La normativa italiana è troppo blanda sul calcestruzzo ?

I calcestruzzi per uso controterra anche nell’edilizia privata dovrebbero essere impermeabili per legge (e autoriparanti). I calcestruzzi per strutture molto armate a geometria complessa dovrebbero essere autocompattanti per legge. I calcestruzzi per getti massivi dovrebbero essere a basso calore di idratazione per legge.

Non attraverso la prescrizione di dosaggi e componenti, ma l’indicazione delle prestazioni minime che devono essere raggiunte, per legge.

 

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Un passo avanti sull'uso del calcestruzzo

E’ indubbio che l’evoluzione tecnica che il calcestruzzo ha avuto negli ultimi anni renda disponibili oggi prodotti e soluzioni specifiche per ogni tipologia di esigenza costruttiva, ma il problema è che non sempre il professionista ha nel suo background tecnico culturale la conoscenza di queste innovazioni e quasi mai l’impresa è pronta ad avviare un confronto approfondito sulla scelta del materiale per il cantiere. 

In questo contesto anche le norme hanno mantenuto un approccio a mio parere superato, limitandosi in genere ad esprimere prescrizioni che riguardano prestazioni troppo generali, come la resistenza meccanica, la lavorabilità e la classe di esposizione. Aggiungo che il richiamo saltuario alle normative UNI, EN o ISO, a volte datato, a volte non datato, non risolva la questione. Anche perchè poi il dedalo normativo nazionale è arricchito dalle Linee Guida del Consup, dalle Istruzioni CNR, le migliaia di pagine degli eurocodici, ... e da quanto può sovrapporsi nei riferimenti normativi rende il tutto praticamente inutilizzabile.

Occorre agire quindi sul documento principe, le Norme Tecniche.

Le prescrizioni sui materiali nelle norme tecniche sono troppo limitate, considerano solo alcune prestazioni, non entrano nel merito in modo sufficiente su questi aspetti neppure nei capitoli specialistici (vedi ponti). Mentre lo sono di più (fin troppo) in modo prescrittivo sulla qualifica dei nuovi materiali (vedi i calcestruzzi fibrorinforzati). La conseguenza è l’innovazione è poco utilizzata, la scelta di calcestruzzi specifici ancora limitata, l’uso dei prodotti speciali sfavorito e disincentivato.

Questo accade anche (e non solo) perchè vi è un limite nella produzione normativa tecnica italiana: quello del coinvolgimento dell’industria.

Le norme, spesso un passo avanti rispetto a quelle internazionali sul piano dei modelli di calcolo, vengono predisposte da commissioni in cui non vi è una rappresentanza del mondo dell’industria, che possono invece portare un contributo sostanziale sotto il profilo delle tecnologie e dei prodotti/sistemi. Il coinvolgimento poi del mondo del software offrirebbe un banco di prova per quello che riguarda l’applicazione successiva.

Un cambiamento di questo tipo non creerebbe turbative negative sul mercato: le aziende più avanzate sono già pronte con listini smart e assistenza tecnica per favorire la transizione ... tecnologica.


PS: un articolo volutamente breve perchè spero possa essere di supporto per una discussione

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