Un Manifesto per un rinnovato impegno civile degli architetti nei processi di trasformazione

11 Ordini degli Architetti PPC hanno fatto rete! Obiettivo comune: rilanciare istanze e modalità operative di un rinnovato impegno civile degli architetti per garantire un futuro sostenibile alle nostre comunità.

"L'Architetto oggi è chiamato ad operare in un contesto dove i termini resilienza, adattività e rigenerazione sono predominanti ed occorre pertanto interrogarsi e definire le possibili sfaccettature di ruolo che la professione può assumere per relazionarsi e rispondere al cambiamento".

Questo è quello che emerge dal MANIFESTO PROGRAMMATICO scaturito all'interno dell'iniziativa corale RIUSO DEL MODERNO|DUE guidata dall'Ordine degli Architetti PPC di Rimini.

 

prospettiva-riuso-la-terra-silenziosa_ph-nicola-bertellotti.jpg

"La terra silenziosa" © ph. Nicola Bertellotti - Scatto primo classificato al contest "Prospettiva Riuso".

 

Avviare e sostenere processi di trasformazione: qual è il ruolo dell'Architetto?

TERRITORIO, QUALITÀ, PROGETTO e FUTURO, sono state le 4 parole chiave che hanno acceso i riflettori sul ruolo futuro degli Architetti nell’avviare e sostenere processi di trasformazione, urbani e sociali, partecipati.

Le esperienze promosse nei singoli contesti territoriali che hanno animato la seconda edizione di RIUSO DEL MODERNO hanno portato a definire quattro ambiti tematici, strettamente interconnessi, all'interno dei quali gli architetti si impegnano a rilanciare istanze e modalità operative per garantire un futuro sostenibile alle nostre comunità.

  1. Qualità del progetto come elemento centrale delle dinamiche di trasformazione.
  2. Una nuova competenza per la figura dell’architetto: da Progettista a Gestore di Processi.
  3. Come costruire un ruolo attivo nella gestione, recupero e rivitalizzazione dei patrimoni dismessi.
  4. Territorialità e globalità, come declinare obiettivi comuni nelle singole realtà locali.

Vediamo nel dettaglio i punti programmatici di questo rinnovato impegno civile della professione dell'Architetto all'interno dei processi di trasformazione del patrimonio costruito e dei luoghi.


MANIFESTO PROGRAMMATICO


La qualità del progetto al centro delle dinamiche di trasformazione

Il tema della qualità del progetto è un elemento centrale nelle dinamiche di trasformazione.

La conoscenza del luogo è elemento fondamentale per un progetto di qualità.

La qualità del progetto come opportunità per il territorio e per l’economia.

La qualità del progetto si costruisce con una corretta formazione, universitaria e professionale.

Quali strumenti e quali modalità operative?

  • Ridefinire il sistema pianificatorio italiano nella sua globalità attraverso una nuova Legge Urbanistica;
  • Necessità di elaborare una Legge per l'Architettura.
  • Le PA devono chiamare sui tavoli di concertazione, di confronto e di programma gli Ordini professionali;
  • Colmare la distanza tra la formazione universitaria e l'effettiva attività professione.
  • Individuare delle linee guida per stabilire le migliori tecniche di intervento e fissare gli obiettivi di qualità da raggiungere.
  • Istituire la figura dell’architetto condotto: un professionista presente, che conosce il territorio su cui opera e che sia capace di dialogare con i cittadini avendo come obiettivo quello di educare il popolo al verbo della qualità.
  • I singoli progettisti e gli ordini devono intervenire con “processi culturali” sul territorio volti ad innescare una partecipazione attiva degli abitanti.
  • Coltivare due dimensioni: una dimensione culturale, che ci vede coinvolti nella riflessione sui principali temi dell’architettura, e una dimensione volta alla comunicazione dei risultati raggiunti per costruire committenti intelligenti.


Una nuova competenza dell’architetto: da Progettista a Gestore di Processi

La figura dell’architetto all’interno dei processi ha subito nel tempo un percorso di trasformazione. L’architetto è passato dall’essere progettista ad essere un gestore di processi.

L’architettura si può salvare se diventa parte integrante del processo culturale di una comunità. La partecipazione diventa il mezzo con il quale la società costruisce il suo orizzonte di esistenza, il suo spazio.

Spazio e tempo sono le coordinate essenziali della nostra identità. La loro valorizzazione è l’enfatizzazione del diritto al territorio.

Una delle sfide più importanti è quella di passare dalla cultura dell'appartenenza a un territorio a quella della partecipazione a un territorio. È in questa partecipazione che l’architetto deve essere riconoscibile nel proprio ruolo fondamentale dalla società. Deve essere capace di proporre un’architettura narrativa. Deve essere capace di ascoltare, accogliere e annettere quelle che sono le tensioni della città e dei suoi abitanti. L’architettura deve farsi processo.

Quali strumenti e quali modalità operative?

  • Portare avanti eventi come il Riuso del Moderno significa comunicare in modo congiunto sia alla cittadinanza sia alla politica l’importanza del ruolo sociale che l’architetto riveste all’interno dei processi di trasformazione.
  • Potenziare il principio di sussidiarietà degli Ordini.
  • La figura dell’architetto deve assumere un ruolo attivo e non più passivo anche in ambito politico, soprattutto sul piano legislativo.
  • Istituire un centro servizi coordinato a livello territoriale.
  • Individuare una modalità operativa che possa costruire una rete tra i piccoli studi professionali: “una piattaforma digitale di raccolta dati, su titoli e requisiti degli studi professionali per permettere di organizzare in breve tempo gruppi di lavoro che necessitano di un allargamento delle competenze per svolgere commesse complesse”.


Come costruire un ruolo attivo nella gestione, recupero e rivitalizzazione dei patrimoni dismessi

Per individuare le modalità operative attraverso cui attivare processi di trasformazione e riuso dei patrimoni dismessi, è necessario elaborare un'analisi dettagliata dello stato dell’arte.

Il riuso del patrimonio costruito è fondamentale perché va contro il consumo di suolo e lo spreco di nuove risorse in virtù di una doverosa e inderogabile componente ambientale ed ecologica che interessa il costruire oggi.

Il riuso collima, inoltre, con il non sperperare i valori consolidati delle nostre città, dei nostri paesaggi, che devono essere continuamente (ri)declinati alle necessità del vivere contemporaneo.

Quali strumenti e quali modalità operative?

  • Sensibilizzare gli amministratori pubblici a ridurre gli oneri sulle ristrutturazioni e la rigenerazione urbana per agevolare i processi.
  • Passare da un ruolo passivo dell’architetto che subisce la norma a un ruolo attivo che aiuta a proporla.
  • Ricercare nuove committenze deve diventare una delle nuove centralità per avere un ruolo attivo nei processi.
  • Attribuire nuova destinazione agli edifici vuoti identificando la migliore soluzione attraverso un coinvolgimento partecipato dei cittadini nel processo.
  • Il riuso oggi sarà caratterizzato da un tempo determinato; la sfida sarà quella di identificare molteplici forme di riuso dell’oggetto architettonico poiché le funzioni o le necessità sono variabili nel tempo.
  • Gli Ordini devono diventare facilitatori per le attività che possono essere svolte sui territori, proponendo modalità operative innovative.
  • Prima di fare una legge è necessario sperimentare e identificare le buone pratiche volte all’interesse comune.


Territorialità e globalità: come declinare obiettivi comuni nelle singole realtà locali

In che modo è possibile declinare le strategie comuni di vasta scala su piccola scala?

Ormai le politiche europee costituiscono il solco attraverso cui si sviluppano tutte le azioni locali. Quello che prima intendevamo come luogo singolo, oggi si sta trasformando in un’ambiente di vita più ampio e non possiamo più limitarci a progettare la costruzione.

Dobbiamo necessariamente lavorare all’interno di tutto il contesto in quanto le azioni sono tra loro integrate.

Quali strumenti e quali modalità operative?

  • Dobbiamo riproporre una qualità che va di pari passo con la cultura.
  • Dobbiamo lavorare insieme ai cittadini, promuovendo la massima consapevolezza su questo fronte. La nostra figura, nelle sue molteplici espressioni può coinvolgere, responsabilizzare i cittadini, gli enti pubblici e i tecnici degli enti locali.
  • Le migliori soluzioni non possono che nascere da molteplici confronti.


La seconda edizione di RIUSO DEL MODERNO è stata una iniziativa corale che ha coinvolto una rete di 11 Ordini territoriali degli Architetti PPC delle provincie di: Rimini, Ancona, Ascoli Piceno, Bergamo, Campobasso, Chieti, Fermo, Macerata, Pesaro Urbino, Teramo, Federazione Architetti PPC Abruzzo e Molise, Ordine degli Ingegneri e Architetti della Repubblica di San Marino.


ingenio-media-partner_700.jpg

Leggi anche