Prospettive e potenziali dell'eolico italiano: ne parliamo con il Presidente di ANEV, Simone Togni

15/10/2020 834

Lo sviluppo delle fonti rinnovabili passa attraverso una crescita organica delle tecnologie pulite secondo i potenziali tecnici che ognuna ha. L’eolico rispetto agli obiettivi al 2030 può e deve dare un significativo contributo senza il quale tali obiettivi difficilmente potranno essere raggiunti.

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Nel percorso di decarbonizzazione dell’economia mondiale, un passaggio obbligato è la decarbonizzazione della produzione elettrica e, come conseguenza, l’elettrificazione dei consumi. Per ottenere tali risultati si deve completare una trasformazione profonda del sistema produttivo che metta le FER al centro della produzione elettrica.

Per approfondire questi argomenti abbiamo intervistato Simone Togni, Presidente dell’ANEV, Associazione Nazionale Energia del Vento. 

Come si posiziona ed evolve l’Italia nel settore elettrico?

L’evoluzione tecnologica nel settore elettrico ha visto negli ultimi anni portare benefici significativi all’efficienza del parco produttivo nazionale che oggi risulta essere tra i più efficienti del mondo. A questo buon punto di partenza si è aggiunta una sempre maggiore capacità rinnovabile, principalmente eolica e fotovoltaica, che ha contribuito significativamente alla trasformazione dell’intero sistema. Oggi viaggiamo infatti intorno al 40% di produzione elettrica nazionale da FER, e gli obiettivi al 2030 e al 2050 ci impongono ulteriori significativi sforzi. Da questo nascono positive evoluzioni, in particolare ci aiuta il fatto che oggi il costo del kWh di eolico e fotovoltaico sia mediamente inferiore al PUN nazionale per emergenza covid-19 e negative valutazioni, la difficoltà di poter autorizzare nuovi impianti in numero sufficiente a intercettare l’obiettivo assunto. 

Che peso ha l’eolico nella rosa delle energie rinnovabili? 

In questo sforzo l'eolico è chiamato ad avere un ruolo centrale avendo dimostrato, unica tra le fonti rinnovabili, una costanza di produzione su base annuale assolutamente costante e affidabile. Per questo motivo l’eolico dovrà essere messo in condizione di raddoppiare la propria produzione al 2030 in modo da supportare gli obiettivi di decarbonizzazione assunti. Oltre ai benefici richiamati, l'eolico ne garantisce anche un'altra fondamentale, cioè quello occupazionale, infatti ancora una volta distinguendosi dalle altre fonti, l’industria nazionale del vento ha in Italia raggiunto da alcuni anni l'indipendenza dall’estero, essendo oggi il nostro Paese esportatore di tecnologia. Agli oltre 15.000 addetti del settore attuali si stima che se ne possano aggiungere almeno il doppio nel caso in cui l’Italia centri gli obiettivi settoriali di crescita eolica. 

Quali sono le innovazioni che aiuteranno il settore eolico ad essere sempre più performante? 

Altro aspetto rilevante riguarda poi le nuove frontiere dell'eolico che potrebbero nei prossimi anni affacciarsi alle tecnologie tradizionali, parlo in particolare delle applicazioni marine dell’eolico che, grazie anche allo sviluppo di soluzioni innovative come le piattaforme flottanti, consentiranno a costi accettabili di realizzare impianti eolici off-shore. Insomma il settore ha raggiunto oggi una maturità tecnologica e industriale molto avanzata che sommata ai noti benefici ambientali rende l'eolico una delle migliori opzioni disponibili nel percorso di decarbonizzazione. L’Italia ha ancora un potenziale molto significativo tale da consentire un raddoppio della potenza installata nei prossimi anni, passando da un significativo sviluppo di nuovi impianti e dal rinnovamento di quelli esistenti. Per far questo serve tuttavia un’opera di semplificazione seria e profonda che consenta, nel pieno rispetto del paesaggio e del territorio, di levare quegli inutili appesantimenti burocratici che oggi impediscono all’Italia di essere all’avanguardia nella realizzazione delle nuove tecnologie.

Qualche numero per illustrare questi cambiamenti? 

Nel 2019 sono stati installati 446,05 MW eolici per un totale di 10.500 MW. Il numero di turbine ad oggi installate è pari a 7114. Si segnala al riguardo che il target al 2030 contenuto nel Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec) è pari a 19,3 GW, recependo in buona parte la richiesta dell’ANEV di equilibrare i valori aumentando l’eolico verso il dato del potenziale stimato da ANEV.

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Chi è Simone Togni

Presidente dell’ANEV, Associazione Nazionale Energia del Vento, è Responsabile degli Affari Istituzionali e Trading del Gruppo IVPC, membro del Consiglio Direttivo di ISES Italia, membro del Consiglio Generale di Confindustria Energia. Giurista, Dottore di Ricerca in Diritto Pubblico, docente ed esperto di questioni energetico-ambientali, autore di articoli sulle tematiche giuridiche ed energetiche, membro di diverse commissioni e gruppi di lavoro sule tematiche energetico ambientali presso Istituzioni ed Enti del settore. Direttore Responsabile della rivista mensile Il Pianeta Terra. 

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