Il patrimonio residenziale in Italia? Vale quasi 5.350 miliardi di euro. Il rapporto di Scenari Immobiliari

La ricchezza delle famiglie europee è concentrata nelle case: la media nell'Ue è di poco superiore al 50 per cento, in Italia la ricchezza nelle residenze è superiore al 60 per cento. 

La casa è dunque un elemento centrale nell'economia, nel suo insieme, dalla costruzione all'arredamento, passando per la manutenzione e i servizi, vale quasi un quinto del PIL.

Sono alcuni dei dati emersi in occasione della prima Giornata Nazionale della Casa organizzata a Milano da Scenari Immobiliari con Casa.it.

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La casa in Italia: il rapporto 

Secondo quanto emerge dal Rapporto elaborato da Scenari Immobiliari per la prima Giornata della Casa, le abitazioni in Italia rappresentano circa il 78 per cento della superficie totale degli immobili e oltre l'80 per cento del valore dello stock totale.

Inoltre continua a crescere la quota del patrimonio residenziale detenuto dalle famiglie che oggi rappresenta il 93 per cento del valore residenziale complessivo, di cui l'82 per cento relativo alle unità usate come prima abitazione o seconde case, mentre l'11 per cento è costituito da abitazioni che le famiglie usano come investimento o attività di locazione. Il restante 7 per cento dei proprietari si divide fra imprese e pubblico con una leggera prevalenza delle prime sul secondo.

In Europa solo le famiglie spagnole ci superano, seppur di poco più di due punti percentuali. Francesi, tedeschi e inglesi detengono quote fra i dieci e i venti punti percentuali in meno. 

"La superficie dello stock residenziale nei principali Paesi europei negli ultimi ventanni è aumentata di oltre il dieci per cento. Solo in Italia la crescita è stata inferiore a 7,3 per cento. Il valore complessivo nei cinque paesi considerati è di quasi trentamila miliardi die euro. In Italia il valore del patrimonio residenziale è di quasi 5.350 miliardi di euroha commentato Mauro Breglia

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Fonte: elaborazione Scenari Immobiliari

"Mentre negli altri quattro paesi il valore globale del patrimonio è aumentato del sedici per cento in termini reali dal 2000, in Italia la crescita reale è solo del cinque per cento. Anche perché le quotazioni medie reali non sono tornate ancora ai livelli di inizio secolo. Le compravendite, dopo una forte crescita, sono al sessanta per cento rispetto all’anno 2000”.

“Solo due città – ha aggiunto Breglia – hanno avuto una crescita delle quotazioni reali significativa in vent'anni: Milano e Roma con il sei per cento. Tutte le altre hanno avuto cali importanti. Anche nei periodi più brevi rimane questa classifica dove le “prime della classe” sono molto distanti dalle altre”.

Mercato della casa: le previsioni per il 2021

Secondo i dati illustrati nel corso della Giornata la previsione sui prezzi per il prossimo anno vede ancora un dato negativo a livello nazionale (meno 0,8 per cento), anche per la progressiva carenza di prodotto di qualità.

Diversa la situazione se invece si analizzano le città principali. A Venezia si aspetta una ripresa delle quotazioni a più 1,2 per cento, seguita da Milano (0,5) e Roma (0,2). Queste riprese erano previste per il 2020, ma la pandemia ha creato situazioni nuove e impreviste di mercato.

La ripresa delle compravendite 

Ancora più netta la ripresa delle compravendite nelle grandi città. Venezia, con un più 12,2 per cento, è sempre sul podio in cui a trionfare sono Firenze (13,9) e Milano (13,6).  La forte ripresa degli scambi nelle due principali città turistiche è data anche dalla probabile ripresa degli acquisti per investimenti in locazione breve, che nel 2020 hanno avuto un forte stop.

“Nel 2021 – ha proseguito Breglia - si prevede una crescita a due cifre del numero di compravendite del settore residenziale anche a Bologna e Genova, entrambe a più 10,4 per cento, con un incremento sostenuto e pari al 7,2 per cento a Napoli e al 6,3 a Verona. Tra i dieci principali capoluoghi italiani cresceranno anche la Capitale del 5,3 per cento, Torino del 5,1 per cento e Bari del 4,4, a fornte di una media nazionale del più 8,5”.

I prezzi delle case

“Diversa la situazione sul fronte dei prezzi, con previsioni in lieve calo un po’ dappertutto nel 2021 , con Genova a -1,8 per cento, Bari a -1,5 e Napoli a -1,2 le città meno brillanti. E dire che il 2020 era partito con buone prospettive per il mercato residenziale  ma si è fermato per la pandemia fino a metà maggio. E solo nel mese di giugno, e non dappertutto, ha ripreso regolarmente. Di conseguenza nei primi sei mesi di quest’anno gli scambi sono calati del venti per cento rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Rimane quindi la sensazione che il 2020 si chiuderà con una flessione fra il 18 e il 25 per cento. Sul fronte dei prezzi medi, previsti in lieve ripresa, la stima è comunque di un calo a fine anno del 2,1 per cento, ma in sede di trattativa gli acquirenti hanno sconti sostenuti, fino al dieci per cento, per le abitazioni usate da ristrutturare”

“Quanto alle locazioni, nelle aree urbane è prevedibile un allentamento della pressione della domanda abitativa con conseguente compressione dei livelli dei canoni che tenderanno a riallinearsi alla situazione pre-coronavirus solo dopo la piena ripresa di tutte le attività”

Cosa succederà in futuro?

“In futuro – ha concluso Breglia – assisteremo a nuovi modi di gestire comunicazioni e spostamenti, il lavoro, la scuola, il turismo, i luoghi della cultura e del divertimento. Occorrerà una nuova centralità del sistema sanitario e maggiore cura delle fasce più deboli. Tutte modalità che coinvolgono direttamente l’industria immobiliare. È poco plausibile pensare che le famiglie e le persone modificheranno il proprio stile di vita nel breve periodo. È più probabile che alla ripresa ci si rapporterà inizialmente con le proprie abitazioni come prima. Qualcosa nella percezione e nelle esigenze è tuttavia cambiato, e se le tendenze verso il green, la sostenibilità o lo smart living erano già in corso e quindi proseguiranno rafforzate, il rapporto con lo spazio privato delle abitazioni e quello pubblico del lavoro, soprattutto delle loro dimensioni fisiche, si modificherà. Ma resterà sempre al primo posto nelle scelte di investimento degli italiani".

La casa che vorrei: desideri e aspettative per la casa del domani

In occasione della prima Giornata Nazionale della Casa, Casa.it ha presentato i risultati de “La casa che vorrei”, la più estesa ricerca sul tema realizzata in Italia con un campione rappresentativo di circa 22.000 persone.

Il noto portale immobiliare italiano ha chiesto ai suoi milioni di utenti di raccontare come vorrebbero la loro casa del domani, per comprendere le preferenze degli italiani oggi, in un contesto storico ed economico particolare, e capire come dovrà svilupparsi l’offerta di alloggi nel futuro.

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La casa ideale per gli italiani? Grande, luminosa, con servizi e spazi verdi

Per gli italiani, l’acquisto della prima casa rimane l’obiettivo principale e il lockdown ha generato una nuova domanda, infatti oltre il 10% degli intervistati dell'indagine condotta da Casa.it ha affermato che l’esigenza di cambiare casa è stata scatenata dalla chiusura imposta i mesi scorsi. 

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