Città e comunità sostenibili: il supporto della normativa tecnica per definire un sistema di gestione efficace

Oggi la maggioranza della popolazione mondiale vive all'interno di aree urbane. Secondo il Report "Urban and Rural Areas" (2009) delle Nazioni Unite, si stima che nel 2025 circa il 56.6% della popolazione globale vivrà in paesi e città, con un livello di urbanizzazione che si presume possa raggiungere il 70% entro il 2050.

Come sappiamo, le città sono tra le principali responsabili dei cambiamenti climatici in atto (consumano circa l'80% dell'energia mondiale e producono oltre il 60% delle emissioni di gas serra). Tuttavia, è bene anche ricordare che le città producono l'80% del Prodotto Interno Lordo (PIL) globale e occupano meno del 2% della superficie terrestre.

É inevitabile che la continua crescita delle aree metropolitane, sia per numero di abitanti che per dimensione, sta mettendo sotto pressione i Governi, nazionali e locali, ed i cittadini di tutto il mondo. Contestualmente, però, questa tendenza rappresenta un’ottima opportunità per ripensare le aree urbane, esistenti o di nuova realizzazione, con un approccio sostenibile a 360°.

citta-terrazzo-verde-milano-700.jpg

Per rispondere in modo ottimale al fenomeno dell'urbanizzazione è fondamentale che le autorità adottino un sistema di gestione efficace delle comunità, con l'obiettivo di avere città inclusive, sane, resilienti e sostenibili.

Nel 2016 l'Organizzazione internazionale per la normazione (ISO) ha definito i requisiti per un sistema di gestione per lo sviluppo sostenibile nelle comunità pubblicando la norma ISO 37101.
Successivamente, nel 2019, è stata pubblicata la norma ISO 37104 che introduce metodologie e indicazioni per l'implementazione pratica della ISO 37101.

Abbiamo formulato alcune domande al Dr. Giacomo Riccio - Funzionario Tecnico Direzione Normazione UNI - per comprendere e approfondire meglio i contenuti delle due norme.

Un sistema di gestione per rendere le città più resilienti, smart e sostenibili: i contenuti della UNI ISO 37101:2019

Dr. Riccio, nel 2016 l'Organizzazione internazionale per la normazione (ISO) ha definito con la ISO 37101 i requisiti per un sistema di gestione per lo sviluppo sostenibile nelle comunità, tra cui le città, con l'obiettivo di aiutare le stesse a diventare più resilienti, intelligenti e sostenibili. Può indicare quali sono le strategie per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità e quali sono le aree di azione della norma?

La norma ISO 37101:2016, adottata a livello nazionale e tradotta in lingua italiana tramite la UNI ISO 37101:2019 è una norma tecnica che definisce i requisiti di un sistema di gestione per lo sviluppo sostenibile nelle comunità tenendo conto della tridimensionalità del concetto stesso di sostenibilità: ambientale, economica e sociale.

La norma parte dal presupposto essenziale, enunciato nella sua stessa introduzione, che la sfida dello sviluppo sostenibile, pur avendo una dimensione globale, necessiti di strategie e azioni a livello locale che differiscono in termini di contesto e di contenuto da regione a regione, da comunità a comunità, da città a città[1].

Preliminarmente si noti che i sei obiettivi della sostenibilità (Attrattiva, Conservazione e miglioramento dell'ambiente, Resilienza, Utilizzo responsabile delle risorse, Coesione sociale, Benessere), definiti nella norma come finalità della sostenibilità, non sono descritti in termini di risultati, ma di modalità di individuazione degli stessi (all'interno della Pianificazione, al punto 6.2, si forniscono le caratteristiche richieste dalla norma agli obiettivi stabiliti dall'organizzazione).  Essi sono individuati con particolare riferimento ai Sustanaible Development Goals delle Nazioni Unite (es. l'obiettivo 11: Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili) ed incrociati con i dodici fattori della sostenibilità anche conosciuti come aree d'azione (Governance, responsabilizzazione e coinvolgimento, Istruzione e creazione di capacità, Innovazione, creatività e ricerca, Salute e assistenza nella comunità, Cultura e identità comunitaria, Convivenza, interdipendenza e mutualità, Economia e produzione e consumo sostenibili, Ambiente di vita e di lavoro, Sicurezza e incolumità, Infrastrutture delle comunità, Mobilità, Biodiversità e servizi dell'ecosistema).

Si segnala inoltre che le strategie per realizzare gli obiettivi non sono definite in termini di parametri fissi o risultati numerici da raggiungere, bensì tramite la definizione di un percorso di sviluppo sostenibile che tenga conto di alcuni principi basilari dei sistemi di gestione fra i quali spiccano il Ciclo di Deming o PDCA (Plan-Do-Check-Act) e la struttura tipica dell'High Level Structure (HLS), caratteristica di tutte le norme sui sistemi di gestione (MSS)[2].

Nell'applicare questi principi alla sostenibilità ne emerge una norma in cui si evidenzia la divisione fra le fasi strategiche (Contesto, Leadership e Miglioramento) e le fasi operative (Pianificazione, Supporto, Attività Operative e Valutazione) con la significativa distinzione dell'iteratività delle prime a confronto della sequenzialità delle seconde. La loro attuazione combinata aiuta le comunità a diventare più sostenibili, resilienti ed intelligenti (community smartness).

L'iteratività del processo e l'attuazione combinate delle due tipologie di fasi esistenti permette a coloro che applicheranno la norma di verificare regolarmente i propri obiettivi e le proprie strategie al fine di garantire che siano costantemente aggiornati, in un’ottica di miglioramento continuo. Inoltre, la struttura stessa della norma permette quindi alle organizzazioni ed in particolar modo alle comunità locali, di collocarsi con consapevolezza all'interno del percorso di sviluppo sostenibile individuando i propri punti di forza e le proprie carenze con l'obiettivo dichiarato di perfezionare le strategie esistenti e di elaborarne di nuove per la piena realizzazione dello sviluppo sostenibile all'interno dei confini della propria organizzazione.

La norma in lingua italiana è stata recepita nel mese di novembre 2019. Perché ci sono voluti tre anni di tempo nel recepire una norma che interessa un problema così stringente? Dall'entrata in vigore della UNI ISO 37101 a oggi, è possibile fare un bilancio dei risultati ottenuti sul nostro territorio nazionale?

Normalmente l'adozione di norme internazionali a livello italiano ha delle tempistiche mediamente contenute. Il ritardo di tre anni per l'adozione della ISO 37101 è dovuto all'assenza, nel triennio citato, di un ampio bacino di stakeholder fortemente interessati al tema (si noti che la norma è stata adottata dall'UNI/CT 038 Responsabilità Sociale delle Organizzazioni).

Solo nel 2020, anche in seguito all'istituzione a livello europeo del CEN/TC 465 Sustainable Cities and Communities, la consapevolezza a riguardo all'interno del contesto italiano è aumentata a tal punto da portare all'istituzione a livello UNI di una nuova Commissione Tecnica nazionale, la UNI/CT 058 "Città, comunità ed infrastrutture sostenibili", maggiormente centrata sui temi della sostenibilità e con interfaccia diretta con il CEN/TC 465 e con il comitato ISO corrispondente (ISO/TC 268) precedentemente interfacciato dall'UNI/CT 038.

Di per sé già questa novità costituisce elemento ragguardevole nella definizione di un bilancio relativo al periodo 2019-2020, a cui si aggiunge il moltiplicarsi, dall'adozione della UNI ISO, di percorsi di certificazione offerti da Organismi di Certificazione accreditati da ACCREDIA.

Metodologie e indicazioni per l'implementazione pratica della UNI ISO 37101:2019

Di recente UNI ha recepito in lingua italiana anche la ISO 37104. Quali sono gli obiettivi di questa norma che si basa sui principi contenuti nella UNI ISO 37101? A chi si rivolge la UNI ISO 37104?

La UNI ISO 37104:2020, adozione nazionale della ISO 37104:2019 si ispira ai principi della UNI ISO 37101 introducendo metodologie e indicazioni, sotto forma di linea guida, per l'implementazione pratica della 37101 e la realizzazione dei suoi obiettivi.

Si noti, in via preliminare, il focus prettamente "città-centrico" della norma, che pone l'accento sugli insediamenti cittadini riconoscendoli come principali esempi di comunità ed evidenziandone l'assoluta rilevanza per l'effettiva realizzazione degli obiettivi di sostenibilità di cui alla UNI ISO 37101.

La norma inoltre stabilisce un quadro metodologico per la valutazione sistematica degli schemi di sviluppo sostenibile e dei risultati ottenuti sulla base dell’analisi incrociata dei sei obiettivi di sostenibilità e delle 12 aree di azione della norma ISO 37101 citati in precedenza. In aggiunta, il testo normativo fornisce all'utilizzatore le modalità corrette per supportare l'implementazione della UNI ISO 37101 anche tramite altre norme tecniche come ad esempio la ISO 37120 o la ISO 37106 rispettivamente per l'individuazione di indicatori di sostenibilità per le città e per la definizione di modelli operativi di città intelligenti per comunità sostenibili.

A riprova della prevalenza dell'indirizzo istituzionale, i destinatari della norma sono in primo luogo i governi locali competenti in tutte le forme esistenti: organi decisionali, responsabili delle decisioni, funzionari esecutivi e figure manageriali della ''cosa pubblica'' delle città.

Le linee guida contenute nella UNI ISO 37104 sono applicabili ad altre forme di insediamento?

La UNI ISO 37104 e le linee guida in essa contenute sono, come detto, principalmente rivolte ad una tipologia di insediamento umano, la città, che viene così definita all'interno della norma: comunità urbana che rientra in uno specifico confine amministrativo, mutuando la definizione dalla 37101[3].

Ciononostante, come specificato anche dalle successive note del punto 3.7 della norma, la guida può essere utilizzata per la definizione di strategie per la realizzazione della sostenibilità anche per alcuni schemi specifici di settore che interessano solo un livello/settore/area della città. Così come si afferma che la norma stessa è applicabile ad altri tipi e dimensioni di comunità oltre alla città fra cui rientrano le cittadine, i paesi e altri tipi di insediamenti umani caratterizzati da confini territoriali certi e dalla presenza di autorità amministrative.

È quindi pacifica l'applicabilità della norma non solo ad altre forme di insediamento più ''piccole'' della città, e ad essa estranee, ma anche a forme/aree interne alla città stessa.

Altre norme tecniche che supportano lo sviluppo sostenibile delle comunità urbane

Quali altre norme internazionali possono essere utilizzate per supportare lo sviluppo sostenibile nelle comunità?

Per la realizzazione dello sviluppo sostenibile nelle comunità è applicabile tutta la serie ISO e UNI ISO 371XX fra cui si segnalano, in aggiunta alla UNI ISO 37101 e alla UNI ISO 37104, le seguenti norme elaborate dall'ISO/TC 268 e adottate a livello UNI:

  • UNI ISO 37100:2019 - Città e comunità sostenibili – Vocabolario
  • UNI ISO 37106:2019 - Città e comunità sostenibili - Guida per stabilire modelli operativi di città intelligenti per comunità sostenibili
  • UNI ISO 37120:2019 - Città e comunità sostenibili - Indicatori per i servizi urbani e la qualità di vita

Alle succitate norme tecniche si possono aggiungere i seguenti TR (Technical Report) e TS (Technical Specification):

  • UNI ISO/TR 37121:2019 - Sviluppo sostenibile nelle comunità -- Inventario delle linee guida e degli approcci esistenti in materia di sviluppo sostenibile e resilienza nelle città
  • UNI ISO 37122:2019 - Città e comunità sostenibili - Indicatori per le città intelligenti
  • UNI ISO 37123:2020 - Città e comunità sostenibili – Indicatori per città resilienti

Sono inoltre applicabili le norme relative alle infrastrutture intelligenti della comunità, in applicazione del concetto di city/community smartness, elaborate dall'ISO/TC 268/SC 01 di cui alle serie ISO 3715X, ISO 3716X e ISO 3717X in via di adozione e traduzione a livello nazionale.

Infine, volendo applicare un approccio olistico e dare uno sguardo anche ad altri settori limitrofi, per la realizzazione della piena sostenibilità nelle comunità possono essere tenute in considerazione anche le seguenti norme:

  • UNI ISO 26000:2010 - Responsabilità Sociale delle Organizzazioni
  • UNI ISO 20121:2013 - Sistemi di gestione sostenibile degli eventi - Requisiti e guida per l'utilizzo
  • UNI EN ISO 14001:2015 Sistemi di gestione ambientale - Requisiti e guida per l'uso
  • UNI ISO 18091:2019 Sistemi di gestione per la qualità - Linee guida per l'applicazione della ISO 9001 nei governi locali

[1] Nel definire le comunità come un insieme di persone con definite responsabilità, attività ed interrelazioni (punto 3.4 della norma) la norma fornisce anche la definizione di città, mutuandola dalla norma ISO 37120:2014 e caratterizzandola come una comunità urbana che rientra in uno specifico confine amministrativo (punto 3.3).

[2] I Management Systems Standards o MSS sono norme che in aggiunta ai punti comuni anche ad altre norme tecniche come lo Scopo, i Riferimenti Normativi e i Termini e Definizioni, sono caratterizzate da 7 punti essenziali: Contesto dell'organizzazione, Leadership, Pianificazione, Supporto, Attività operative, Valutazione delle prestazioni e Miglioramento.

[3] Punto 3.7 della norma UNI ISO 37104

Il Magazine

Sfoglia l'ultimo numero della rivista Ingenio

Newsletter Ingeio

Seguici su