Calcestruzzo: fondamentale la presenza di uno specialista come il Tecnologo in cantiere

In una recente sessione di interviste realizzate da INGENIO CA sulla qualità del calcestruzzo è emerso che vi sia un problema di controlli del calcestruzzo. Abbiamo deciso, sempre con l'aiuto di esperti del settore, di approfondire il tema. Ecco cosa è emerso dall'intervista a Emilio Sorridente, tecnico, amico ed autore di Ingenio.

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Controlli del calcestruzzo in cantiere: i problemi più ricorrenti

1. Il calcestruzzo è un materiale prodotto in modo discontinuo per cantieri che durano più giorni: nella tua attività di Tecnico che si occupa di controlli quale è il problema che si presenta, purtroppo, con maggiore frequenza e a cosa è dovuto?

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Emilio Sorridente: Vedi Andrea, come dico sempre e come tu ben sai le fasi che concorrono alla messa in opera del getto sono molteplici, così come lo sono la serie di problematiche legate ad esse.

Personalmente non mi sento di denunciare questo o quel problema, come “il” problema...

Certamente, e non mi stancherò mai di ripeterlo, la quasi totale assenza delle D.L. (oramai diventata una figura quasi mitologica) in cantiere, si sente eccome, è inutile nasconderlo. Allo stesso modo si sente tantissimo la mancanza di un’altra figura assolutamente fondamentale, quasi totalmente assente e sconosciuta oltre che molto sottovalutata, quella del Tecnologo del Calcestruzzo, specialmente nei cantieri di modesta importanza. Sono proprio i “piccoli cantieri” a generare, presso i tribunali italiani, il più alto numero di contenziosi e contestazioni connesse alla scarsa qualità dei cls/c.a. messi in opera e altamente degradati.

Situazioni queste che potrebbero diventare quasi del tutto inesistenti se a monte, già nelle fasi progettuali, ci fosse totale e assidua cooperazione tra le varie figure tecniche mi riferisco a “Progettista, D.L., Tecnologo del Calcestruzzo”.

Con questo semplice passaggio si otterrebbe non solo una proficua cooperazione tra i vari Tecnici, bensì soprattutto otterremo il vantaggio di adoperare le scelte più idonee in modo sartoriale per il singolo cantiere, un grande salto di qualità direi.

Faccio un esempio molto semplice. Conoscendo le richieste del Progettista già dalla fase preliminare di progetto, come ad esempio classe di esposizione dell’opera l’Rck minima, la classe di consistenza etc., il Tecnologo del Calcestruzzo, assistito e supportato dalla D.L., potrà provvedere alla qualifica dell’impianto al quale viene richiesta la fornitura. In seguito si potrà passare alla valutazione dell’ubicazione dell’impianto stesso in base alla distanza del cantiere da servire, tenendo quindi conto della distanza del tragitto e del tempo di percorrenza. In merito alle tempistiche, non bisogna dimenticare di riservare qualche minuto fondamentale per l’accettazione dello scarico giunto in cantiere.

Queste fasi sono fondamentali per scegliere il giusto Mix Design, la corretta scelta del rapporto a/c, (che ricordo è sempre bene che sia il più basso possibile), considerando anche l’aggiunta di uno o più additivi da miscelare alla formula, per confezionare un calcestruzzo che rispetti fedelmente le richieste di progetto una volta in opera.

Chiaramente rivolgendoci a opere di una certa consistenza con elevati m3 di cls da gettare non è sempre possibile eliminare totalmente le riprese di getto (ma anche in questo caso giungono in aiuto le Norme e le NTC 2018 per ridurre al minimo le problematiche strutturali che ad esse potrebbero esse connesse), anche per questo va valutata bene la modalità e la tempistica di posa tra un getto e l’altro, in modo da avere così, sempre delle superfici ben predisposte, magari avendo ancora il getto sottostante in fase plastica. Queste piccole attenzioni porterebbero alla cessazione di pratiche scorrette, vedi provini che non arrivano ai laboratori per tempo, o peggio con scarsa documentazione, e magari pure stagionati con tempistiche e modalità non corrette per far raggiungere ugualmente i requisiti minimi, per non incorrere in contestazione.

Pratiche barbare se vogliamo, sicuramente irrispettose di tutti i protocolli normativi e deontologici è vero, però purtroppo rappresentano la quasi totalità dei cantieri italiani. Anche per questo assieme a diversi colleghi da diverso tempo si discute della necessità viscerale, di istituire un vero e proprio albo per specialisti del calcestruzzo.

Calcestruzzo: cosa controllare in cantiere

2. Che tipi di controlli in genere esegui in cantiere durante la fornitura di calcestruzzo e con che frequenze?

Emilio Sorridente: Per quanto riguarda i controlli, in fase di pre-getto sicuramente mi piace avere un quadro ben chiaro dalle condizioni meteo, antecedenti di almeno 7 giorni e anche quelli dei giorni a venire per evitare brutte sorprese durante i getti o per scongiurare sbalzi di temperatura/umidità repentini o troppo elevati. Successivamente durante le fasi di getto ritengo che certamente le condizioni meteo del momento siano fondamentali e vadano comunque tenute in considerazione e segnalate, (vedi temperatura, tasso di umidità e velocità e direzione del vento), per quanto riguarda le prove dirette invece le più comuni sono chiaramente il test di slump, il prelievo durante il getto per confezionamento dei cubetti (minimo 3, mis. 15x15x15) per la prova di schiacciamento a 28gg e non solo, in riferimento alle NTC 2018. Etc. etc.

Sulla presenza in cantiere del Tecnico addetto ai controlli del calcestruzzo

3. Per forniture importanti il tecnico addetto ai controlli dovrebbe essere sempre presente in cantiere quanto si getta?

Emilio Sorridente: Ritengo che il Tecnico addetto ai controlli, in questo caso il Tecnologo del Calcestruzzo, sia una figura e una presenza imprescindibile non solo per forniture o opere di una certa importanza, bensì lo ritengo assolutamente fondamentale in tutte quelle situazioni in cui vi sia necessario l’utilizzo del calcestruzzo.

Le NTC 2018 si limitano a parlare della obbligatoria presenza della D.L. o di chi ne fa le sue veci, purtroppo va detto che non necessariamente la D.L. o il suo facente funzione sia realmente uno specialista del CLS, da qui io renderei fondamentale anche nelle NTC, la figura del Tecnologo del Calcestruzzo, per l’esecuzione e la qualifica di qualsiasi opera che preveda l’uso del cls.

Sulla corretta stagionatura del cls: i controlli post getto

4. Si eseguono controlli post getto per verificare la esecuzione corretta della stagionatura?

Emilio Sorridente: Purtroppo, no. Almeno non all’interno di cantieri di scarsa importanza. Un fatto assurdo se si pensa che anche la corretta stagionatura è parte fondamentale della corretta realizzazione di una qualsiasi opera in CLS, C.A. o C.A.P., che sia. Anzi e ci tengo a ricordare particolarmente i preziosi insegnamenti del grande Prof. Collepardi, sarebbe opportuno procedere ad una “stagionatura umida” proprio per scongiurare gli effetti fessurazione dovuti al ritiro igrometrico del getto. Che associato ad una corretta posa in opera e sufficiente vibratura dei getti, ci consentirà di ottenere un calcestruzzo durabile, impermeabile all’acqua e all’aria anche senza l’aggiunta di particolari additivi.

Tecnologia del calcestruzzo e normativa di riferimento: quanto ne sappiamo? 

5. Quanta conoscenza delle norme relative al controllo del calcestruzzo c’è tra chi opera nella filiera, dal produttore al tecnico?

Emilio Sorridente: Diciamo che la conoscenza normativa e tecnica della maggior parte dei produttori, è sicuramente buona oltre che abbastanza aggiornata. Stessa cosa purtroppo non si può dire dei Tecnici, ovviamente non voglio demonizzare i colleghi me ne guardo bene, ripeto è proprio per questo che assieme a diversi amici e colleghi si è fatta strada l’idea di creare un albo nazionale specifico per Tecnologi del Calcestruzzo.

6. Troppe norme sul controllo del calcestruzzo? Si dovrebbe arrivare a un testo unico?

Emilio Sorridente: Un testo unico? Ni… Non sono mai chiuso contro le innovazioni e i cambiamenti a patto che siano realmente utili sia sul breve che sul lungo periodo. Purtroppo il panorama normativo è vastissimo nei confronti del CLS e le modalità burocratiche italiane non aiutano di certo allo sviluppo e al mantenimento di un tale documento che andrebbe continuamente se non quasi quotidianamente aggiornato.

7. C’è una norma per te assolutamente da aggiornare se non da cambiare?

Emilio Sorridente: Personalmente rivedrei e aggiornerei un po', i vari DPR 380 del 2001, la UNI 11104 e la UNI EN 206, che sono quelle che a mio avviso dovrebbero subire un piccolo restyling.

Vorrei salutare te e i lettori se mi è consentito, con una citazione a cui tengo particolarmente: "Non possiamo risolvere i problemi, usando lo stesso tipo di pensiero che abbiamo usato quando li abbiamo creati.”, cit. Albert Einstein


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