Evoluzione tecnica normativa del calcestruzzo: è impensabile poterlo fare con una rete di piccoli impianti

Quali sono le innovazioni che nel settore del calcestruzzo hanno avuto più successo negli ultimi 20 anni ? e gli additivi superfluiudificanti sono migliorati ? e basta ridurre il rapporto acqua cemento per rendere un calcestruzzo impermeabile ? Ecco le risposte di un tecnico socio Conpaviper, che conosce la materia sia da progettista che da tecnico, Emanuele Rava.

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L'innovazione che ha cambiato il calcestruzzo

Andrea Dari: Qual’è l’innovazione che negli ultimi vent’anni ha avuto, a tuo parere, l’impatto più importante sull’evoluzione del costruire in calcestruzzo armato? E perchè?

Emanuele Rava: 

 

Il tema legato all’innovazione è piuttosto complesso e ampio e nel mondo delle costruzioni non è sempre così ben visto; ogni volta che ci si presenta con qualcosa di nuovo e innovativo non sempre questo viene accolto con l’entusiasmo che meriterebbe.

Il processo di innovazione nel mondo delle costruzioni e in particolare del calcestruzzo è un percorso lungo e molto spesso ad ostacoli.

Proprio per questo motivo credo che non si possa parlare di un’innovazione in particolare ma di una serie di situazioni che hanno portato ad un’evoluzione del settore.

Alcune che ritengo possano avere influenzato in “nostro” mondo sono senza dubbio:

  • La normativa con la pubblicazione in particola della UNI EN 206 del 2006 che è stata la prima norma a chiamare in causa i progettisti sulla scelta delle caratteristiche minime dei calcestruzzi;
  • L’utilizzo delle fibre nella matrice cementizia ha portato uno stravolgimento nel mondo delle pavimentazioni industriali e negli ultimi anni anche nel modo dei produttori di manufatti;
  • L’utilizzo di nuovi additivi in grado non solo in grado di ridurre l’acqua e aumentare le resistenze ma in grado di controllare il ritiro e quindi garantire calcestruzzi più durabili nel tempo; oppure in grado di poter garantire il getto in condizioni critiche ( temperature estreme ecc… )
  • Le grandi opere in quanto hanno portato allo studio di miscele e additivi necessari per situazioni particolari che poi sono diventati di uso comune.

E queste sono solamente alcune delle innovazioni apparse nel mondo del Calcestruzzo che hanno portato ad un’evoluzione di questo settore.

Quello che ancora manca, e dovrà essere il futuro, è un maggiore controllo e una maggiore attenzione nell’uso del calcestruzzo non solo nei cantieri “importanti” ma in tutti.

 


Andrea Dari. Sempre per la stessa famiglia di materiali, qual’è l’innovazione che negli ultimi vent’anni avrebbe dovuto avere, a tuo parere, l’impatto più importante sull’evoluzione delle costruzioni in calcestruzzo armato e invece di fatto è stata ignorata ? e perchè ?

Emanuele Rava: 

 

Credo di avere risposto in parte in chiusura della domanda precedente. Non si tratta di una vera e propria innovazione “mancata” ma di un modo di gestire il calcestruzzo e di utilizzarlo al meglio; mi riferisco al controllo.

In questi anni è mancato il controllo da parte dei professionisti in fase di esecuzione delle opere e il controllo in fase di stagionatura ( tempi troppo brevi, mancata protezione dei getti ). Troppo spesso ancora oggi assistiamo ad imprese che ordinano il calcestruzzo senza neanche sapere di cosa stanno parlando e di Direttori dei Lavori che si fanno “andare bene” tutto.

 


Andrea Dari. Quale può essere il futuro del calcestruzzo: impianti mediamente piccoli e distribuiti che producono con un numero di componenti molto limitato una quantità limitata di ricette e che soddisfano più esigenze di tipologie strutturali (come in Italia) o impianti più grandi, con più componenti a disposizione e in grado di produrre calcestruzzi secondo le specifiche esigenze costruttive?

Emanuele Rava: 

 

Se si vuole andare verso quello che le norme ci chiedono il controllo e la qualità dei materiali dovrà essere sempre garantita; è impensabile poterlo fare con una rete di piccoli impianti che dovrebbero sostenere spese ingenti per adeguarsi alle richieste normative. Credo che il futuro potrà vedere l’aggregazione dei piccoli in nuovi soggetti più grandi che possano soddisfare i requisiti richiesti dalle normative e le esigenze delle imprese e dei progettisti.

 

Additivi superfluidificanti

4.  Quale di queste definizioni ti piace di più. L’additivo superfluidificante serve per:

A > Ridurre il dosaggio di cemento a parità di prestazioni

B > Ridurre la quantità d’acqua a parità di dosaggio di cemento per aumentare la resistenza meccanica

C > Migliorare la qualità del calcestruzzo

Emanuele Rava: 

 

Di getto ti risponderei migliorare la qualità del calcestruzzo perché l’utilizzo di superfluidificanti ci permette di raggiungere gli obbiettivi riportati nelle risposte precedenti, ridurre dosaggio cemento e quantità acqua, e quindi migliorare complessivamente il nostro calcestruzzo. Purtroppo il mercato non è ancora completamente allineato a questo obbiettivo ma si dovrà continuare a lavorare per far si che ciò accada.


Andrea Dari: Cosa vorresti che gli additivi superfluidificanti in futuro potessero avere come prestazioni e caratteristiche che ora ancora non hanno? 

Emanuele Rava: 

 

Gli additivi avranno un ruolo sempre più importante nelle miscele di calcestruzzo e questo richiederà di avere sempre più conoscenza e competenza negli operatori del settore.

 


Andrea Dari: A tuo parere gli additivi superfluificanti hanno influenzato il progetto della miscela del calcestruzzo (Mix Design)? Se sì, in che modo?

Emanuele Rava: 

Hanno senza dubbio contribuito alla modifica dei mix design e soprattutto hanno permesso di avere calcestruzzi “particolari” che un tempo sarebbero stato impensabili ( per getti subacquei, getti a basse o alte temperature ) 

 


Andrea Dari: Il crescente uso di fibre e aggiunte nel calcestruzzo porterà all’esigenza di superfluidificanti specifici per questi prodotti ?

Emanuele Rava: 

Le linee guida sui calcestruzzi fibrorinforzati hanno tracciato una linea molto chiara su quelle che devono essere le prestazioni degli stessi; come le fibre fanno la loro parte nella miscela anche gli additivi dovranno fare la loro per raggiungere le tenacità richieste dai progettisti e dalle imprese. Il ruolo degli additivi sarà anche quello di garantire la durabilità del calcestruzzo requisito che è diventato sempre più importante in tutte le strutture; le Norme Tecniche e le norme in generale chiedono al progettista di progettare strutture che oltre che a resistere ai carichi devono durare nel tempo.

 


Calcestruzzi impermeabili

Andrea Dari: Per l’ottenimento di calcestruzzi impermeabili è sufficiente agire sul rapporto acqua/cemento con un superfluidificante ? Se no, quali soluzioni si dovrebbero adottare ?

Emanuele Rava: 

Credo che non si possa pensare di agire solamente sul rapporto acqua/cemento ma che si debbano utilizzare additivi specifici che ci permettano di agire sulla chiusura dei pori del calcestruzzo e mi riferisco ad additivi cristallizzanti piuttosto che ad altre tipologie di additivi. 

Una miscela senza additivi specifici dovrebbe essere “molto” spinta dal punto di vista del dosaggio di cemento e questo di converso porta ad avere ritiri importanti con l’apertura di fessure che possono veicolare l’acqua all’interno della struttura.

L’utilizzo di additivi permette di equilibrare le varie componenti e quindi di avere un calcestruzzo “più stabile” nel tempo.

 


Andrea Dari. Per garantire l’impermeabilità di una struttura in calcestruzzo nel tempo quali soluzioni possono essere adottate ? 

Emanuele Rava: 

 

Oltre agli additivi da inserire nel calcestruzzo si dovrà pensare di intervenire su una corretta gestione dei giunti di costruzione tramite giunti bentonitici o elasto-plastici, sull’utilizzo di bentonite o guaine da applicare nelle porzioni di struttura a contatto con il terreno ecc…

Le strutture impermeabili prevedono una corretta progettazione di tutte le componenti che concorrono a rendere la stessa impermeabile, progettazione nella quale il calcestruzzo ricopre un ruolo molto importante.