Quale Digitalizzazione per il Settore della Costruzione e dell'Immobiliare?

La digitalizzazione appare, per il settore, un orizzonte destinale incontestabile per il quale, anche in Italia, sono state prese molte iniziative e per la quale gli esiti degli osservatori disponibili sono concordanti nel senso di una sua diffusione graduale.

Resta, tuttavia, un interrogativo sulla natura della trasformazione digitale che si vuole avviare, sulle sue modalità attuative e sui suoi tempi di realizzazione.

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Occorre, anzitutto, notare come il processo sia attualmente in essere sul doppio binario del lavoro pubblico (attraverso il codice dei contratti pubblici) e del lavoro privato (attraverso il permesso digitale di costruire, che ci si augura possa essere menzionato nel prossimo testo unico dell'edilizia).

Ciò a cui abbiamo assistito sinora è stato un fenomeno di diffusione e di adozione della digitalizzazione, o meglio della innovazione digitale (in prevalenza, del Building Information Modeling), che ha riguardato tutte le tipologie degli operatori e tutti i segmenti di mercato, ma che, almeno a livello della pubblicistica, ha messo in risalto maggiormente le organizzazioni più strutturate, spesso attive sui mercati internazionali, che, peraltro, hanno evidenziato quanto il raggiungimento di un ottimo processo evolutivo abbia implicato risorse ingenti e tempi considerevoli.

E' ben possibile che, ad esempio, grazie ai diversi BIM Award, emergano realtà locali, di minori dimensioni, che possano essere considerate alla pari di quelle più note.

In altre parole, sarebbe importante mettere in risalto l'esistenza, più o meno informale, di reti di professionisti e/o di imprenditori che sfruttino la dimensione digitale al fine di rafforzare relazioni che, in qualche modo, possano preludere a un miglioramento del cosiddetto nanismo dimensionale.

Incidenza della digitalizzazione sul mercato della costruzione e dell'immobiliare

Resta il fatto che, sia per il versante della Domanda (Pubblica e Privata) sia per quello relativo all'Offerta (Professionale e Imprenditoriale), servirebbe una politica di sostegno agli investimenti, che siano di natura economico-finanziaria, ma anche organizzativa e culturale, conseguibili, forse, in maniera strutturale, attraverso Next Generation EU, ove si darebbe il nesso tra diffusione della digitalizzazione e riforma della amministrazione pubblica.

In realtà, almeno in apparenza, una politica industriale impostata sulla digitalizzazione comporterebbe la riconfigurazione del mercato, agendo sulla questione dimensionale e sul riposizionamento degli attori e degli operatori lungo la catena della fornitura, ma è chiaro che una simile strategia, molto ambiziosa, se portata alle estreme conseguenze, potrebbe generare numerosi contrasti e avrebbe, di per se stessa, poche possibilità di ricomporre un quadro frammentato.

Ciò che si vuole affermare è che l'eventuale riposizionamento degli operatori economici, ma non solo di quelli, non debba risultare come esito involontario, se non, addirittura, imprevisto della riconfigurazione della catena del valore.

L'esigenza principale appare, dunque, come traspare pure dalle attività promosse, a livello comunitario, da DigiPLACE, quella di promuovere una digitalizzazione paziente e temperata del tessuto atomizzato e parcellizzato delle micro e delle piccole organizzazioni committenti, professionali e imprenditoriali, esistente in molti Paesi Europei, in attesa di comprendere se l'evoluzione digitale ne decreti eventualmente, in maniera spontanea, una ristrutturazione dimensionale.

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Figura 1 - La catena del valore e della fornitura secondo il Super Bonus 110%.

E', pertanto, necessario, con riferimento al Nostro Paese, oltre ai casi, legati ai contratti pubblici, per i quali è prevista una graduale generalizzazione degli obblighi di digitalizzazione per la Domanda Pubblica entro il 2025, dal DM 560/2017 e dall'art. 82 del prossimo regolamento generale di attuazione del codice dei contratti pubblici, nonché una serie di operazioni di sviluppo immobiliare e di rigenerazione urbana, analizzare le situazioni di maggiore rilievo per il mercato, nelle quali la componente digitale appare, al momento, del resto, minoritaria.

Si consideri, pertanto, anzitutto, il caso del cosiddetto Super Bonus 110% promosso dal Decreto Rilancio: da esso, ovviamente, nel breve periodo, al 31.12.2021 (in attesa di una proroga al 2023 o al 2025), non è possibile attendersi un ricorso massivo ai metodi e agli strumenti della digitalizzazione, ma il provvedimento implica, in ogni modo, un considerevole coinvolgimento di soggetti eterogenei nella catena del valore sottesa.

E' palese, dunque, che il dispositivo stia coinvolgendo, sia pure con ruoli e responsabilità assai diverse e circoscritte, molte sfere istituzionali, professionali e imprenditoriali, cosicché si possa riflettere sulla opportunità di conseguire una maggiore interazione.

In prospettiva, la dimensione della integrazione tra gli attori, che rispecchia la condizione auspicabile della cultura industriale, dovrebbe riproporsi in altri contesti: ad esempio, i programmi della rigenerazione urbana e quelli della infrastrutturazione territoriale legati a Next Generation EU.

Si tratta, dunque, partendo da una progressiva rivisitazione dei mercati, di creare le condizioni al contorno per cui la digitalizzazione possa interessare la parte maggioritaria del settore, a cui, però, andrebbero illustrati con chiarezza sia le implicazioni che essa possa avere sui processi sia il significato della nozione di dato e le conseguenze che essa possa generare in un ambito in cui domina il documento.

Per questa ragione, sarebbe importante che vi fosse una agenzia nazionale pubblica, o mista (un Digital Innovation Hub?), in  grado di supportare a livello territoriale gli operatori, in collaborazione colle rappresentanze un'opera di disseminazione e di upskilling, a iniziare dalla amministrazione pubblica e, in particolare, delle migliaia di enti locali che sono potenzialmente investiti dalla digitalizzazione, oltre che dalla dematerializzazione.

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Figura 2 - Dal contesto analogico all'ecosistema digitale per il Super Bonus 110%.

Il ruolo delle piattaforme digitali nella gestione delle commesse e dei procedimenti

Certo è che il Super Bonus 110%, alla stessa stregua della rigenerazione urbana, ha strettamente a che fare con gli interventi sul costruito evocati dalla comunicazione della Commissione Europea dedicata alla Renovation Wave, ivi inclusi quelli di sostituzione edilizia, connessi alla rigenerazione urbana. La prima considerazione che occorre svolgere, in termini di digitalizzazione, riguarda il ruolo aggregatore che, volontariamente o inintenzionalmente, sarà assunto da ecosistemi o da piattaforme digitali che ospiteranno e che metteranno a sistema gli attori eterogenei e distinti che accetteranno di essere in essi coinvolti, sia nelle fasi di affidamento dei contratti sia in quelle di esecuzione degli stessi.

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Figura 3 - Gli ecosistemi digitali e piattaforme digitali di gestione della commessa e del procedimento.

Per questa ragione, è chiaro che occorra governare processi in cui le nozioni di collaborazione e di integrazione presentino profonde ripercussioni nella messa in relazione e a sistema di attori disomogenei.

Le piattaforme digitali sono, infatti, dispositivi che si basano sugli effetti di rete, nel senso che tendono ad accrescere progressivamente il novero di soggetti aderenti e che si basano su funzionalità di business intelligence, in grado di valutare computazionalmente i comportamenti e le prestazioni degli attori.

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Figura 4 - L'intelligenza di una piattaforma digitale.

Esse, ovviamente, possono ospitare e supportare la gestione dei contratti così come le transazioni commerciali nella catena della fornitura che intercorrono, ad esempio, tra i costruttori e gli installatori, da una parte, e i produttori e i distributori, dall'altra.

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