Dall’emergenza sanitaria a un nuovo Rinascimento Italiano: ecco perché è importante agire ora

"In questi giorni, in vista dell’avvio della discussione sulla Legge di Bilancio, si moltiplicano i commenti.

Da un lato soddisfatti per le politiche messe in campo dal Governo fino ad ora, dall'altro preoccupati perché non si vede una luce di prospettiva e di visione, o meglio, come molti affermano, e io sono molto d’accordo, che sia necessario ”aprire una fase per un nuovo Rinascimento del Paese”.

Fabrizio Cola, Segretary of President and Istitutional Relations UMAN-ANIMA Confindustria, sottolinea l'importanza di fare scelte strategiche ora, perché il rischio, nei prossimi anni, è quello di affogare nei debiti contratti in questi mesi a causa della Pandemia. 

Ma su quali pilastri deve poggiare tale rinascita?

 

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Post-Covid: quale nuovo modello culturale e di rinascita?

Il passaggio della pandemia da COVID-19, comporterà delle variazioni inevitabili e di questo bisogna prenderne coscienza.

Occorre, pertanto, una grande azione di riqualificazione e rigenerazione culturale dei luoghi dove si vive e lavora, dove ci si istruisce o si fa cultura, favorendo e incentivando tutte le azioni e le opere che possano garantire, in tempi certi e secondo una programmazione pluriennale, l’instaurarsi di una visione collettiva finalizzata a incrementare continuamente la sicurezza, la salubrità, lo spazio del vivere, il verde, la mobilita: un nuovo modo di vivere e di pensare, insomma. 

Un nuovo modello culturale e di rinascita.

Digitalizzazione, tecnologia, velocità, sicurezza e mobilità sostenibile abbattono le barriere fisiche stimolando l’evoluzione e creando rete nel territorio: quello che potrà distinguere una città metropolitana da un borgo non sarà più un fattore fisico ma una capacità.

Il ruolo delle amministrazioni e delle imprese, in un contesto così policentrico e tecnologico, potrà essere vitale se inquadrato in una visione progressiva che consideri i territori nella loro interezza.

Questi gli obbiettivi.

Voglio riprendere, a questo proposito, una frase del Prof. Claudio Magris, in una recente intervista su l’inserto ”La Lettura”, del Corriere della Sera:

«Uno degli aspetti più negativi della cultura di oggi è la memoria brevissima. La vita è molto più lunga della nostra età anagrafica».

Poche parole che individuano il rischio più grande che rischiamo di correre come Paese, dimenticare presto ciò che è successo e non pensare alle generazioni future. Questo scenario applicato a ciò che stiamo vivendo è un rischio reale.

 

L'elefante burocratico italiano: qualche esempio

Quindi, dicevo, nella prima fase il Governo ha messo in campo azioni strategiche che danno respiro alla nostra economia e al nostro sistema produttivo per i settori come Edilizia, Mobilità ed Energia, ed in parte rilanciando politiche di innovazione tecnologica, R&S, spesso molto rivolte solo all’emergenza COVID, ma comunque positive.

Questo nei primi mesi della pandemia. 

Ora possiamo dire che molte di queste azioni si stanno ingolfando e bloccando, sotto l’azione dell’elefante burocratico italiano

Il Prof. Sabino Cassese, in molti suoi articoli, ha illustrato quanti provvedimenti normativi dovevano essere emanati per attuare quanto previsto dalle varie leggi approvate dal Parlamento in questi mesi e ha cercato per un po’ di tempo di fare la verifica periodica dell’andamento di questi provvedimenti, sperando che i numeri fossero in decrescita. 

Ma poi ha rinunciato perché, ad ogni decreto se ne aggiungevano ”n” quindi fare il conto era quasi impossibile.

A questo voglio aggiungere solo due esempi:

  • Nel mese di luglio furono annunciati l’inizio dei lavori in 100 cantieri di opere pubbliche strategiche per il Paese, utilizzando i fondi esistenti, con la nomina di 100 commissari ad acta. Dopo di che il nulla, silenzio;
  • Sulla messa in sicurezza del territorio, si sono aggiunti morti ancora, non bastando il COVID, vedi ultimi disastri sul dissesto idrogeologico, per ultimo in Sardegna. Le Regioni e gli enti locali, non spendono soldi avuti nel 2015, ben 11 miliardi di €, per opere indispensabili proprio per evitare morti e danni all’ambiente e al territorio, ma lo Stato è costretto, nel contempo, a spendere 3,5 miliardi di € ogni anno per rifondere i danni.

Quindi, il privato, le imprese hanno rimesso in moto l’economia nel settore edilizio con il Superbonus (tutto su Super Eco - Sismabonus) e altro, lo Stato e il sistema delle regioni ed enti locali, non hanno aperto neanche un cantiere strategico, neanche in piena emergenza.

Un po’ pessimista, ma direi realista. 

Conferma avuta, dalla discussione, paradossale, di questi giorni, su come gestire la progettualità e le scelte strategiche da fare per presentarsi in Europa sulla Next generation EU, questo è il temine giusto non il tanto abusato e negativo Recovery Found, da parte del Governo Italiano.

 

Un nuovo Rinascimento Italiano è possibile: ecco perché

Quindi il problema è alla radice, se non lo risolviamo e facciamo scelte strategiche, nei prossimi anni affogheremo nei debiti contratti in questi mesi. Subito riforma della P.A., della Giustizia e della Istruzione, non c’è bisogno di Commissioni nuove, basta prendere i progetti esistenti elaborati da persone colte e preparate, ed applicarli.

È necessario quindi cogliere tutti gli aspetti positivi che abbiamo di fronte e sono molti, provo ad elencarli:

  • La Commissione Europea in pochi mesi, grazie anche all’asse Italo-Francese-Spagnolo e al contributo fondamentale della Germania, ha cambiato completamente politica approvando, oltre ai molti provvedimenti a sostegno dell’emergenza e  sospendendo il patto di stabilità, lo stanziamento di fondi per la "Next Generation EU" e sta affrontando la riforma del MES;
  • Il Parlamento Europeo ha approvato le linee per modificare radicalmente la politica e il bilancio europeo, decisamente verso un Green Deal, che ci metterà come continente leader in questa politica di sviluppo rispetto ad altri major mondiali;
  • Il sistema produttivo italiano ha compreso la gravità della situazione, a partire da Confindustria, che ha lanciato il #PattoxlItalia , che ha l’ambizioso progetto di dare una visione al sistema imprese, a chi ci lavora e per chi vive nelle nostre città e borghi;
  • Importanti organizzazioni come la GBC (Green Building Council), Filiera immobiliare REMIND, ecc. , stanno dando grande collaborazione in sede Parlamentare e Istituzionale per stimolare e indirizzare i provvedimenti nella giusta direzione;
  • Il Governo italiano ha Presidenza del G20 per tutto il 2021.

Abbiamo tutti i pilastri per fare scelte coraggiose e creare le basi del “Nuovo Rinascimento Italiano”.

Ci sono già le proposte per attuarlo ci vuole coraggio tanto lavoro e menti fresche, preparate e con poteri certi. 

Questa è la sfida!

Un Paese resiliente, come modello, l’Italia lo può essere!