Verso un Manifesto Programmatico condiviso per un rinnovato impegno civile della figura dell’Architetto

Sta per concludersi la seconda edizione di RIUSO del MODERNO, l’iniziativa promossa dall’Ordine degli Architetti PPC di Rimini che pone centro del dibattito l’attuale problematica del Riuso alla luce di un rinnovato confronto sul ruolo futuro degli Architetti nella società.

Sabato 12 dicembre si svolgerà in modalità webinar la Tavola Rotonda finale di RIUSO del MODERNO | DUE.  Siederanno al tavolo di confronto finale i presidenti dei vari Ordini territoriali coinvolti nell'iniziativa. L'obiettivo è quello di condividere e definire un documento programmatico condiviso per un rinnovato impegno civile della figura dell'architetto all'interno dei processi di trasformazione, valorizzazione, recupero e riuso del patrimonio edilizio esistente e dei luoghi.

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"La terra silenziosa". Fotografia prima classificata nel contest "Prospettiva Riuso". Scatto di Nicola Bertellotti.

La seconda edizione di RIUSO del MODERNO

Rispetto alla prima edizione del 2019 di Rimini, la seconda edizione di RIUSO del MODERNO si è evoluta trasformandosi in un’azione paritetica e condivisa sul territorio nazionale, e internazionale, che ha coinvolto in un ciclo di incontri itinerante 11 Ordini territoriali lungo l’asse Bergamo - Campobasso. Hanno aderito all’iniziativa gli Ordini degli Architetti PPC delle Province di: Ancona, Ascoli Piceno, Bergamo, Campobasso, Chieti, Fermo, Macerata, Pesaro Urbino, Teramo, Ordine degli Ingegneri e Architetti della Repubblica di San Marino e Rimini.

Un dialogo corale ‘a distanza’ che ha visto nella relazione TERRITORIO, PROGETTO, QUALITA’ e FUTURO i fattori fondamentali su cui misurare i molteplici sguardi e le modalità operative ‘diffuse’ per un rinnovato impegno civile degli Architetti.

Il TERRITORIO inteso come sistema complesso di relazioni e rapporti tra uomo e natura, tra ambiente costruito e paesaggio, che si basano sul senso di appartenenza al luogo, nella misura dello spazio e del tempo.

Una delle sfide più importanti è quella di passare da una cultura di appartenenza al luogo incentrata sul singolo a una visione più ampia, collettiva e partecipata. Il ruolo dell'architetto deve essere riconoscibile. L'architetto deve essere capace di ascoltare, accogliere, annettere quelle che sono le tensioni tra la città e i suoi abitanti proponendo un'architettura che sappia rispondere alle esigenze della comunità, diceva Giancarlo De Carlo.

Per sua formazione, l’architetto è capace di governare i processi partecipativi. L’architetto è attivatore, coordinatore e attuatore dei processi attraverso il PROGETTO. Il progetto inteso come strumento di dialogo privilegiato attraverso il quale l’architetto ha la capacità di far crescere e dar forma condivisa a quelle istanze che provengono dal basso e finalizzate all'edificazione del bene comune delle nostre future comunità.

Intervenire sul patrimonio esistente significa riqualificare un patrimonio più vasto e diffuso di quello storico-artistico che implica necessariamente un coinvolgimento partecipato della collettività, che non interessa solo la singola architettura oggetto di recupero, ma riguarda anche il tessuto urbano e il paesaggio, che insieme costituiscono un bene comune. Beni comuni, spazi fisici, architetture, ma soprattutto complessi sistemi relazionali da guardare e ripensare, con sguardo anche critico, attraverso una dimensione progettuale di natura territoriale, a garanzia del FUTURO e della QUALITA’ dello sviluppo sostenibile delle nostre comunità.

Riconoscere nei processi virtuosi di rigenerazione territoriale e urbana gli argini più efficaci contro ogni travalicante consumo di suolo e di spazi è uno dei compiti più urgenti a cui gli stessi Ordini degli Architetti PPC sono chiamati a misurarsi al fine di avanzare, anche a livello istituzionale, proposte di senso, configurandosi, al tempo stesso, quali “presidi propositivi” dei rispettivi contesti territoriali. Proprio per questo, è apparso importante e urgente condividere, tra gli Ordini, tematiche cruciali legate ad una dimensione progettuale di natura territoriale.

La polivalenza della figura dell’architetto e delle sue competenze e le sue responsabilità devono essere al centro dei processi di trasformazione urbana e del territorio.

L’obiettivo e quello di definire l’immagine sociale e politica dell’architetto all’interno dell’attuale contesto socioeconomico nei processi di rilancio dello sviluppo del Paese.

Per questo motivo, si segnala l'invito a partecipare alla Tavola Rotonda finale di RIUSO del MODERNO | DUE in programma sabato 12 Dicembre 2020, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, in modalità webinar

Verso un Documento Programmatico Condiviso

Nel corso della Tavola Rotonda finale le diverse esperienze condotte nei singoli contesti territoriali, saranno oggetto di un confronto pubblico e diventeranno punto di partenza per la costruzione di un documento programmatico condiviso per condividere criticità, modelli virtuosi e nuove prospettive operative. I partecipanti alla tavola rotonda condivideranno gli esiti del percorso, per collaborare in una discussione aperta volta a individuare opportunità per lo sviluppo istanze e modalità operative per un rinnovato impegno civile della figura dell’architetto all’interno delle nostre comunità, riconoscendo nel progetto un’inderogabile strumento di garanzia per avviare e sostenere processi di trasformazione, sia urbani sia sociali, partecipati.

All’evento conclusivo prenderanno parte tutti i Presidenti degli Ordini territoriali che hanno aderito all’iniziativa. Tra gli invitati a partecipare anche Barbara Lori, Assessore alla montagna, aree interne, programmazione territoriale, pari opportunità della Regione Emilia-Romagna e Dino Latini – Presidente Consiglio Regionale Marche

A moderare la Tavola Rotonda finale l’ing. Andrea Dari, Editore di INGENIO - Media Partner dell’iniziativa RIUSO del MODERNO | DUE.

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