Proteggersi dai rumori attraverso la corretta progettazione dell'isolamento acustico

I rumori indesiderati provenienti dall’esterno, dal vociare dei vicini, dagli impianti tecnologici o dal rimbombo dei passi sul pavimento possono danneggiare il comfort acustico degli ambienti in cui viviamo. Proteggersi dal rumore attraverso un corretto isolamento acustico è importante per raggiungere un ottimo comfort ambientale e acustico.

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Definiamo con chiarezza cosa intendiamo per isolamento acustico

Il tema dell’isolamento acustico è sempre più al centro dei dibattiti negli ultimi anni. Se da un lato si inizia pensare a questo importante aspetto della progettazione edilizia, dall’altro l’Italia è ancora una delle nazioni che non ha sviluppato delle strategie vincenti in materia ed inoltre ha dei limiti di legge meno restrittivi rispetto a buona parte delle nazioni europee che da anni studiano e progettano il tema.

I suoni sono parte della nostra quotidianità e ci permettono di ascoltare musica, di udire dei segnali di pericolo o, più semplicemente, di comunicare con gli altri. Si parla invece di rumore quando definiamo un suono come disarmonico, sgradevole e indesiderato.

Il rumore è certamente causa di disagio e di danno in più luoghi e condizioni, ma il luogo in cui è più preoccupante questa forma di inquinamento è l’ambiente domestico, ovvero le nostre abitazioni. L’uomo infatti, per la maggior parte della sua vita, frequenta e comunica all’interno di ambienti chiusi, cha siano essi delle abitazioni, dei luoghi di lavoro, delle scuole o dei luoghi di culto e svago.

Per preservare l’ambiente di vita umano è quindi importante progettare l’interazione dei suoni e dei rumori con gli spazi della nostra quotidianità; da questo punto di vista l’isolamento acustico rappresenta l’aspetto più importante da progettare per la difesa passiva dal rumore all’interno degli edifici.

Per isolamento acustico si considerano tutti gli interventi con il fine di bloccare la trasmissione dei suoni e dei rumori, ossia attenuare, se non eliminare del tutto, il disagio acustico che affligge ormai la grande maggioranza degli edifici all’interno delle città. L’isolamento acustico è quindi la capacità di una struttura edilizia di limitare la trasmissione sonora tra due differenti ambienti.

 

Isolamento acustico: cosa dice la normativa italiana

Dall’entrata in vigore del primo decreto nazionale in materia di acustica, ovvero il D.P.C.M. 5 dicembre del 1997, sono passati più di vent’anni, e, seppure il tema dell’isolamento acustico sia diventato sempre più importante, non è però ancora possibile considerare questa tematica largamente conosciuta.

Il D.P.C.M. del 1997, intitolato Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici, è uno dei riferimenti normativi italiani più importanti e nasce dalla Legge Quadro sull’inquinamento acustico n. 447/1995. Mentre la Legge quadro definisce i principi fondamentali in materia di tutela dell’ambiente esterno e dell’ambiente abitativo, il D.P.C.M. invece definisce tutte le prestazioni acustiche degli edifici ed indica i limiti minimi di cui tutti gli edifici dovrebbero essere dotati (ad eccezione di edifici agricoli, industriali e artigianali). La Legge quadro infatti introduce il tema della difesa passiva dal rumore attraverso l’identificazione dei requisiti acustici passivi degli edifici, il D.P.C.M. invece mette in pratica questi limiti normativi.

In sintesi il decreto suddivide le tipologie edilizie in base alla destinazione d’uso ed impone, per ogni destinazione, dei limiti da rispettare; successivamente il rispetto di queste prestazioni deve essere verificato attraverso dei collaudi da eseguirsi ad opera conclusa.

Le categorie di destinazione d’uso sono le seguenti riportata in tabella 1:

Tabella 1 – Classificazione degli ambienti abitativi da D.P.C.M. 05/12/1997

 Classificazione degli ambienti abitativi da D.P.C.M. 05/12/1997

 

Mentre gli indicatori da rispettare riguardano diversi tipi di isolamento:

• isolamento dai rumori tra differenti unità immobiliari;

• isolamento dai rumori provenienti dall’esterno;

• isolamento dai rumori di calpestio;

• isolamento dai rumori di impianti a funzionamento continuo e discontinuo.

Su richiesta del Ministero dell’Ambiente, nel 2008 è stata definita la norma UNI 11367 con il fine di chiarire tutte le incomprensioni del precedente D.P.C.M. 

La norma fa chiarezza sulle tipologie di misure e collaudi da effettuare al termine dei lavori e sui controlli durante le fasi intermedie della realizzazione, fornisce infine anche le indicazioni per la determinazione della classificazione di un’unità immobiliare attraverso delle classi di comfort indicate in tabella 2, che rilasciano un vero e proprio certificato acustico.

Tabella 2 – Classi acustiche delle unità immobiliariClassi acustiche delle unità immobiliari

 

L’applicazione delle suddette classi acustiche è volontaria e non obbligatoria, però è bene segnalare che il D.M. sui Criteri Ambientali Minimi ha previsto il raggiungimento della Classe II unitamente ad altri parametri della norma, per le gare di appalto sugli edifici pubblici.

Nel panorama normativo italiano vi sono altri documenti circa la progettazione dei requisiti acustici passivi, come per esempio la UNI EN 12354 che valuta l’isolamento dal rumore trasmesso per via aerea tra ambienti all’interno di edifici. La norma infatti descrive gli schemi di calcolo, elenca le grandezze importanti ai fini dell’isolamento e i metodi per definire in via previsionale la propagazione del rumore.

 

Rumore: come arriva all’interno delle nostre abitazioni

Come accennato precedentemente, la norma UNI EN 12354 definisce i metodi di propagazione del suono, ovvero tutti i percorsi che l’isolamento acustico deve bloccare al fine di ottenere un buon comfort interno. Per conoscere le vie di trasmissione del rumore bisogna analizzare il comportamento acustico delle strutture edilizie.

La trasmissione del suono all’interno degli edifici avviene per via aerea e per via strutturale. Nel primo caso il suono si propaga nell’aria senza incontrare ostacoli di notevole importanza che potrebbero bloccarlo, mentre nel secondo caso il suono si diffonde attraverso le strutture del sistema edilizio. Un suono aereo potrebbe essere per esempio il chiacchiericcio delle persone all’interno di una stanza, mentre un rumore strutturale potrebbe essere il rimbombo dei tacchi proveniente dalla pavimentazione. In realtà la presenza di una delle due tipologie di propagazione non esclude l’altra poiché, nella maggior parte dei casi, un rumore aereo si trasforma in un rumore strutturale.

Oltre a questa differenza di propagazione, è possibile identificare anche la differenza tra trasmissione diretta e trasmissione indiretta o laterale; infatti il suono generato da una sorgente sonora all’interno di un determinato ambiente, identificato come ambiente disturbante, può raggiungere un secondo ambiente, che sarà identificato come ambiente disturbato o ricevente, seguendo differenti percorsi. Immaginando per esempio due ambienti confinanti, come potrebbero essere due stanze di diverse unità immobiliari, è stato dimostrato che tra i due ambienti sono presenti ben tredici percorsi di trasmissione del rumore: un percorso diretto e dodici percorsi indiretti o laterali (dovuti al passaggio del rumore tra le pareti, il soffitto etc.).

Il percorso principale è sempre quello che divide i due ambienti confinanti, come appunto il setto murario verticale, mentre tutti gli altri percorsi secondari riguardano i solai e le pareti in comune ai due ambienti. Infatti, come visto nella normativa italiana, le prestazioni minime di isolamento acustico dipendono sia della destinazione d’uso dell’ambiente (edifici adibiti a residenze o assimilabili, etc.), sia dal punto di origine e di trasmissione del rumore (isolamento dai rumori di calpestio, etc.).

Trasmissione del rumore tra due ambienti confinanti

Figura 1 – Trasmissione del rumore tra due ambienti confinanti

 

Come proteggersi dai rumori: isolamento e assorbimento acustico

Il rumore, a differenza di tutte le altre problematiche che ritroviamo negli edifici del contesto italiano (come possibili infiltrazioni, scadente isolamento termico, etc.), è un disagio difficile da identificare perché non è un agente visibile nell’immediato, in quanto non possiede massa. Per garantire una giusta protezione passiva dal rumore, si necessita quindi di un adeguato isolamento; infatti un edificio non deve essere coibentato solo per gli aspetti termici ma anche per gli aspetti acustici.

Il tema dell’isolamento acustico deve assumere fin dall’inizio un peso rilevante all’interno dei processi di progettazione o di riqualificazione della struttura edilizia, proprio per questo è importante definire prima di tutto la differenza tra fonoisolamento e fonoassorbimento.

La progettazione di spazi acusticamente adeguati avviene attraverso due tipologie di interventi:

  • interventi di fonoisolamento con il fine di limitare la trasmissione del rumore tra due ambienti, ovvero evitare che il rumore prodotto all’interno di una stanza si trasmetta nella stanza adiacente; 

  • interventi di fonoassorbimento con il fine di controllare la riflessione dei suoni sulle pareti di un ambiente, ovvero definire il riverbero di un locale in base alle destinazioni d’uso dello stesso. 

Prima di tutto è quindi necessario capire se l’obiettivo del nostro intervento è quello di isolare o di assorbire il rumore, successivamente è possibile definire la strategia di intervento, in modo tale da agire nel modo più efficace possibile.

L’isolamento acustico e il superbonus del 110%

Il risparmio energetico e il comfort acustico sono l’obiettivo principale per i nostri edifici. La Legge favorisce gli interventi rientranti in queste categorie attraverso l’introduzione delle agevolazioni fiscali. Dal punto di vista acustico, ad oggi, il recupero fiscale avviene mediante l’accesso al Bonus Ristrutturazioni con la realizzazione di interventi di isolamento e miglioramento acustico.

Da quest’anno, un’alternativa per il recupero fiscale di tali interventi è possibile grazie all’introduzione del Superbonus 110%. È infatti possibile eseguire interventi di isolamento termico che migliorino contestualmente anche le prestazioni di isolamento acustico del sistema edilizio. In effetti, come ampiamente spiegato in precedenza, l’utilizzo di materiali opportunamente selezionati sia dal punto di vista acustico che dal punto di vista termico, e la scelta di sistemi estremamente performanti, come i serramenti, portano ad un elevato grado di assorbimento acustico e di conseguenza un ottimo comfort ambientale.

 

La valutazione dei requisiti acustici passivi

Il filone dell’acustica che si occupa dell’isolamento richiede impegno e competenza per la valutazione delle soluzioni adatte all’attenuazione del rumore. Come accennato prima, per arrivare ad una condizione di comfort acustico ottimale, è necessario intervenire sull’isolamento dai rumori tra differenti unità immobiliari con elementi di separazione quali solai e tramezzi, dai rumori provenienti dall’esterno con elementi di separazione quali pareti perimetrali e serramenti, dai rumori di calpestio generati dai solai e infine dai rumori dovuti agli impianti. Questi ultimi si differenziano tra impianti a funzionamento continuo, come gli impianti di riscaldamento, condizionamento e ventilazione meccanica, e impianti a funzionamento discontinuo, come i servizi igienici o la rubinetteria.

Il D.P.C.M. che contiene le indicazioni circa queste tipologie di isolamento definisce anche degli indicatori ben precisi, riportati nella tabella 3. Questi indicatori hanno dei limiti da rispettare, con l’unità di misura del Decibel [dB], sulla base della destinazione d’uso dell’immobile.

 

Tabella 3 – Indicatori definiti dal D.P.C.M. 05/12/1997

Indicatori definiti dal D.P.C.M. 05/12/1997

La verifica dei requisiti acustici passivi consiste nel valutare il rispetto dei valori di isolamento dai rumori da parte di un sistema edilizio e tale valutazione viene effettuata sulla base degli indicatori riportati in tabella 3, rispettando i limiti definiti dal D.P.C.M. 05/12/1997.

Al fine di verificare il rispetto di tali requisiti, i Comuni italiani, per il rilascio delle concessioni edilizie, richiedono una analisi previsionale sui requisiti acustici passivi, ossia una stima previsionale del comportamento acustico della struttura. La relazione dimostra quindi la progettazione acustica dell’immobile e viene richiesta per gli interventi di ristrutturazione, cambio di destinazione d’uso e nuova costruzione.

Queste relazioni previsionali sono estremamente importanti poiché forniscono delle indicazioni sia sulle proprietà dei materiali che sulla posa degli stessi.

 

Le strategie di intervento per un corretto isolamento acustico

La corretta progettazione dell’isolamento acustico dipenda principalmente dalla tipologia di materiali e dalla posa in opera. In effetti, l’isolamento di una struttura non dipende solo dalle proprie caratteristiche, come potrebbero essere le tipologie costruttive adottate e i materiali opportunamente scelti, ma anche, e soprattutto, dalle connessioni di questi elementi con il resto della struttura.

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