Quando il digitale si sposa al design: le potenzialità del BIM nel progetto H-FARM Campus

Sostenibile, innovativo e con uno sguardo dritto al futuro, il nuovo H-FARM Campus inaugurato a inizio settembre 2020 a Roncade, in provincia di Treviso, vincitore del BIM & Digital Awards 2020 grazie al contributo dello studio bresciano DVision Architecture, è un esempio di architettura del domani.

La digitalizzazione dei dati e l’adozione della metodologia BIM hanno favorito una progettazione integrata e il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera, migliorando il controllo del progetto e della realizzazione in tutti i suoi aspetti.

 dvision-architecture_h-farm-campus.jpgH-FARM Campus di Roncade (TV) © DVision Architecture

Il DNA di un progetto innovativo

Questo riconoscimento di DVA, che arriva appena a due anni di distanza dal BIM&Digital Award vinto per le Pescherie di Giulio Romano a Mantova, conferma che la strada della digitalizzazione attraversa indistintamente il patrimonio storico e l’architettura contemporanea. Una strada prioritaria, nel nostro Paese, come conferma il dibattito aperto su Next Generation Eu. 

Sostenibilità, accessibilità e tecnologia innovativa sono i criteri con cui si racconta il nuovo polo per la formazione che si sviluppa su una superficie complessiva di oltre 50 ettari, di cui solo il 10% edificato, lo spazio restante è adibito a parco attrezzato e area boschiva (con oltre 3.500 alberi), aperti al pubblico. H-FARM Campus può essere considerato come uno fra i più grandi poli di innovazione a livello europeo, autosufficiente dal punto di vista energetico e architettonicamente diffuso. DVA è entrata nel progetto nel 2017 su richiesta del general contractor Carron Spa, perché nell’appalto era richiesta la componente digitale per lo sviluppo del cantiere.

 

Le potenzialità del BIM

Il Campus è uno dei centri tecnologicamente più avanzati del Paese, nonché fra i primi a prevedere impianti 5G. A garantire il basso impatto ambientale, il massiccio utilizzo di impianti fotovoltaici che assicurano al nuovo polo l’85% del suo fabbisogno energetico. DVA ha apportato a quest’opera il suo contributo in termini d’innovazione anche nella fase di progettazione. La società bresciana, infatti, ha svolto l’ingegnerizzazione costruttiva dell’intero ambito di trasformazione. Cruciale l’uso di un processo BIM strutturato specificamente per la commessa. Per la buona riuscita dell’operazione, che ha visto molti attori impegnati nella progettazione e nella realizzazione dell’opera, è stato fondamentale ridurre al minimo lo scambio di documenti cartacei.

dvision-architecture_h-farm-campus_01.jpgModello BIM coordinato © DVision Architecture

Per i professionisti di DVA l’utilizzo dei modelli digitali ha garantito un processo di interazione collaborativa e innovativa tra gli stakeholder, abituati normalmente ad operare con metodologia tradizionale. La piattaforma ha consentito il massimo coordinamento possibile fra tutti i soggetti coinvolti, ma anche il tracciamento e l’archiviazione delle approvazioni dei documenti e dei modelli, per ottimizzare il controllo e consegnare al committente una valida base di gestione del ciclo vita dell’opera. Ecco che il fine è stato raggiunto grazie alla condivisione di un database digitale provvisto di tutta la documentazione tecnica aggiornata. Questa modalità di gestione del dato non soltanto ha evitato il rischio di perdere informazioni importanti, ma ne ha anche consentito l’aggiornamento in tempo reale, garantendo a tutti i soggetti coinvolti la possibilità di lavorare sull’ultima versione dei documenti.

La digitalizzazione dei dati e l’adozione della metodologia BIM hanno favorito, quindi, la progettazione integrata e il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera, migliorando il controllo del progetto e della realizzazione in tutti i suoi aspetti.

 

Risoluzione delle interferenze in fase di progettazione costruttiva

Il cantiere è iniziato nel settembre 2019 ed è stato ultimato a settembre 2020. Fondamentale è stato il supporto all’impresa nella risoluzione delle interferenze in fase di progettazione costruttiva, evitando criticità che avrebbero potuto rallentare il cantiere in tanti momenti e garantendo il rispetto dei termini economici e temporali. L’impresa ha potuto proporre anche delle migliorie progettuali e, attraverso il BIM, è stato possibile verificare in anticipo la compatibilità delle varianti e le eventuali clash che si sarebbero potute determinare.