Luca Ferrari (AIS): «La sostenibilità delle infrastrutture? Occorre puntare sulla digitalizzazione»

Luca Ferrari, Vicepresidente dell'Associazione Infrastrutture Sostenibili (AIS), passa in rassegna alcuni dei temi sul tavolo del  Governo Draghi: dall'importanza della transizione digitale alla sostenibilità, fino al "nuovo" Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili.

Per l'Ing. Ferrari è fondamentale aumentare la cultura, anche tecnica, della sostenibilità, per far sì che le scelte politiche vengano comprese e attuate al meglio, ma soprattutto occorre puntare sulla digitalizzazione.

Lo sviluppo e l'utilizzo di tecnologie digitali possono portare notevoli benefici alla progettazione, alla costruzione e alla gestione di infrastrutture anche dal punto di vista della loro sostenibilità. 

 

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Transizione digitale e svolta green: le nuove sfide

Il Governo Draghi ha illustrato il proprio programma evidenziando alcune questioni nevralgiche, potremmo dire indicando quelle che sono le priorità. Tra queste la transizione digitale, affidata a un “tecnico” come Colao che da alcuni anni comunque svolge una funzione di supporto alla politica e che per primo ha fornito alcune indicazioni su dove puntare nell’utilizzo delle risorse previste dal piano Next Generation EU per quanto riguarda il nostro Paese. Quali sono dal punto di vista di AIS gli elementi positivi e le criticità rispetto al tema digitalizzazione?

«Riprendo una notizia di questi ultimi giorni e cioè la costituzione del Comitato interministeriale per la transizione digitale (Citd) che sarà presieduto proprio da Vittorio Colao e di cui faranno parte rappresentanti di diversi ministeri (PA, per il Sud, dell’Economia, della Transizione ecologica, della Cultura, delle Infrastrutture e della Salute) a conferma di quanto la digitalizzazione sia ormai un imprescindibile orizzonte verso il quale la società si sta muovendo, affrontando una transizione, certamente non priva di ostacoli, ma altrettanto inevitabile in un’epoca come la nostra. Tra le priorità del Comitato sono indicate lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, dell’Internet delle Cose e della Blockchain, cioè tutte tecnologie che, se utilizzate, porterebbero notevoli benefici alla progettazione, costruzione e gestione di infrastrutture anche dal punto di vista della loro sostenibilità. Va del resto ricordato che il “Piano Colao” indicava proprio nella digitalizzazione uno dei punti sui quali basare la realizzazione di infrastrutture sostenibili. Un indirizzo confermato dalla nomina alla guida del Ministero della Transizione Ecologica, di una figura come Roberto Cingolani fondatore dell’Istituto Italiano di Tecnologia. La digitalizzazione, come sappiamo, impatta sul nostro quotidiano a più livelli. Con la conseguente necessità di digitalizzare non solamente i patrimoni informativi ma anche e soprattutto le metodologie attraverso le quali si approcciano le diverse attività, siano esse legate al comparto produttivo o alla gestione degli asset. AIS crede e supporta fortemente una tale transizione, con particolare attenzione al tema della sostenibilità, nelle sue accezioni ambientale, economica e sociale, attraverso l’adozione di metodologie innovative che rappresentano, per un ente o un’azienda, un primo modo di intervenire sull’organizzazione aziendale, sull’efficientamento del proprio sistema produttivo attraverso l’utilizzo di strumenti digitali e procedure funzionali alla gestione informativa e olistica dell’intero ciclo vita di un’opera. Va altresì sottolineato come questa implementazione e messa a regime di metodologie digitali virtuose non sempre sia di facile attuazione. La persistenza di una nativa e generale resistenza al cambiamento (sia dell’individuo sia della società nel suo insieme) non agevola certamente questo percorso di transizione digitale.

 

La transizione digitale e la sostenibilità

Come si lega il tema della transizione digitale con la sostenibilità?

«Come in parte anticipato, la transizione digitale ha un impatto ad ampio spettro e la sostenibilità, in tutte le sue interpretazioni, ne rappresenta un elemento cardine. Volendo semplificare, dal punto di vista innanzitutto ambientale, è fondamentale che vi sia un approccio digitale nella concezione, progettazione, realizzazione e gestione delle opere (infrastrutturali e non). Si pensi all’uso intelligente delle risorse non rinnovabili, il possibile riutilizzo delle materie prime, la riduzione e il monitoraggio continuo degli agenti inquinanti (rumore, CO2, particolato…). Siamo di fronte a una strategia che deve essere condotta in sinergia con un efficientamento delle metodologie di lavoro, corroborato da una sapiente organizzazione e strutturazione delle informazioni in gioco, da una loro valorizzazione e rielaborazione continua, con l’obiettivo di implementare processi futuri ancor più efficaci. Dal punto di vista sociale diviene altrettanto fondamentale sviluppare opere in grado non solo di offrire un servizio ai futuri utilizzatori, ma anche di comprendere al meglio le loro esigenze e abitudini, attraverso un’interazione sempre più solida tra infrastruttura e utente. Quest’ultimo obiettivo può essere raggiunto anche grazie alla fruizione digitale dell’asset (es. portali web informativi) in quanto offre ai cittadini un canale di comunicazione preferenziale ed efficace. Tutto ciò rappresenta un ampio spettro di innovazioni digitali in grado di rendere più semplice e fattibile una progettazione, una realizzazione, una manutenzione e una fruizione nel tempo delle future infrastrutture, secondo evoluti principi di sostenibilità».

 

Chi è AIS?

Il principale obiettivo dell’Associazione Infrastrutture Sostenibili è quello di favorire la diffusione di una cultura qualificata della sostenibilità e una sempre maggiore consapevolezza del valore sociale ed economico di poter disporre di infrastrutture sostenibili.

>>> Il Piano Strategico 

 

La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione

Per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi previsti da PNRR Italia, una delle criticità maggiori riguarda l’efficienza della pubblica amministrazione, un fattore non certo irrilevante anche per quanto riguarda le infrastrutture. In quale modo la digitalizzazione può contribuire a cambiare le cose?

«La spinta offerta dalla digitalizzazione – seppure maturata un po’ “forzatamente” anche in concomitanza di questo periodo pandemico - è una grande occasione per l’Italia in quanto ha posto il sistema della pubblica amministrazione a un bivio tra passato e futuro. Intraprendere un adeguato percorso di transizione digitale rappresenta un modo efficace di snellire e far evolvere prassi, metodologie e burocrazia ormai appartenenti al secolo scorso. Percorsi di formazione e implementazione di metodi e strumenti digitali sono il primo passo per poter affrontare questo cambiamento nel miglior modo possibile. Ciò è importante a prescindere dal tipo di realtà lavorativa e lo diviene ancora di più se si considera il ruolo strategico della PA nei processi economici e sociali di una Nazione». 

 

Mims: il nuovo Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili

Nei giorni scorsi il MIT ha assunto un nuovo nome. Cosa ne pensa di questa novità?

«In un’intervista successiva all’adozione del nuovo nome, Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, dove il plurale sta a significare che anche le infrastrutture dovranno essere sostenibili, il Ministro Giovannini è stato molto chiaro sul fatto che non si tratterà solo di un mutamento di nome ma che cambierà la strategia del dicastero da lui guidato. Alcune anticipazioni che il Ministro ha fornito vanno proprio in questa direzione. Ad esempio la Struttura di Missione del Ministero sarà rafforzata con l’inserimento di nuove professionalità adeguate per affrontare, tra gli altri, il tema della digitalizzazione. In particolare il team interno del MIMS dedicato al PNNR si dovrà occupare di sistemi informativi, così da assicurare lo scambio di dati al fine del monitoraggio dei progetti che verranno approvati. Si ha quindi motivo di credere che la svolta impressa da Giovannini contemplerà una centralità della digitalizzazione includendo anche una spinta significativa alla “formazione digitale” del personale, così come l’inserimento nell’organico di nuove figure con elevate competenze digitali. Infine, nel comunicato stampa che ha accompagnato la notizia della nuova denominazione del dicastero, il Ministro ha affermato di voler aprire “un dialogo intenso con gli operatori economici e sociali per identificare le azioni più idonee per accelerare il percorso”. AIS, grazie alla pluridisciplinarietà delle proprie competenze, espressione dell’eterogeneità dei propri associati, si mette fin d’ora a disposizione del Ministro per fornire il proprio contributo».

Se dovesse indicare la principale priorità su cui concentrare nell’immediato il massimo sforzo, quale sarebbe?

«Sicuramente la priorità numero uno è attuare un’accurata attività di sensibilizzazione e divulgazione in merito al tema della sostenibilità. È innanzitutto fondamentale far crescere una cultura, anche tecnica, in grado di sostenere in maniera efficace e autorevole le scelte politiche ad essa legate, ad iniziare dall’European Green Deal, così da rafforzare un chiaro orientamento della politica economica e sociale su questo paradigma. È, inoltre, altrettanto importante evidenziare i benefici che la realizzazione di infrastrutture sostenibili potrebbe portare, migliorando la qualità della vita dei cittadini, nel rispetto dell’ambiente all’interno del quale si inseriscono. Come AIS crediamo fortemente che il benessere economico e sociale delle comunità locali rappresenti un obiettivo primario da raggiungere nel momento in cui si svolge una pianificazione e si avviano progetti infrastrutturali fondati sulla sostenibilità nel più ampio spettro possibile».

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