Calcestruzzo e pavimentazioni industriali: prima del getto è fondamentale verificare le condizioni meteo

In una recente sessione di interviste realizzate da INGENIO CA sulla qualità del calcestruzzo è emerso che vi sia un problema di controlli del calcestruzzo. Abbiamo deciso, sempre con l'aiuto di esperti del settore, di approfondire il tema. Ecco cosa è emerso dall'intervista a Emanuele Rava, ingegnere ed esperto in pavimentazioni industriali.

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Calcestruzzo e pavimentazioni industriali: cosa controllare in cantiere?

Andrea Dari: Che tipi di controlli in generi esegui in cantiere durante la fornitura di calcestruzzo e con che frequenze?

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Emanuele Rava: Una delle attività che devono essere eseguite non appena si arriva in cantiere è quella di verificare le condizioni meteo (vento, temperatura, umidità) in quanto è importante capire in che contesto si sta operando. Nel caso in cui non vi siano le condizioni ottimali per procedere si deve sospendere l'esecuzione del getto e rinviarla; soprattutto quando si opera per la realizzazione di una pavimentazione industriale è fondamentale che le condizioni metereologiche siano tenute sotto controllo.

Personalmente quando predispongo un progetto strutturale nella relazione e nelle tavole indico sempre le condizioni meteo limite per l'esecuzione dei getti.

All'arrivo della prima botte di calcestruzzo eseguo il controllo del D.d.t. per verificare che la miscela sia conforme a quella prevista nel progetto ed eventualmente prequalificata. Anche questo controllo è importante perché capita, soprattutto per getti di piccole dimensioni, che il cliente ordini il calcestruzzo senza prestare troppa attenzione alle richieste di progetto e quindi che in cantiere arrivi del materiale non in linea con quanto previsto.

Dopo che la botte ha scaricato un parte del materiale eseguo una prova con il Cono di Abramhs per verificare la consistenza, una verifica con porosimetro per determinare l'aria inglobata e la determinazione della massa volumica del calcestruzzo.

Sulla base dei quantitativi giornalieri di getto previsti prelevo i cubetti per le prove a rottura; anche questa operazione che sembra banale risulta essere molto importate per la verifica delle prestazioni...una non corretta stagionatura dei provini porta al non raggiungimento delle richieste previste a progetto ed innesca una serie di problematiche nell'accettazione dei materiali da parte della D.L. e del Collaudatore.

 

Andrea Dari: Per forniture importanti il tecnico addetto ai controlli dovrebbe essere sempre presente in cantiere quanto si getta?

Emanuele Rava: Il tecnico dovrebbe essere presente, se non sempre, il più possibile durante i getti in quanto deve poter verificare, in tempo reale, la qualità del calcestruzzo fornito. In sua assenza dovrebbe delegare persona di sua fiducia come previsto oltretutto dalle NTC 2018; in particolare la D.L. potrebbe delegare il laboratorio addetto alle verifiche.

Troppo spesso ci troviamo di fronte a calcestruzzi che sulla carta sono ottimi ma nella realtà poi forniscono prestazioni insufficienti perché sono stati gettati con condizioni meteo non corrette oppure perché i provini non sono stati "gestiti" correttamente e secondo le prescrizioni definiti dalla normativa.

La presenza del tecnico durante le fasi di getto risulta fondamentale per la buona riuscita dell'opera.

Nella mia esperienza mi capita spesso di getti che vengono eseguiti negli orari più assurdi però cerco di essere il più presente possibile e in caso di mia assenza delego sempre qualcuno che possa verificare quanto sta accadendo in cantiere.

 

Andrea Dari: Si eseguono controlli post getto per verificare la esecuzione corretta della stagionatura?

Emanuele Rava: No e questo è un problema in quanto troppo spesso i getti vengono scasserati troppo velocemente e poi ci si trova con strutture che evidenziano delle carenze e questo vale sia per elementi in elevazione che per le pavimentazioni.

Soprattutto nel caso delle pavimentazioni la stagionatura è fondamentale per la buona riuscita dell'opera in quanto le fessurazioni da ritiro "partono" nella prima fase di presa del calcestruzzo e quindi se il manufatto non è protetto (teli/antievaporante) e le condizioni meteo non sono conformi (vento) il risultato sarà senza dubbio un disastro.

Tecnologia del calcestruzzo e normativa di riferimento: "Testo Unico del Calcestruzzo", sì o no?

Andrea Dari: Quanta conoscenza delle norme relative al controllo del calcestruzzo c’è tra chi opera nella filiera, dal produttore al tecnico?

Emanuele Rava: Purtroppo i tecnici troppo spesso hanno una scarsa o insufficiente conoscenza delle norme specifiche che regolano la filiera del calcestruzzo, al contrario i produttori, oggi, sono molto informati e aggiornati.

 

Andrea Dari: Troppe norme sul controllo del calcestruzzo? Si dovrebbe arrivare a un testo unico?

Emanuele Rava: Secondo me potrebbe essere una buona strada per arrivare ad una maggiore chiarezza e quindi aiutare i tecnici nel prescrivere e poi controllare i requisiti che debba avere il calcestruzzo.

Un altro motivo che mi fa pensare sia utile avere un testo unico è legato al fatto che potrebbe essere l'occasione per correggere eventuali errori e contraddizioni presenti tra le varie norme.

 

Andrea Dari: C’è una norma per te assolutamente da aggiornare se non da cambiare?

Emanuele Rava: Non credo che ci sia una norma specifica da cambiare ma, riallacciandomi a quanto detto prima, ritengo ci sia la necessità di aggiornare e "condensare" il quadro normativo in un "Testo Unico del Calcestruzzo"... una norma completa che permetta a tutti di avere ben chiaro cosa devono prescrivere, eseguire e verificare.

"Testo unico" che dovrà chiaramente ragionare in termini di prestazioni e non di componenti...Io progettista devo richiedere un materiale che abbia determinate prestazioni ben chiare, il produttore deve fornire quel materiale con quelle determinate prestazioni e il D.L. con l'ausilio di laboratori dovrà verificarne i risultati.


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