La riqualificazione energetica degli edifici: il ruolo dei materiali per case confortevoli e sostenibili

Uno degli strumenti più efficaci per rendere efficienti dal punto di vista energetico i nostri edifici è senz’altro il cappotto termico: grazie alla coibentazione esterna migliora il comfort degli ambienti, riduce i consumi energetici con un risparmio sui costi della bolletta ed è tra gli interventi trainanti del Superbonus 110%.


Tuttavia, come spiegato dal professor Costanzo Di Perna, ordinario di Fisica Tecnica Ambientale presso la Facoltà di Ingegneria all’Università Politecnica delle Marche, una buona riqualificazione energetica si ottiene lavorando sia sull’involucro dell'edificio sia sul sistema impiantistico.


Intervenire con un approccio integrato, che tenga conto della componente impiantistica, di quella edilizia e dei serramenti esterni, significa ridurre fortemente il fabbisogno energetico di un immobile rendendolo davvero green e confortevole.




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Gli interventi per migliorare l'efficienza energetica degli edifici

Professor Di Perna, quali sono gli interventi per migliorare l'efficienza energetica di un edificio?

«Per migliorare l’efficienza energetica di un edificio esistente possiamo intervenire sia sull’involucro sia sull’impianto di climatizzazione invernale, estivo e di produzione di acqua calda sanitaria. 
In Italia abbiamo milioni di unità immobiliari che necessiterebbero di una riqualificazione energetica, inclusi i condomini e i grandi edifici residenziali. Per migliorare questa tipologia di immobili da un punto di vista dell’involucro, l’intervento che contribuisce maggiormente a ridurre i consumi energetici e allo stesso tempo ha costi contenuti, è quello del cappotto esterno che oltretutto viene individuato come il primo degli interventi trainanti del Superbonus al 110%. Grazie al cappotto esterno è possibile ridurre i consumi dell'edificio fino al 50 per cento. L'alternativa è intervenire sulla parte impiantistica dell'immobile, formata da diversi componenti: il generatore, il sistema di distribuzione, quello di regolazione e di emissione. In questo caso, l'intervento che contribuisce maggiormente a ridurre il fabbisogno energetico del fabbricato è quello legato alla sostituzione dei generatori. Nella gran parte dei nostri edifici sono presenti le caldaie a combustibile fossile e senz'altro una possibilità è quella di sostituirle con sistemi a pompa di calore che però devono essere accoppiate a terminali a bassa temperatura, quindi ristrutturando l’intero impianto. La soluzione migliore è abbinare i due interventi: quello del cappotto termico e la sostituzione del generatore con una pompa di calore, un’opzione, che ricordiamo, viene incentivata dal Superbonus al 110%».



In che misura i materiali riescono a contribuire, insieme al sistema impianto, al raggiungimento del miglior comfort possibile delle nostre case?



«Negli edifici esistenti, uno dei parametri legati al comfort è la temperatura superficiale all’interno degli ambienti che dipende dalla resistenza termica delle pareti. Nel momento in cui inseriamo un cappotto esterno, aumentiamo la temperatura superficiale interna in fase invernale che accresce il benessere dentro la casa. Gli edifici costruiti dagli anni ‘50 fino agli anni Duemila, sono fortemente inerziali, ovvero hanno una massa elevata nel lato interno del fabbricato. Tale massa associata a un intervento di cappotto esterno contribuisce a migliorare il comfort fornendo l’accumulo termico necessario per non avere grandi oscillazioni di temperatura. Se l’involucro inerziale viene abbinato a una pompa di calore è possibile ottenere una temperatura costante per più ore durante la giornata e una maggiore efficienza del sistema impiantistico. Se parliamo anche di salubrità dei nostri ambienti, l’ideale sarebbe accoppiare un sistema di ventilazione meccanica a quello per il riscaldamento».

Il cappotto termico



Quali sono i materiali che compongono il cappotto termico?

«Il cappotto termico è un sistema che consente di isolare termicamente l’edificio, ottimizzandone le prestazioni energetiche. I materiali che lo compongono devono avere una conduttività termica molto bassa e i principali sono isolanti come polistirene, poliuretani, lana di roccia, ma è possibile utilizzare anche alcune tipologie di strutture esterne, da quelle ventilate fino a laterizi con elevate caratteristiche isolanti».

Cappotto termico e pompe di calore: i vantaggi di un intervento integrato

In definitiva quali vantaggi si ottengono intervenendo sia sull’involucro sia sull’impianto?



«Tramite questi interventi miglioriamo il comfort termoigrometrico dell’edificio: nel periodo invernale innalziamo le temperature superficiali e grazie al cappotto possiamo azzerare gli effetti dei ponti termici che sono i punti più critici dal punto di vista della formazione della muffa e della condensa. Inoltre è possibile migliorare anche il comfort acustico perché inserendo del materiale all’esterno della parete aumentiamo l’isolamento di facciata riducendo la penetrazione di rumori esterni. È importante tenere in considerazione anche l’impatto ambientale di ciò che si utilizza e l’applicazione dei criteri ambientali minimi sugli isolanti consente di ragionare su tutto il ciclo di vita del materiale che installiamo nell’edificio. Il sistema LCA (Life Cycle Assessment) è uno strumento completo per progettare e costruire in modo consapevole e sostenibile».


La video intervista è stata realizzata da INGENIO su incarico di FEDERCOSTRUZIONI nell’ambito di un accordo con SAIE 2020.

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