Il mondo della normazione raccontato da Stefano Calzolari, l'ingegnere italiano alla guida del CEN in Europa

Da trent'anni non accadeva: per noi italiani era diventato quasi un tabù. A sfatarlo, adesso, è l'ingegner Stefano Calzolari che guiderà il Comitato europeo di normazione (CEN) nel triennio 2022-2024.

Già gennaio 2021, come da prassi, affiancherà l'attuale presidente Vincent Laflèche.

Il CEN è un ente di normazione strategico perché armonizza o produce norme tecniche europee in collaborazione con enti di normazione nazionali e sovranazionali. Inoltre è responsabile della standardizzazione in tutti i settori eccetto quello "elettrico-elettronico" (demandato al CENELEC) e quello delle telecomunicazioni che spetta all'ETSI.

Fra i compiti del CEN c'è anche quello di collaborare con l'ISO (International Organization for Standardization) per facilitare gli scambi di beni e servizi tra Paesi membri, armonizzando le respettive norme nazionali e cooperando con le organizzazioni europee politiche, economiche e scientifiche interessate alla standardizzazione. 

 

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Come avviene la nomina del Presidente del CEN

La nomina del presidente del CEN avviene su base meritocratica attraverso un giudizio sulle competenze e capacità dei candidati da parte dei rappresentanti degli Enti di normazione dei Paesi europei che aderiscono al CEN.

Una volta designato il candidato, questo diventa President Elect e non entra subito in carica ufficialmente.

«Per tutto il 2021 ricoprirò la carica di President Elect, sarà l'anno dello studio e dell'ascolto - ha commentato l'Ing. Calzolari - trovo che sia una metodologia molto corretta, primo perché in questo modo si elegge il futuro Presidente per competenza e, nel mondo attuale, è un messaggio di grande valore; secondo perché permette al subentrante di trascorrere un periodo di studio e di comprensione, così da poter poi operare con piena consapevolezza. Per me è stata una nomina inaspettata e di questo ringrazio Ruggero Lensi, direttore generale di UNI e il presidente di UNI, Piero Torretta, oltre che il Consiglio Nazionale degli Ingegneri di cui faccio parte»

Un incarico che lo vedrà presiedere, ad anni alterni, anche i momenti istituzionali che coinvolgono il CENELEC, come assemblee, board e altre riunioni di tipo operativo.

I 3 ruoli del Presidente del CEN

Il Presidente del Comitato Europeo di Normazione ricopre innanzitutto un ruolo di garanzia, infatti insieme al Consiglio è colui che assicura che tutti i membri godano degli stessi diritti e prerogative secondo lo Statuto. Inoltre svolge un ruolo rappresentativo e un’attività d'indirizzo insieme al Consiglio. Infatti, dal momento che il CEN è una realtà molto complessa e articolata, è necessario agire con programmi di lunga scadenza. 

«In questo momento, a esempio, è stata approvata la Strategy 2030 e durante il mio mandato probabilmente assisteremo a una evoluzione di questa politica a lungo termine» ha precisato l'Ing.Calzolari. 

Cos’è il CEN

Il Comitato europeo di normazione (CEN) è un'organizzazione di natura privata, internazionale e no profit, che attualmente rappresenta i 34 National Standardization Bodies dei Paesi appartenenti all’Europa “geografica”, tra i quali ci sono naturalmente tutti i 27 Paesi dell'attuale UE. A esempio, sono incluse nazioni come la Turchia, la Serbia e la Svizzera, quindi è più ampia dell’Unione e ne fa ancora parte la Gran Bretagna, però prossima alla Brexit.

L'Ente è stato fondato nel 1961 e, da allora, ha prodotto moltissime norme e altri documenti tecnici che riguardano il mercato del lavoro e la vita dei cittadini.

Per l’importanza attribuita alla normazione e al ruolo del CEN in Europa e nel mondo, l’UE partecipa al suo bilancio annuale (circa 17 milioni di euro) con un contributo del 20%.

Il CEN opera in stretta collaborazione con il CENELEC, che rappresenta il mondo “elettrico ed elettronico”, condividendo la direzione e la sede operativa di Bruxelles. 

Mission e attività del CEN

Attualmente il CEN conta su un grande numero di commissioni e organismi tecnici: quasi 400 Technical committee e una cinquantina di sub committee ai quali fanno riferimento più di 1500 Working Group che si occupano di normare e sviluppare determinati settori.

Il CEN elebora annualmente oltre 1000 norme e altri documenti tecnici di natura volontaria, la cosiddetta "soft law" e opera in accordo con le politiche dell'Unione Europea e dell’EFTA (Associazione Europea del Libero Scambio).

«L'obiettivo del CEN/CENELEC - ha spiegato l'Ing. Calzolari - è quello di costituire una piattaforma comune per lo sviluppo di Standard europei e documenti tecnici condivisi, riguardanti prodotti, materiali, servizi e processi. Tra i settori di interesse vi sono: air and space, chemicals, construction, consumer products, defence and security, energy, the environment, food and feed, health and safety, healthcare, ICT, machinery, materials, pressure equipments, services, smart living, transport and packaging». 

Allo stato attuale esistono oltre 23.000 documenti di normazione e moltissimi altri di tipo tecnico disponibili nel sito ufficiale di CEN/CENELEC.

Cos'è la "Soft Law" e come impatta sulla nostra vita?

La Soft Law non è obbligatoria come una legge, ma un punto di riferimento per molte situazioni della vita delle persone e può diventare anche elemento contrattuale nel rapporto tra i cittadini e le aziende di riferimento.

«Ovviamente non parliamo di un qualcosa di meno importante perché non è obbligatorio - ha precisato Calzolari nell'intervista - anzi, chi, come l’Europa, possiede un sistema di Soft Law in una forma così estesa, ha delle possibilità di qualità della vita superiori rispetto a Paesi che ne sono sprovvisti».

In presenza di una norma "EN" oppure di una "ISO EN" (sono le norme che vengono fatte a livello mondiale dalla International Organization for Standardization e poi recepite dal CEN in Europa), i singoli Stati possono decidere di legiferare in funzione di tale norma, sia prendendone alcune parti per renderle obbligatorie sia citandole nelle leggi come riferimento e "stato dell'arte" applicabile. L'impegno di fondo è quello di far sì che tutte le norme tecniche europee si diffondano in modo paritetico nei diversi Stati, affinché ci sia il minor numero possibile di deviazioni nazionali e si crei un mondo più percorribile e più leggibile.

Nell'intervista Stefano Calzolari spiega il valore della Soft Law e come gli Standard vengono accolti dai singoli Paesi, compito che in Italia, a esempio, spetta all'UNI.

Le norme del CEN e le ricadute sui professionisti 

Le norme emanate dal CEN nascono grazie all’apporto di grandi esperti e attraverso un processo che è sempre aperto, trasparente, terzo e consensuale. 

L'impatto riguarda anche l'ambito strettamente professionale, come la definizione di qualifiche e competenze.

«In Italia siamo abituati a valutare i professionisti come l’esito di una filiera che segue precisi passaggi: prima la laurea, poi l’Esame di Stato e infine l'iscrizione a un Ordine professionale» ha ricordato Calzolari

È un percorso formativo consolidato, ma c’è un’altra filiera che sta acquistando sempre più importanza nell’ultimo periodo che è quella del cosidetto "Continuous Professional Development", cioè l’acquisizione costante di esperienze che periodicamente vengono certificate da enti riconosciuti e accreditati. 

«Il linguaggio è unico e i riferimenti sono condivisi, così come lo sono le logiche dell’European Qualification Framework per stabilire i livelli professionali - ha aggiunto l'Ing. Calzolari - ci sono una serie di presupposti che garantiscono il dialogo tra i Paesi e quindi il superamento dei confini. Invece il sistema italiano non è riconosciuto all'estero ed è poco adatto a un mutuo riconoscimento come invece si vuole arrivare ad avere. È quindi necessario che i due mondi vengano resi armonici, non c’è contraddizione tra l’uno e l’altro. Non sono mondi necessariamente in competizione: uno può gradualmente aprirsi all’altro e acquisire le stesse modalità e lo stesso linguaggio».

Quali sono le norme UNI per i professioni? Qualche esempio

UNI ha già prodotto circa 80 norme o prassi di riferimento (PDR) che riguardano le professioni e moltissime di queste riguardano anche la vita degli ingegneri. A esempio, tutti i provvedimenti che finiscono con la parola manager: "il Risk manger", "l’Innovation manager" e perfino il "Travel manager" o il "Fleet manager", ossia colui che si occupa delle flotte aziendali. Oppure le norme del settore dell’informazione, oggi più che mai fondamentali e i "Data Protection Officer" sempre più importanti e tanti altri.

 

L'Infrastruttura della qualità: una filiera che riguarda tutti

La normazione non riguarda solo gli ingegneri ma tanti ambiti della quotidianità: dalla salute ai trasporti, dall'alimentazione all'ambiente, dai prodotti industriali ai servizi di utilità al cittadino, interessando l’industria, la professione e l'Università in tutti i loro aspetti. Le norme fissano gli standard di riferimento e i requisiti di qualità a garanzia della vita delle persone. 

L’Infrastruttura della qualità racchiude i protagonisti della normazione, della certificazione, dell’accreditamento e tutti gli enti vigilanti, quindi i ministeri, che operano in questi ambiti. 

Infrastruttura della qualità in Italia: chi la rappresenta?

Politiche nazionali indipendenti o uniformità normativa?

Tra gli obiettivi strategici 2030, recentemente approvati dalla Assemblea Generale di CEN/CENELEC, c’è quello di aumentare sempre di più la diffusione degli Standard europei, abbattendo gli ostacoli al loro accoglimento integrale (per favorire il più possibile la “libera circolazione” all’interno dell'UE) ed esportandoli come riferimento di valore assoluto nel resto del mondo, soprattutto a livello ISO.

Bisogna infatti sottolineare che l’Europa è ancora il continente più evoluto sul versante della sicurezza dei cittadini: dal lavoro alla salute passando per l'ambiente o l'alimentazione. Gli Standard prodotti, in armonia con le leggi, sono la declinazione pratica e applicabile di questo sistema di sicurezza posto a garanzia e a servizio della qualità della vita delle persone.

L’Europa è tuttora un mix irripetibile di cultura tecnica e umanistica, che sa ancora esprimere in ambito normativo l’integrazione – unica al mondo – del tessuto industriale, professionale, accademico e sociale, con risultati finali che non possono non ambire ad essere un riferimento per tutti i Paesi del mondo.

Si deve infine ricordare che gli Standard di CEN/CENELEC sono il frutto di un lavoro volontario, spinto “dal basso”, cioè dalla libera partecipazione dei cittadini e delle loro realtà economiche, culturali e sociali, alla vita dello stato-comunità, e che – in quanto “soft law” complementare e armonica rispetto alle leggi comunitarie – costituiscono il presupposto irrinunciabile per mettere in pratica la visione europea rappresentata dal manifesto Next Generation EU “Un modo migliore di vivere nel mondo di domani”…

Rispetto al passato, quando le norme erano incentrate sul “prodotto” o sul “processo”, oggi lo sono sulla “persona” per le quali – come ci ricorda sempre il Presidente di UNI Piero Torretta – “la dicotomia Stato-Mercato viene gradualmente sostituita dal modello tricotomico Stato-Mercato-Società Civile”. Per l’Europa e per il CEN è una bella prospettiva e sfida!   

>>> Cosa sono le Norme Tecniche? Il VIDEO di UNI

La Brexit e l'impatto sul mondo della normazione

«Il tema Brexit è un grosso problema - evidenzia l'Ing. Calzolari nell'intervista - e stiamo cercando di far sì che i colleghi della Gran Bretagna continuino a lavorare nel CEN e gli sia permesso di continuare a guidare i Technical Committees e le attività di sviluppo delle norme». 

CEN e normazione: cosa succederà dopo la Brexit?

Perché le norme CEN non sono in Italiano? 

Le norme emanate dal CEN sono scritte in inglese, francese e tedesco, ma non in lingua italiana.

«Le ragioni sono da ricercare nel momento in cui è stata costituita la Comunità europea, quindi subito dopo il trattato di Roma - ha spiegato Calzolari - credo che il motivo sia stato esclusivamente politico e dettato dall’importanza dei Paesi fondatori. Ovviamente ci sono i diversi Enti di normazione nazionali che traducono i testi e, a esempio, in Italia lo fa l’UNI, mentre in Spagna la AENOR».

Un prezioso patrimonio di norme UNI e UNI-EN che, grazie alla convenzione CNI-UNI, possono essere visionate da tutti gli Ingegneri Iscritti agli Ordini Professionali.