RINASCIMENTO 2.0: il Metodo, il Workgroup, la Macchina

I paradigmi, le mappe concettuali e le visioni, a volte oniriche, relativi alle smart cities, vengono interpretati in chiave metodologica da RINASCIMENTO 2.0, uno strumento che fornisce una rappresentazione a matrici multilayer delle definizioni fornite dall’Agenda Digitale, basate su 9 ambiti che descrivono una Smart City con approccio olistico.

L’applicazione di RINASCIMENTO 2.0 risulta particolarmente opportuna in Italia, in quanto caratterizzata da un tessuto di città d’arte, con cultura, storia e tradizioni millenarie, ognuna delle quali rappresenta un unicum da rispettare, non trattabile con soluzioni standard.

RINASCIMENTO 2.0, per rispettare tali particolarità e contemporaneamente interpretare i paradigmi Smart City, definisce una rappresentazione matriciale di correlazione fra i 9 ambiti definiti dall’Agenda Digitale e le 4 figure di fruizione individuate (cittadini, turisti, operatori commerciali, operatori istituzionali); ne conseguono 4x9=36 Ambiti Composti, che definiscono le interazioni tra le categorie.

Tali 36 Ambiti Composti si sviluppano su almeno 5 distinti layer operativi, individuati dal Metodo (strutturale, infrastrutturale, organizzativo, normativo e territoriale); si generano quindi 9x4x5=180 Ambiti Complessi, corrispondenti a 180 problematiche, alle quali trovare soluzioni ispirate alle volontà dei cittadini e accessibili tramite servizi telematici in mobilità. (cfr. Gugliermetti-Lombardi: RINASCIMENTO 2.0: modello procedurale di ideazione e realizzazione di una smart city italiana).

Questo risultato può essere perseguito da un Workgroup multidisciplinare, nel quale tecnici esperti, dotati delle opportune culture e sensibilità, possano confrontarsi con umanisti di varia estrazione, in grado di leggere la città, le sue vocazioni e il suo Genius Loci mediante un processo rigoroso, assistito dalla Macchina RINASCIMENTO 2.0.

La Macchina è costituita da moderni strumenti di data mining, business intelligence e meaning computing, motori inferenziali e semantici, integrati in una stessa piattaforma dotata di un potente GIS; tra le sorgenti di dati, strutturati e non strutturati, sui quali la Macchina opera, un ruolo importante viene ricoperto dal Laboratorio Mobile SMArtLab, che esegue misure secondo il paradigma del dynamic geomonitoring e valutazioni quantitative dei parametri critici, svolgendo contemporaneamente un ruolo informativo e di interlocuzione con i cittadini.

Le elaborazioni della Macchina partono da una baseline di dati open e dai dati offerti dalle Infrastrutture di Dati Territoriali previste dalla Direttiva INSPIRE (2007/2/EC) e vengono restituiti nello stesso formato, sulle stesse piattaforme.

L’interoperabilità INSPIRE, basata su servizi web standard OpenGeospatial Consortium, nel contesto di GMES (iniziativa della Commissione Europea per il monitoraggio orientato alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente) consente ulteriori integrazioni tra i dati di baseline e un’ampia varietà di flussi di dati real-time dai sensori da monitoraggio ambientale e geotecnico, con i quali si interfacciano, infine, i framework di cooperazione applicativa dell’ambito Sicurezza e dei nuovi progetti geo-socialnetwork.

Le conclusioni “automatiche” della Macchina geo-OLAP sviluppata, vengono interpretate dal Workgroup e sottoposte a iterazioni successive, fino a ottenere la visione risultante, da condividere con la città e trasformare in Progetto Integrato Smart City da proporre a Enti e investitori per il suo finanziamento.
 

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