Intervista a Santi Maria Cascone, neo eletto Presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Catania

07/10/2013 2165

In occasione dell'elezione del nuovo presidente della provincia di Catania Ingenio ha realizzato una intervista all'Ing. Santi Maria Cascone, Presidente Ordine Catania.

Congratulazioni Presidente, l'ordine di Catania è uno dei più importanti e numerosi di Italia. Un impegno quindi di grande lustro ma anche di grande impegno, visto la crisi in cui il nostro paese si trova. Quali saranno gli aspetti salienti del suo mandato?
Come ho avuto occasione di affermare in occasione del mio insediamento alla guida del Consiglio, intendiamo fermamente proseguire nel percorso di crescita dell’Ordine, con un’idea di fondo basata sulla convinzione che il "continuo" miglioramento si persegue valorizzando il patrimonio di conoscenze ed esperienze maturato, verificato e consolidato nel tempo e sul campo. Potenzieremo quindi la nostra azione, ma nel segno della continuità, facendo leva sui grandi risultati ottenuti in questi anni, risultati che oggi sono punti di forza nell’ottica del miglioramento e dell’efficienza.
Abbiamo certamente delle priorità, tra queste rientrano le giovani risorse professionali, lo dimostra la presenza in Consiglio di sei giovani professionisti che sapranno farsi portavoce delle nuove generazioni, delle esigenze, delle idee e competenze innovative; si tratta di una attività che consideriamo indispensabile in una società in costante cambiamento.
Unitarietà è un’altra parola chiave del nostro programma: un Ordine professionale deve essere in grado di rappresentare la categoria nella sua interezza e identità, siano essi liberi professionisti, docenti, dipendenti pubblici e privati, ingegneri appartenenti ai tre settori dell'Albo, giovani e meno giovani.
Il Consiglio dell'Ordine che ho l'onore di presiedere è composto, oltre che dai giovani, da professionisti che da anni concorrono a renderlo un punto di riferimento sul territorio anche a livello nazionale, ciò costituisce un punto di forza per coniugare proficuamente "continuità e rinnovamento". Il nostro impegno si concentrerà subito nella messa in atto in una formazione professionale più accessibile, nella valorizzazione delle attività della Fondazione, nelle valorizzazione della figura dell'ingegnere, nell’unicità dell’Albo, nel rapporto interattivo con le istituzioni.

Una delle risposte alla crisi - evidenziata in tanti settori e non solo nell'ingegneria - è quella di fare sistema. Ritiene che nell'ambito delle professioni questo sia possibile e se la cosiddetta società dei professionisti possa essere una soluzione?
In Italia più che in altri Paesi, l’esercizio della professione di ingegnere è reso particolarmente difficile da un quadro normativo molto articolato e complesso: uno dei primi passi da compiere, in un momento di crisi come quello che attraversiamo, è la semplificazione normativa e lo snellimento delle procedure, che si tradurrebbero in una significativa riduzione dei tempi di attuazione dei progetti, accorciando conseguentemente la durata degli effetti della crisi. In questo quadro, la possibilità di regolamentare società tra professionisti che mettano a sistema diverse competenze può costituire un contributo di modernizzazione della organizzazione delle professioni, anche se non ritengo possa essere individuata come la soluzione per affrontare l'attuale crisi di settore.

Catania è in Sicilia, per alcuni il sud dell'Europa ma per chi ha una mentalità più aperta il punto di accesso al nord Africa e ad alcuni paesi oggi in grande espansione e con grandi investimenti. Ritiene che ci sia la possibilità per i professionisti di poter "sfruttare" questa posizione e potersi proporre anche in questi paesi? E se sì in che modo l'ordine potrà essere di supporto?
Oggi più che mai si avverte l'esigenza di guardare oltre i confini nazionali, in cerca di nuove occasioni lavorative: in questo quadro, i paesi del nord Africa sembrano offrire - nel breve e medio termine - buone opportunità alla categoria degli ingegneri. Abbiamo infatti notizia che alcuni professionisti hanno già avviato i primi contatti lavorativi in queste aree: ci confronteremo con loro per verificare insieme ai componenti del Consiglio se vi sono possibilità di attuare azioni di sostegno compatibili con i compiti che la legge attribuisce agli Ordini Provinciali.

Dal 2014 sarà obbligatorio per gli iscritti agli ordini conseguire dei crediti formativi. Nel suo piano di presidenza avete valutato come rispondere appieno a una esigenza che non è sicuramente solo di crediti ma anche di contenuti innovativi?
L'Ordine di Catania si è dotato circa dieci anni fa di una Fondazione a cui è stato demandato il compito di sviluppare le attività di formazione permanente rivolte agli iscritti. Oggi, con l'entrata in vigore della obbligatorietà della formazione, al cui regolamento attuativo l'Ordine di Catania ha dato un importante contributo grazie all'attività del past presidente Carmelo Maria Grasso nella qualità di vicepresidente della Scuola Superiore di Formazione per l'Ingegneria l'obiettivo è quello di potenziare e ampliare l'offerta nel campo, in modo da soddisfare le esigenze di aggiornamento provenienti da tutti i settori dell'ingegneria. In particolare punteremo l’attenzione sulla qualità dei contenuti, che dovranno consentire sempre un concreto avanzamento professionale, nonché alla minimizzazione dei costi. L'innovazione sarà certamente al centro delle attività formative.

Catania è sede universitaria: quale rapporto ritiene dovrebbe esserci tra un ordine professionale e l'università?
È nella tradizione dell'Ordine di Catania il mantenimento di un rapporto di collaborazione istituzionale con l'Università, in particolare con i docenti che afferiscono ai dipartimenti dei corsi di laurea di ingegneria. Nelle attività formative fino ad oggi attuate, è stato costante il coinvolgimento dei professori dell'Ateneo di Catania, coniugando il loro contributo con l'esperienza di professionisti specializzati nei vari settori. Si tratta di un modello di collaborazione che il nuovo Consiglio dell'Ordine si prefigge di ottimizzare mediante l’istituzione di un Comitato tecnico scientifico, che coinvolgerà docenti ed esperti asupporto della validazione dei crediti formativi. In generale, crediamo molto nell’attivazione di collaborazioni istituzionali con realtà presenti nel territorio, e in particolare con l'Università.