Perché diciamo cavallo e non equino?

Sostenibilità, sviluppo rigenerativo, green economy. Questo millennio si apre ad un nuovo sistema di pensiero strutturato sulla base di un nuovo linguaggio. Non è mera questione di semantica bensì la nascita di una cultura che tende alla mondialità.

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Semantica di un nuovo linguaggio (sostenibile)

Se di sistema linguistico si parla, è necessario considerare le variabili su cui esso si struttura: ogni lingua, infatti, subisce delle variazioni diacroniche e diatopiche; dunque, il tempo e lo spazio sono i riferimenti cardine. Esistono, però, altri fattori altrettanto fondamentali, primo fra tutti quello umano: una lingua è tale solo se condivisa da un gruppo di parlanti che la declinano in base agli usi e interconnessa all’interno di costruzioni logiche che ne consentano l’idonea contestualizzazione.

Parlare la sostenibilità significa utilizzare un nuovo linguaggio, integrare concetti di progettazione in modo interconnesso alla comunità dei parlanti consentendo lo sviluppo della stessa: ma non basta conoscere il linguaggio, è necessario renderlo comprensibile affinché risulti efficace.

Procediamo per gradi partendo da un esempio: in epoca romana, il termine dotto per indicare il cavallo da battaglia era equus, mentre con caballus si intendeva lo stesso animale, ma da lavoro, più diffuso tra le classi popolari. Entrambi i termini, attraverso il volgare, sono passati all’italiano, con esiti e diffusione ben diversi. Se sul primo si fonda una terminologia settoriale e di nicchia (equino, equitazione), dal secondo deriva il termine più diffuso ed accessibile alla comunità dei parlanti (cavallo in italiano, caballo in spagnolo, cheval in francese).

Anche il linguaggio, insomma, per poter risultare assimilabile, deve essere sostenibile e, al contempo, occorre che il mondo della sostenibilità penetri in tutti gli strati della società se vuole sopravvivere al tempo.

Esiste in questo sfasamento un necessario parallelo storico che dovrebbe essere di insegnamento.

 

Dal sistema ambiente al sistema ambientale: un nuovo cambiamento dell'epoca contemporanea

Considerando i radicali cambiamenti dell’epoca contemporanea, si potrebbe affermare che ci troviamo in un nuovo Medioevo, un’età di passaggio dal sistema ambiente al sistema ambientale. Così come il relativismo di inizio ‘900 ha fatto vacillare la consolidata visione del mondo dei secoli precedenti per dare il via al cosiddetto secolo breve, ci troviamo oggi di fronte ad una necessità di cambiamento che porta l’approccio tradizionale all’ambiente dentro una visione dello stesso integrativa a nuove materie per consentirne una progettazione preventiva e migliorativa a salvaguardia e tutela della comunità dei parlanti.

Oggi sappiamo che interpretare il Medioevo come dei secoli bui, significherebbe considerare personaggi del calibro di Dante Alighieri e Giotto, dei barbari. Furono gli eruditi del Cinquecento a dar vita a questo pregiudizio negativo, ritenendo che l’apice della cultura si fosse toccato con l’epoca classica per poi rifiorire nel Rinascimento. Visione limitata della storia o banale arroganza culturale? A sostegno della loro tesi è possibile citare le diverse epidemie che hanno falcidiato l’Europa, la fine del sistema economico e giuridico romano, le messa in discussione dei confini del mondo civilizzato a causa dell’arrivo di genti lontane, il peggioramento del clima che ha messo in ginocchio i sistemi produttivi e le colture tradizionali. Quanto questa situazione risulta paragonabile alla situazione attuale! Allora, nonostante le avversità citate, l’uomo ha saputo adattarsi, dimostrando la propria resilienza ed una considerevole capacità di trovare soluzioni. Sono nate, infatti, l’arte e la letteratura che sono alla base del nostro sistema culturale; esse si sono radicate nella popolazione dando origine a forme inusitate, più popolari, estremamente efficaci nella loro capacità comunicativa.

Facciamo un esempio: nel Medioevo le persone alfabetizzate erano una minima percentuale della popolazione. Eppure, l’arte ha saputo tradurre in segno ciò che la cultura classica latina della parola non era più in grado di dire e far comprendere. Può sembrare una banalità, eppure l’iconografia del tempo, per ragioni culturali prevalentemente di tipo religioso, raggiunse una tale carica espressiva e “verbale” che colpisce e affascina anche noi, donne e uomini contemporanei.

E che dire del capolavoro di Dante Alighieri? La forza evocativa della Divina Commedia non si sarebbe mai potuta raggiungere utilizzando il latino classico, lingua dei pochi, codificato e raffinato al punto da perdere la propria verve espressiva. Il Poeta scelse il volgare, il migliore nonché più fantasioso che la sua epoca potesse offrire. Non inventò tutto ciò che scrisse, tuttavia lo rese vivo e potente, trovando il modo di fondere erudizione e cultura pop.

Sul finire del Medioevo fu Giovanni Boccaccio che nel Decameron diede voce al popolo, incentrando le proprie novelle sulle vite di artigiani e mercanti, uomini della strada maestri della parola. Arte e letteratura smettevano così di essere per pochi, ma assumevano il punto di vista e il lessico di uomini e donne credibili poiché realistici. Era la verità che prendeva il sopravvento sulla finzione e sulla retorica fine a se stessa.

 

Per una sostenibilità democratica ed accessibile a tutti la tecnologia digitale è fondamentale

A favore di una sostenibilità democratica ed accessibile, si consideri l’importanza funzionale e strategica dei sistemi digitali e degli strumenti di rete. La tecnologia digitale, infatti, è determinante all’interno dell’odierna sfida climatica e deve coinvolgere Istituzioni e Imprese, oltre che il singolo Cittadino. Non è questa la sede in cui stabilire se sia positiva o negativa ai fini del lavoro e dello sviluppo sociale; il quesito che dovremmo porci riguarda l’impatto che essa può avere all’interno di un’economia circolare e rigenerativa e come può essere impiegata. La digitalizzazione rappresenta sicuramente un’opportunità strumentale che non può non essere colta ed integrata nei sistemi di progettazione e produzione.

L’attenzione all’ambiente, dunque, non può prescindere da un nuovo modello di sviluppo e viceversa. È necessario un approccio sincretico dal momento che ambiente e mercato sono a tal punto connessi che non possono basarsi su presupposti antitetici. Non è un caso, dunque, che ecologia ed economia condividano la stessa radice oikos, dal greco “casa”, che noi esseri umani condividiamo e di cui dobbiamo sentirci responsabili.

La coscienza ecologica è una delle più importanti conquiste del mondo contemporaneo. Attraverso la costruzione di una coscienza civile della sostenibilità si potrà giungere a quel senso critico e a quell’attenzione che consentiranno la creazione di un sistema resiliente e virtuoso tanto per l’ambiente quanto per il mercato.

Oggi sono sempre più diffusi acronimi quali BIM, LCA, LCC ma spesso sono termini riservati a una élite di studiosi e teorici che approfondisce tali tematiche in una modalità che evidenzia un distacco marcato dalle logiche quotidiane del consumatore tipo.

Anche oggi la sfida culturale che dobbiamo affrontare è cedere la scena a chi non si è ancora raccontato e veicolare la conoscenza in modo tale che diventi comprensibile e, di conseguenza, accessibile. Le storie minori divengono così paradigma universale del molteplice di cui è composta la nostra contemporaneità globalizzata.

Il compito di chi analizza in modo aulico la materia consiste anche nel poterla tradurre in un modo comprensibile a chi non ha gli strumenti per intercettare tali tematiche.

BIM, LCA, LCC. Protocolli, regole, standard. La lingua esiste come un insieme di suoni, ognuno può esistere da solo per esempio A - B - C sono lettere pronunciabili ma quando si mettono assieme si modificano e si interconnettono.

L’approccio moderno alla sostenibilità richiede che non ci si limiti a studiare i singoli significati, cioè i singoli elementi, ma i sistemi di cui sono parte. In un sistema tutti gli elementi sono collegati. Non è più tanto importante di cosa è fatto il singolo elemento, cosa c’è al suo interno, ma i rapporti che ha con gli altri. Se si sposta un solo elemento, tutto il sistema cambia. Il valore di un elemento risiede nei suoi rapporti con gli altri elementi.

In con una tale logica è destino obbligato per le tematiche addentrarsi in vestiti digitali che consentano un effettivo controllo dei paradigmi che portano alla misurazione dell’impegno ambientale integrandone le decisioni economiche che possono derivarne.

E’ necessario sforzarsi in modo realmente convinto e capire quanto il ruolo dei protocolli e degli addetti ai lavori debba obbligatoriamente integrarsi con la comunità dei parlanti, come la storia ha saputo fare nelle epoche passate.


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Articolo pubblicato grazie alla collaborazione del Green Building Council Italia (GBC Italia)