Forte terremoto di magnitudo 7.0 colpisce il Mar Egeo vicino alla Turchia

02/11/2020 2528

Alle 12:51 italiane del 30 ottobre 2020, un terremoto di magnitudo Mwp 7.0 ha scosso la zona orientale del Mar Egeo.

L'epicentro del sisma è stato localizzato in una zona a Nord dell’isola di Samos, isola greca nel mar Egeo molto vicina alle coste turche non lontano da Smirne dove il terremoto è stato avvertito in maniera devastante. 

Dopo il terremoto anche un piccolo tsunami

La scossa è stata avvertita fino ad Atene a circa 300 km dall'epicentro e l'intensiatà del sisma è stata tale da generare anche un piccolo tsunami che ha colpito le coste greche e turche con onde di circa un metro e ritiri e inondazioni di un centinaio di metri. Si tratta di un fenomeno che può durare molte ore e che può provocare onde o correnti che poi acquistano forte velocità e che quindi va tenuto in osservazione.

Come segnalato da una nota dell'INGV l'allerta Tsunami è stata diramata in Grecia e Turchia 8 minuti dopo il sisma dal Centro di allerta tsunami dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

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Nel frattempo non si placa lo sciame sismico, che in base ai dati resi noti dall'osservatorio sismologico di Kandilli, con base a Istanbul, ha fatto registrare oltre un centinaio di scosse, tutte comprese tra i 3,9 e i 4,9 gradi. 

La situazione in Turchia

Ad oggi 2 novembre le vittime del terremoto nell'area turca salgono a 82 mentre quelle ferite raggiungono la cifra di 962.

Mentre le attività di ricerca e soccorso proseguono tra le macerie di 6 edifici, dopo i controlli di sicurezza le autorità hanno stabilito che 58 palazzi sono a rischio crolli e dovranno essere abbattuti con urgenza. Altri 397 edifici hanno invece subito danni lievi e 66 danni di media entità

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Credit foto: www.ilfattoquotidiano.it

La situazione nelle isole greche

Per quanto riguarda le isole greche, qui le vittime sono state per ora 2 mentre le persone ferite sono 19. Registrati però gravi danni a edifici e strade soprattutto nell'isola di Samos Crollata anche anche la parte anteriore della chiesa della Panagia Theotokou. Lievi danni nella altre isole vicine.

La sismicità dell'area

Come è noto a tutti, non solo agli esperti, la zona dove è avvenuto il terremoto è una zona ad alta sismicità.

L'epicentro, localizzato precisamente a 19 chilometri a nord-ovest dalla capitale dell’isola greca di Samos e a 10 km di profondità, si trova in una zona in cui sono presenti molte faglie attive, e quindi ad elevato rischio sismico.

La Turchia è fra le regioni simiche più attive del mondo ed è probabile che terremoti di magnitudo importanti continueranno a manifestarsi, soprattutto nelle zone in cui si trovano le due grandi faglie attive.

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Le principali faglie attive in Turchia: nella mappa la Nord Anatolica (NAF), la Est Anatolica (EAF) e quelle della catena montuosa di Bitlis – Zagros (fonte: INGV)

Non si può dimenticare il terremoto di Izmit del 17 agosto del 1999, avvenuto sulla Faglia Nord Anatolica, nella parte occidentale della Turchia. Era stato un terremoto di magnitudo 7.2, che aveva provocato più di 17.000 vittime.

L’ultimo terremoto importante che ha colpito la Grecia, ed in particolare Atene, è avvenuto anch'esso più di vent’anni fa, e precisamente il 7 settembre 1999. In quell'occasione si registrarono due scosse di magnitudo 5.9 gradi sulla scala Richter che fecero crollare alcuni palazzi in centro, danneggiandone oltre un centinaio.