Intervista a Paolo De Santis, Presidente Ordine L'Aquila

30/09/2013 3162

In occasione dell'accordo stretto tra Ingenio e l'Ordine degli Ingengeri dell'Aquila, Ingenio ha realizzato una intervista all'Ing. Paolo De Santis - Presidente Ordine L'Aquila

Il problema della ricostruzione post terremoto. A che punto siamo?
Attualmente la ricostruzione è partita fuori dai centri storici e per il Comune dell’Aquila devono essere rilasciati ancora circa 3.000 contributi. Il vero problema è che attualmente la ricostruzione è bloccata per la mancata programmazione delle risorse finanziarie. Oggi il Comune non riesce a rilasciare contributi proprio per la mancanza di copertura finanziaria. Per i centri storici sono partiti solo alcuni cantieri i cui progetti sono stati esaminati dalla Soprintendenza ai Monumenti. Le nuove procedure e la governance voluta dall’ex Ministro Barca ha finito di burocratizzare il processo già difficile. Le autonomie locali non hanno compreso all’epoca che il cambiamento avrebbe rallentato se non paralizzato la ricostruzione. Il ministro Barca però non ha attivato nessun canale per finanziare la ricostruzione. In conclusione si può dire che quanto finora attuato è conseguenza dell’impalcato normativo e finanziario del periodo emergenziale. Assistiamo a continue passerelle di politici, cosidetti uomini di cultura, che vengono a visitare i nostri centri storici e tutti affermano che la ricostruzione dell’Aquila è una priorità nazionale, ma il giorno dopo rimane tutto come prima.
Il caso della città dell’Aquila con le sue complessità dovrebbe essere motivo di studio a livello nazionale per capire quello che uno Stato vicino ai cittadini dovrebbe o non dovrebbe attuare. Potrebbe essere anche il vostro giornale ad aprire questo dibattito, considerato che in Italia le catastrofi naturali sono purtroppo frequenti.

Quali sono le attività dell'Ordine in relazione ad una formazione continua in un territorio che presenta problematiche particolari?
L’Ordine degli Ingegneri della Provincia dell’Aquila ha sempre curato con molta attenzione l’aggiornamento dei propri iscritti tenendo corsi, convegni, seminari, incontri tecnici anche dislocati sul territorio. La formazione continua deve essere lo strumento per aggiornare le competenze in modo certificato, ma non possiamo però far rilevare che gli ingegneri hanno sempre curato il loro aggiornamento altrimenti la situazione normativa, tecnica, scientifica avrebbe “rottamato”tutti gli ingegneri. Nel caso nostro dopo il sisma abbiamo offerto ai nostri iscritti supporto per l’approfondimento di vari argomenti. La nostra Provincia presenta caratteristiche morfologiche variegate e quindi l’Ordine sarà a fianco nel loro aggiornamento anche in una situazione di criticità dove molti iscritti e cittadini non riescono a trovare la “vita normale” che avviene in altre zone.

Quale sarà il futuro degli ordini in un paese che dovrà cambiare?
Ritengo che la funzione degli ordini deve essere centrale nello sviluppo di un paese che deve cambiare: il problema è di capire quale sia il cambiamento e dove si vuole portare la conoscenza ed i saperi del mondo professionale. Finora la globalizzazione ha portato solo alla progressiva eliminazione dei diritti dei cittadini e dei professionisti solo in base al concetto del massimo profitto: ma di chi?. Il profitto è solo di pochi e la popolazione ne soffre relegandola a ruolo marginale e di sfruttamento.
Il ruolo degli ordini deve essere al pari di associazioni imprenditoriali e in una fase di confronto continuo e scevro degli interessi particolari: devono rappresentare la nuova linfa per rendere meno oppressiva la vita quotidiana del cittadino con la sburocratizzazione dei processi e la eliminazione di centri di potere che si alimentano solo sulla inefficienza delle strutture dello Stato.