Calcestruzzo: materiale da costruzione essenziale per lo sviluppo della nostra società

Nei giorni scorsi si è tenuto un importante webinar internazionale dedicato al tema della sostenibilità a cui hanno preso parte, oltre al Vice Presidente del Parlamento Europeo Fabio Massimo Castaldo, il Presidente Ermco Marco Borroni, il Presidente del Comitato Tecnico CSC Michael Scharpf, il Direttore della Federbeton Olandese Ron Peters, il Presidente dell'ISI l'Istituto per le Infrastrutture Sostenibili Anthony Kane e il Direttore di ICMQ Lorenzo Orsenigo

Attraverso questa intervista al Presidente ERMCO Marco Borroni, abbiamo cercato di comprendere quanto è emerso.


Andrea Dari:

ERMCO ha organizzato un evento dedicato al tema della sostenibilità e di come la filiera sia impegnata. Quale era l’obiettivo dell’evento ?

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Marco Borroni:

La sostenibilità gioca sempre più un ruolo chiave nella percezione comune, nelle scelte dei legislatori e orienta gli investimenti nel mondo delle costruzioni. 

Come esperti del settore conosciamo bene le qualità del calcestruzzo e del suo processo di produzione, ma siamo consapevoli di come tutto ciò sia quasi sconosciuto al di fuori del nostro mondo e, di come spesso la percezione comune sia piuttosto negativa, senza motivazioni oggettive. 

Sentiamo pertanto il bisogno di riportare il calcestruzzo nella sua giusta luce di materiale da costruzione essenziale per lo sviluppo della nostra società.

 

Andrea Dari:

Quando si parla di sostenibilità spesso lo si fa parlando solo degli aspetti ambientali dimenticando che tre sono i pilastri da considerare, puoi dirmi qualcosa di più  e di come il calcestruzzo possa essere visto come una soluzione ?

Marco Borroni:

Secondo la definizione del Rapporto Brundtland della Comunità Europea (1987) la sostenibilità si basa su tre pilastri principali ed equivalenti: ambientale, sociale ed economico

Operare in un contesto sostenibile rende necessario valutare gli interventi di costruzione, e, di conseguenza, misurare le prestazioni di ogni progetto, anche in base ai contributi dei materiali utilizzati. 

Il calcestruzzo è prevalentemente locale, e le opere realizzate con questo materiale offrono notevoli vantaggi alla comunità che le ospita. Inoltre,  ha uno dei migliori rapporti economici prezzo/prestazione, oltre a un impatto ambientale molto più basso di quanto normalmente si creda. Si pensi al solo aspetto dell’ anidride carbonica emessa in fase produzione, anidride carbonica che viene poi parzialmente riassorbita nel corso della vita utile dell'opera. 

Infine il calcestruzzo garantisce la resilienza delle nostre case e infrastrutture, proteggendone gli occupanti. 

 

Andrea Dari:

Ma perchè su un tema così importante non ci si possa basare solo su «parole» ma su qualcosa di concreto, in che modo l’industria può garantire l’affidabilità dei propri dati ?

Marco Borroni:

ERMCO rappresenta a livello europeo tutte le associazioni nazionali del settore, e, in ERMCO, riteniamo che la sostenibilità non debba essere percepita semplicemente come una parola:  per questo promuoviamo schemi di certificazione affidabili, trasparenti e approfonditi. 

Il nostro approccio depaupera i falsi miti e i pregiudizi, perché sottopone la nostra attività ad una analisi rigorosa e approfondita, tesa a garantire all'utente finale il rispetto dei requisiti con fatti misurabili e dimostrabili, estendendo l'analisi a tutta la filiera produttiva.  

 

Andrea Dari:

Come siamo messi in Italia. Qualcuno è più avanti ?

Marco Borroni:

Lo schema di certificazione CSC nasce dalla conversione di uno schema olandese, che aveva già ottenuto riscontri positivi nei Paesi Bassi. Mi preme sottolineare quanto i colleghi olandesi siano stati lungimiranti per aver compreso che i temi di sostenibilità non sono legati a tematiche locali, ma che uno schema avrà successo solo se sarà in grado di parlare la stessa lingua a livello mondiale, proprio perché mondiale è l'esigenza dello sviluppo sostenibile.

In Europa, Germania e Turchia (membro di ERMCO) si stanno muovendo rapidamente, e anche l'Italia ha ottenuto le prime certificazioni.  

 

Andrea Dari:

Durante l’evento si è parlato anche di ENVISION, cosa è emerso e quali opportunità si aprono per la filiera del calcestruzzo ?

Marco Borroni:

Gli schemi di certificazione sostenibile in uso sono principalmente rivolti all’impatto del materiale sull’ambiente. ENVISION invece si pone come obiettivo quello di valutare le infrastrutture, in cui gli aspetti sociali ed economici assumono un ruolo particolarmente importante. E non solo. Il settore delle infrastruttura è un campo in cui il calcestruzzo gioca un ruolo chiave ed è storicamente predominante da sempre. Proprio per questo riteniamo sia importante, come settore, mettersi maggiormente alla prova per contribuire da protagonisti alla crescita della nostra società.

 


Il protocollo ENVISION

Sul tema della sostenibilità delle infrastrutture, si è parlato del protocollo Envision. Per saperne di più abbiamo sentito Lorenzo Orsenigo – Presidente e Direttore generale ICMQ SpA. Ecco quanto emerso.

Il Protocollo Envision™ è il primo sistema di rating per realizzare infrastrutture sostenibili: uno strumento di valutazione indipendente, in grado di supportare concretamente imprese, progettisti, amministrazioni pubbliche e cittadini nella progettazione delle infrastrutture. Nasce negli USA dalla collaborazione tra ISI, Institute for Sustainable Infrastructure, una organizzazione non profit con sede a Washington, nata appositamente per sviluppare sistemi di rating di sostenibilità per le infrastrutture civili, e lo Zofnass Program for Sustainable Infrastructure della Graduate School of Design dell’Harvard University. 

Envision™ è arrivato in Italia su iniziativa di ICMQ – Organismo di Certificazione specializzato nel settore delle costruzioni, che ha costituito la piattaforma envisionitalia.it per promuovere il protocollo.

L'indipendenza e l'imparzialità di ICMQ nella gestione dei processi di certificazione si unisce alla sua esperienza ingegneristica nella verifica dei progetti nell'ambito della legge italiana sugli appalti pubblici. Envision ™ Italia condurrà solo valutazioni indipendenti di terze parti, mentre il supporto a progettisti e appaltatori rimarrà al mercato e agli Envision ™ Sustainability Professional, soggetti qualificati per operare con il Protocollo.

Grazie a questo sistema di rating internazionale è possibile progettare e realizzare strade, ferrovie, porti, aeroporti, elettrodotti, centrali per energia, reti di comunicazione, etc, basandosi sulla misurazione oggettiva dei vantaggi che il progetto stesso ha nei confronti della comunità, delle capacità gestionali e manutentive durante tutta la sua vita utile e sull’opportunità di compartecipazione tra capitali pubblici e capitali privati.

Envision™ guarda in modo olistico allo sviluppo dell’infrastruttura e alla sua sostenibilità a lungo termine, sotto il profilo dell’efficacia dell’investimento, del rispetto dell’ecosistema, del rischio climatico e ambientale, della durabilità, della leadership e del miglioramento della qualità della vita. La Versione 3 del Protocollo Envision include il CSC come esempio di certificazione sostenibile che può soddisfare i requisiti previsti dal credito RA 1.2 "Supportare pratiche di approvvigionamento sostenibile". Il riconoscimento da parte di Envision sottolinea la solidità e la credibilità del sistema di certificazione CSC e allo stesso tempo fornisce valore aggiuntivo per chi sceglie questo percorso di certificazione, a dimostrazione che la sostenibilità delle infrastrutture è strettamente correlata alla sostenibilità dei prodotti in esse impiegati.


 

Andrea Dari:

Avete proposte da avanzare?

Marco Borroni:

Crediamo che sia necessario fare un passo avanti, abbandonare i preconcetti e ragionare su numeri affidabili, basandoci sulla "material neutrality", cioè su regole e metodi di confronto tra materiali e soluzioni che siano uniche, trasparenti ed eque. 

Purtroppo, anche nelle sedi ufficiali, vengono a volte prese posizioni senza nessun supporto oggettivo, che non vanno nella direzione della sostenibilità ma di una momentanea emotività.  

Solo una competizione sana e onesta tra i materiali può portare al loro miglioramento e alla crescita del contributo che possono dare alla sostenibilità delle costruzioni future.