Key Energy 2020, Politecnico di Milano: l'Italia deve tagliare 94 milioni di tonnellate di CO2

03/11/2020 1265

Key Energy 2020 Digital Edition di Italian Exhibition Group si è aperto ufficialmente con la sessione inaugurale dal titolo “Riconversione ecologica dopo il Covid-19 e i nuovi target Ue 2030”.

Un incontro focalizzato sulla transizione energetica dell’Unione europea come immaginata dal programma Next Generation EU e rispecchiata negli obiettivi di riduzione delle emissioni al 2030. 

In occasione dell'incontro, l’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano ha presentato il report realizzato in esclusiva per Key Energy sullo stato dell’arte delle rinnovabili in Italia. 

Per raggiungere l’obiettivo europeo della riduzione delle emissioni climalteranti del 55%, sarà necessario tagliare altri 94 milioni di tonnellate di CO2.

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Rinnovabili ed efficienza energetica aprono gli eventi di Key Energy 

In apertura dei lavori, Gianni Silvestrini, direttore scientifico KEY ENERGY, ha ricordato che «nonostante nasca in un periodo tragico come quello attuale, l’opportunità di investire 77 miliardi di euro per questioni climatiche è certamente imperdibile. Il nostro Paese deve saperne fare buon uso, con progetti e strategie precise».

«La ricaduta industriale post-Covid - ha proseguito - farà sparire gran parte dell’industria delle energie fossili, mentre quella delle rinnovabili, dei sistemi di accumulo e della mobilità sostenibile registreranno negli anni a venire un boom straordinario».

Nel corso del convegno Vittorio Chiesa, direttore dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, ha presentato il report realizzato in esclusiva per Key Energy sullo stato dell’arte delle rinnovabili in Italia. Per raggiungere l’obiettivo europeo della riduzione delle emissioni climalteranti del 55 %, ha spiegato, sarà necessario tagliare altri 94 milioni di tonnellate di CO2. 

Energie rinnovabili, a che punto siamo?

Sul fronte delle rinnovabili lo studio ha evidenziato che la nuova potenza installata nel corso del 2019 è stata di circa 1.210 MW, circa 50 MW superiore a quella installata nel corso del 2018. Una crescita decisamente limitata e trainata principalmente dai comparti di eolico e fotovoltaico, soprattutto nell’ultimo trimestre dell’anno.

Lo scenario tendenziale previsto per la fonte eolica al 2030 porterebbe a uno scostamento dall’obiettivo di 35 GW, un valore inferiore a quello che dovrebbe essere raggiunto al 2025. Nel solare, invece, nel 2021 dovrebbero riprendere le installazioni, ma con un tasso di crescita della capacità installata sostanzialmente pari a quello registrato nel 2019. Se si verificassero tali condizioni, nel 2030 si avrebbe un gap rispetto all’obiettivo pari ad oltre 23 GW.

“Serve dunque - ha ribadito Chiesa - raddoppiare la potenza installata per l’eolico e aumentare di quasi tre volte quella per il fotovoltaico”.

Altro elemento centrale nello sviluppo delle energie non programmabili come le rinnovabili, è sicuramente lo stoccaggio.

La potenza totale installata dei Sistemi di Accumulo, elettrochimico e di pompaggio al 2019 – dice la ricerca - è di 7.500 MW, e nel 2030 dovrebbe raggiungere la soglia di 17 930 MW. 

Idrogeno, efficienza energetica e mobilità elettrica: il punto della situazione

Un prezioso contributo per la riduzione delle emissioni climalteranti potrebbe giungere dall’adozione su larga scala dell’idrogeno: in linea con gli scenari internazionali, nel 2050 l’idrogeno potrà avere un ruolo significativo, fino a raggiungere un potenziale livello di penetrazione del 23% della domanda energetica finale, con un contributo di oltre 200 TWh. L’idrogeno potrà inoltre avere un ruolo fondamentale nel bilanciamento del sistema elettrico e fornire supporto per bilanciamento della rete.

Sul fronte dell'efficienza energetica degli edifici, a livello europeo, il riscaldamento e il raffrescamento pesano per l’80% dei consumi energetici e di questi circa il 66% è soddisfatto con l’uso di combustibili fossili.

In Europa si registra un tasso di ristrutturazione medio pari all’1% annuo, una quota pari allo 0,2 è relativa a interventi di ristrutturazione profonda che permette di ridurre i consumi energetici almeno al 60%. Al fine di raggiungere l’obiettivo di riduzione delle emissioni sarà necessario raddoppiare il tasso di ristrutturazione degli edifici residenziali e non, e prevedere un contributo maggiore di interventi di ristrutturazione profonda.

Nel 2019 sono state immatricolate 17.065 auto elettriche (con un +78% rispetto all’anno precedente), di cui 10.566 solo elettriche (+111%) e 6.499 ibride (+42%). In termini relativi, si tratta dello 0,9% sul totale delle immatricolazioni (pari a circa 2 milioni nel 2019), con un incremento di 0,4% punti percentuali rispetto all’anno precedente.

Il freno alle rinnovabili? «Gli ostacoli burocratici»

Federico Testa, Presidente dell’ENEA ha spiegato che “avere ottenuto il Superecobonus e farlo accettare al Governo come principale strumento di ripartenza non è stato facile, ma la cessione del credito è un risultato ancora più importante. Questo strumento avrà di certo un buon risultato anche per le varie filiere produttive, che avranno conferma del loro valore su tutto il mercato mondiale”

Una prospettiva europea sul tema dell’efficienza è stata portata da Monica Frassoni, presidente di European Alliance to Save Energy.

“L’Italia – ha detto Frassoni - è un Paese molto efficiente, ma solo per quanto riguarda l’industria, non gli edifici e neppure i trasporti. Per questo siamo solo a metà dell’opera nell’assicurare un consumo più consapevole dell’energia”.

Per Alessandro Marangoni, ceo di Althesys:

"Il freno agli investimenti nelle rinnovabili non è la mancanza di fondi, ma la rimozione degli ostacoli burocratici: serve dunque mettere mano al permitting e velocizzare le procedure attraverso una riforma complessiva, prevedere un fast-track autorizzativo per le opere strategiche e maggiori risorse per gli uffici pubblici coinvolti”

“Le imprese ci credono e investono – ha aggiunto – sono infatti 57 le richieste depositate nel 2019 per la costruzione di nuove installazioni. I settori più coinvolti sono quello fotovoltaico ed eolico (42% e 49%), seguiti dall’idroelettrico e le biomasse (4% ciascuno). La Puglia è regione capofila per il numero di richieste, il 51% del totale”.

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