Passato e futuro s'incontrano nel presente: il laterizio, un materiale evergreen versatile e sostenibile

L’impiego del laterizio affonda le radici nella notte dei tempi e ogni civiltà ha lasciato un segno nella storia delle costruzioni: dalla solidità strutturale dell’architettura Romana alla leggerezza delle trame di quello forato dell’architettura Mediterranea.

Ma quali sono i nuovi trend che riguardano questi sistemi edilizi in laterizio tipici del costruire italiano?

Garantiscono un'architettura contemporanea di qualità, duratura, confortevole, energeticamente sostenibile e strutturalmente sicura?

L'intervista all'Architetto Tomaso Monestiroli, progettista e fondatore dello studio Monestiroli Architetti.

 

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Studio Monestiroli

Il laterizio: un materiale della tradizione, versatile e flessibile

Arch. Monestiroli, oggi qual è la tendenza per quanto riguarda la progettazione dei nuovi edifici in muratura?

«Il laterizio è un materiale molto antico ed estremamente efficace, non penso che ci sia una tendenza in particolare, anzi, può essere usato in maniera molto varia e ha una grande flessibilità. I laterizi sono di tantissimi tipi, ma se consideriamo il classico mattone faccia a vista, è un elemento pieno che ha determinate dimensioni e che può essere usato in modo differente: come mattone, come mezzo mattone, come tre quarti. Dal punto di vista della flessibilità d’uso può essere utilizzato come rivestimento, come struttura portante ma anche come pavimentazione per le piazze. Basti guardare alle antiche piazze medievali o rinascimentali d’Italia, come Certaldo in Toscana, dove tutte le strade sono costruite in laterizio oppure Piazza del Campo a Siena. Parliamo di un materiale molto versatile che attribuisce una qualità urbana estremamente elevata alle città. Infine ha una manutenzione facile». 

Qual è il valore aggiunto nel realizzare porzioni di aree urbane con il laterizio?

«Sicuramente consente di rispettare il "carattere" dei luoghi laddove è un materiale della tradizione, inoltre è facilmente adattabile a diversi contesti, a esempio, lo si può usare per realizzare pavimentazioni, sedute e supporti per i parapetti, in più, se viene posato nella maniera corretta, è estremamente durevole e resistente».

Per la realizzazione degli edifici e della nuova Piazza della Stazione di Pioltello, avete rispettato la peculiarità dei luoghi?

«Sì, nel dettaglio a Pioltello abbiamo progettato tre edifici: la stazione, un’immobile commerciale e uno residenziale. La relazione tra le tre opere ha portato anche alla costruzione di due piazze, una con al centro un grande prato verde e quella adiacente la Stazione. Per la pavimentazione dell'area e per le finiture degli edifici abbiamo scelto il mattone faccia a vista che è stato usato anche come rivestimento pieno per gli immobili mantenendo lo spessore da 12 centimetri che ha contribuito ad aumentarne l'efficienza energetica. Le pavimentazioni delle piazze sono state realizzate a spina di pesce, come si usava una volta nelle corti delle cascine. Infatti, nella Pianura Padana, molti edifici sia rappresentativi sia rurali, sono in laterizio così come le strade di accesso, le corti e tutti gli elementi della comunità. Nello specifico non ci siamo trovati a intervenire in un centro storico, però, rispetto al contesto, ci è sembrato opportuno richiamare la tradizione costruttiva». 

Una tradizione costruttiva che si riscontra in altre zone d’Italia?

«Il laterizio viene usato dappertutto ed essendo un materiale naturale, che deriva dalla terra, ogni area geografica presenta delle peculiarità. Essendo di facile reperibilità e lavorabilità, ha differenti colorazioni e diverse misure, a esempio, il mattone romano ha una colorazione più tendente al giallo paglierino ed è sottile e allungato, come vuole la tradizione costruttiva».

 

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Studio Monestiroli

Quali nuovi trend per il laterizio?

Da via Montenapoleone a Milano a Paséo de Gracia a Barcellona, ultimamente si sono visti anche slanci creativi nell’uso del laterizio per l’interior design del retail. Pensa che potrebbe diventare non solo un trend ma anche un nuovo mercato?

«Sicuramente sì, la sua facilità di utilizzo e di manutenzione ma anche la sua economicità, possono contribuire a rinforzare una moda che punti all'uso del mattone per gli interni, soprattutto di tipo commerciale. Tuttavia, io lo ritengo un materiale da costruzione puro che molto spesso nell’antichità veniva poi rivestito. Pensiamo alla facciata della basilica di San Lorenzo a Firenze, oggi è tutta in laterizio, ma in realtà doveva fungere da supporto per la vera facciata monumentale in marmo. Oppure la basilica di San Petronio a Bologna, abbiamo tanti esempi di luoghi sacri non finiti. Il mattone, in realtà, nelle sue architetture più pubbliche e monumentali, non è mai stato storicamente un materiale prezioso. Per cui la volontà di trasformarlo in elemento rappresentativo della qualità dello spazio interno di edifici commerciali, come si farebbe con il marmo o il legno, a me pare poco adatto».

 

La sostenibilità ambientale del mattone

Oggi la sostenibilità è al centro delle tecniche costruttive. Il laterizio, materiale naturale per eccellenza, quali vantaggi offre e come può maggiormente contribuire in questo ambito?

«Può contribuire in molti modi, a esempio, il mattone faccia a vista non trattato e senza additivi, può essere smaltito facilmente. Inoltre, i moderni sistemi produttivi possono essere altamente sostenibili, in più è facilmente trasportabile e può essere prodotto laddove viene estratta l’argilla. Nel nostro territorio poi, ci sono tante fornaci che possono rifornire i cantieri, non dico a chilometro zero, ma quasi, riducendo così l'inquinamento dovuto agli spostamenti. Oltretutto, l'attuale normativa che regola gli Appalti Pubblici, assegna un punteggio più elevato nei casi in cui la distanza tra il sito produttivo e il cantiere è limitata. Senza dimenticare che alcuni tipi di laterizio sono estremamente efficaci per l’isolamento termico degli edifici e quindi consentono di risparmiare le quantità di isolante poliuretanico necessario tra la finitura di facciata e la muratura interna. In conclusione è un materiale estremamente sostenibile». 

Quali sono le caratteristiche che progettisti e mercato richiedono al laterizio?

«Sicuramente la qualità del prodotto, ovviamente il laterizio, come qualsiasi altro materiale da costruzione, lo si può trovare di bassa o alta qualità a seconda della cura impiegata per la produzione. Personalmente richiedo naturalezza, nel senso che quando il laterizio viene usato come materiale di facciata, quindi per il rivestimento finale di un'architettura, cerco la sua matericità più naturale possibile. Ciò significa l’assenza di additivi di colorazione in pasta, metodi di cottura e stampi tradizionali e che non vi siano particolari orpelli o decori che vengono aggiunti ai mattoni per farli sembrare più nobili. Ovviamente, in Paesi come la Germania o l’Olanda, dove la tradizione del laterizio è molto più radicata che in Italia, il mattone viene anche dipinto con smalti particolari, ottenendo risultati straordinari, in molti Paesi scandinavi invece, il laterizio viene colorato di bianco o di nero. In questo caso, mi ricollego a quanto dicevo prima: ogni luogo ha un suo carattere e deve essere totalmente rispettato».

 

Tradizione e innovazione: gli impieghi del laterizio

Esiste un filo sottile tra tradizione e innovazione nell’impiego del laterizio, cambierà nel tempo?

«Penso di no, nel senso che il materiale di per sé è cambiato poco, invece la possibilità d’uso è cresciuta moltissimo. Oggi con il laterizio siamo in grado di fare pareti ventilate o brise-soleil, ossia i frangisole. La terracotta è estremamente versatile, per cui a seconda degli stampi che si usano si ottengono anche misure molto sottili. Credo che l’innovazione sia questa, ossia riuscire a capire come impiegare il laterizio senza necessariamente doverlo usare per costruire l’intero edificio. Una volta il mattone veniva usato per i muri portanti, oggi non più, se non in casi eccezionali, perché è antieconomico ed è più complicato. Tuttavia si vuole continuare a raccontare, grazie all’espressività dell’architettura, la possibilità di costruire in laterizio, per cui lo si usa come rivestimento ma alla maniera della costruzione».

Oltre a essere sostenibile, il laterizio è anche un materiale versatile ed economico?

«È decisamente versatile e lo ritengo anche economico, però bisogna avere una visione lungimirante. Nel senso che se consideriamo solo il costo al metro quadro e quello per la posa in opera, è sicuramente meno vantaggioso rispetto ad altri tipi di rivestimento, però ha costi di manutenzione veramente bassi. Per cui tenendo conto dell'intero ciclo di vita di un edificio, è sicuramente un materiale molto più economico di altri».

Un esempio?

«Prendiamo un condominio con una facciata in mattoni e una realizzata con l’intonaco. L’intonaco, dopo cinque o sei anni comincerà a sporcarsi, soprattutto nelle grandi città e dopo una quindicina d'anni inizierà anche a sgretolarsi, se poco resistente. Difficilmente accadrà per la facciata con mattone faccia a vista, a meno che non sia un materiale di scarsa qualità e magari lavorato a listelli molto sottili che potrebbero staccarsi. Per cui la manutenzione nel tempo sarà limitata. A Milano, abbiamo un bellissimo esempio che lo dimostra: Palazzo Fidia, è un edificio degli anni ‘30 tutto interamente costruito in mattoni con una facciata articolata che non è mai stata pulita, ha semplicemente preso il colore del tempo ma è in ottimo stato di conservazione». 

Nella progettazione di un edificio, quale materiale si abbina meglio con il laterizio?

«Il ferro sicuramente, ma anche l’acciaio, da quello Corten, quindi finto ruggine, a quello inox o verniciato. Si vedono anche molti edifici costruiti su basamenti in pietra e il resto in laterizio. Forse il materiale che si abbina meno è l’intonaco».

Molti pensano che l’edificio in muratura limiti la creatività e la bellezza estetica dell’opera, lei è d'accordo con queste affermazioni?

«Assolutamente no e Palazzo Fidia a Milano ne è un chiaro esempio».

Le coperture in laterizio contribuiscono a migliorare le performance estetiche ed energetiche dell’edificio?

«Molti spesso dimenticano che il tetto è la quinta facciata dell’edificio e oggi, dal punto di vista della qualità urbana, è un elemento sempre più importante, tanto che per molte Commissioni del Paesaggio è diventato rilevante stabilire a priori come deve essere fatta la copertura di un immobile. Inoltre, le tegole, i coppi e le coperture in laterizio contribuiscono notevolmente alla coibentazione dell’edificio stesso, esattamente come accade per le pareti perimetrali. Per cui, se abbinate a un'adeguata coibentazione sottotegola, sono estremamente efficienti». 

 

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