell’involucro, o in overcladding, giustapponendo al nuovo involucro i nuovi strati funzionali montati a secco.

Infatti, proprio per la tipologia di montaggio e per le potenzialità di prefabbricazione della maggior parte dei suoi componenti, gli schermi avanzati a montaggio meccanico agevolano le tempistiche di cantiere, in termini di rapidità e di programmabilità, consentendo di ammortizzare il costo lievemente superiore rispetto ad altre tecniche a umido.

È il caso della Torre Cadorna a Paderno Dugnano, nella conurbata provincia milanese, in cui, tra il 2016 e il 2020 si realizza un intervento volto ad una riqualificazione energetica ed architettonica di un edificio realizzato tra il 1960 e 1961. L’edificio presentava le caratteristiche costruttive comuni a tanti altri edifici di quell’epoca: la struttura a telaio in calcestruzzo armato determinava una serie di campate tamponate con pareti in laterizio a cassa vuota.

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Il basamento individuava un’area di sedime di 460 m2 e lo spiccato era un parallelepipedo rettangolare con un’impronta di 315 m2 ripetuti per 12 livelli fuori terra serviti da un vano scala e due ascensori. In totale le unità abitative interessate sono 47, 3 delle quali al piano terra, insieme a 2 attività commerciali e locali tecnici e servizi di supporto. La copertura è a quattro falde ed il piano sottotetto, non abitabile, svolge la funzione di intercapedine. La stratificazione degli interventi, cui si faceva riferimento, ha determinato un primo intervento di miglioramento della prestazione energetica nella seconda metà degli anni Ottanta, quando si decise di intervenire giustapponendo all’involucro un cappotto termico dello spessore di 5 cm realizzato in polistirene. A distanza di 35 anni, anche l’intervento di ma nutenzione straordinaria ha esaurito la sua vita utile, oltre a non essere più in grado di garantire il livello di prestazione atteso dagli utenti e dal quadro normativo vigente.

Si è quindi optato per un intervento tout court che sopperisse alla carenza prestazionale, e al contempo conferisse all’edificio una migliorata prestazione estetica.

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Articolo tratto da CIL 183