Il futuro e l'intelligenza artificiale? Passano ancora dalla competenza degli ingegneri

L’intelligenza artificiale è comunemente considerata una grande sfida tecnologica che rivoluzionerà il mondo del lavoro e le nostre vite, ma come ogni cambiamento presenta dei rischi che è necessario analizzare e valutare, mettendo in atto le giuste misure di sicurezza e di gestione.

In questo contesto gli ingegneri stanno disegnando il nuovo futuro, sviluppando l’AI e impiegandola in moltissimi campi di cui ormai non si conosce più confini, inizialmente incentrati sugli aspetti industriali. 

Si deve fare i conti con un’ingegneria dei sistemi complessi che presenta sicuramente, oltre ai rischi, anche un “etica” delle macchine intelligenti, per cui, già nell’aprile del 2019, l’Unione Europea ha elaborato il suo Codice Etico.

 

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L'intelligenza artificiale e il ruolo degli ingegneri

Il Consiglio Nazionale Ingegneri e il Comitato Italiano Ingegneria dell’Informazione (C3I) hanno affrontato questi temi nel corso del webinar “Intelligenza artificiale. Sfide, opportunità e insidie”.

Del ruolo degli ingegneri ha parlato diffusamente Roberto Orvieto, Consigliere CNI e referente nazionale per l’ingegneria dell’informazione.

«È necessaria una completa riconfigurazione culturale, molti lavori spariranno, altri nasceranno, molti processi routinari nella nostra professione (e della nostra vita) saranno assolti dalle macchine – ha detto l'Ing. Orvieto - la grande accessibilità alla tecnologia, offre un nuovo spazio di pensiero, in cui gli ingegneri hanno l’opportunità di mettere a frutto il loro ingegno e la loro creatività. Contesti tecnologici sicuramente complessi, come quelli della AI, in cui è necessaria sicurezza e garanzia di chi progetta e gestisce. È qui che diventa decisiva la competenza, la garanzia, la tracciabilità e la deontologia dei soggetti che svolgono compiti nevralgici, indubbi vantaggi che gli ingegneri iscritti all’Albo possono offrire. È questa la grande sfida inclusiva per il nostro sistema ordinistico, nato per il settore civile, valorizzare e rendere spendibili tali aspetti per tutti gli ingegneri del mondo ICT, in costante crescita in termini di lauree, in modo che possano, sempre in numero maggiore, trovare dimora nei nostri Ordini»

«L'intelligenza artificiale – ha detto Mario Ascari, Coordinatore del Comitato Italiano Ingegneria dell’Informazione (C3i) del CNI - è considerata una delle più grandi sfide tecnologiche che porterà nuovi scenari offrendo grandissime opportunità di crescita, progresso e benessere. Gli ingegneri avranno un ruolo da protagonisti e dovranno farsi trovare pronti e preparati per cogliere le opportunità e governare i cambiamenti epocali che l'intelligenza artificiale porterà. Con questo webinar il C3i ha voluto evidenziare l’importanza strategica che l'intelligenza artificiale avrà per il futuro dell’intera categoria e come gli ingeneri potranno cogliere le opportunità che essa offrirà».

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Ecco perché l’ingegnere dell'ICT sarà sempre più “strategico”

Le infrastrutture informatiche rappresentano un asset fondamentale per il Paese, necessario per garantire la sicurezza, i servizi, l’istruzione e il lavoro. È cruciale che le fasi di progettazione, direzione lavori e collaudo dei sistemi ICT nei settori strategici quali sanità, trasporti, energia, telecomunicazioni e finanza, vengano svolte da professionisti con competenze certificate.

>>> L'intervista a Mario Ascari

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