Un esempio di studio preliminare di funzionalità per uno stadio totalmente innovativo

In questo articolo lo studio preliminare di funzionalità di uno stadio con l'obiettivo di mettere in evidenza come l'attuale normativa di riferimento per la progettazione di centri sportivi, seppur datata, aveva già previsto la possibilità di realizzare strutture sportive polifunzionali.

Parliamo di architetture sportive che inserite in tessuti urbani consolidati posso contribuire, grazie ai vari servizi presenti al loro interno, a uno sviluppo del quartiere oppure, nel caso di aree urbane marginali, diventare acceleratori di sviluppo e gentrificazione, senza necessariamente costruire ulteriori volumi oltre a quello dell'edificio stesso.

 

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Progettare uno stadio: quale soluzione funzionale adottare? 

Il settore delle Società di Calcio è attualmente in fermento; sono in fase attuativa progetti di ristrutturazione di stadi esistenti e sono in progetto nuovi stadi. La maggior parte dei nuovi stadi rischiano di nascere già vecchi.

Un nuovo stadio, visto come struttura destinata prevalentemente al gioco del calcio, richiede risorse significative sia per la costruzione e sia per il funzionamento.

Il piano economico e finanziario, per uno stadio a se stante e senza introiti diversi da quelli del gioco, difficilmente potrà essere convincente perché soggetto a molte situazioni aleatorie di difficile valutazione.

L'attuale pandemia in corso ci sta insegnando molte cose che interessano anche la costruzione e la gestione degli stadi del calcio.

Sino ad oggi si è cercato di creare all’esterno del fabbricato stadio strutture destinate ad altre attività diverse da quella sportiva in modo da avere ulteriori fonti di reddito, di cui tener conto nel piano economico e finanziario. La cosa è stata sempre di difficile attuazione perché comportava varianti ai Piani Regolatori comunali con tutte le difficoltà che ne derivano.

Esempio riuscito di questa strategia è lo stadio della Juventus con l’attiguo centro commerciale, della superficie di circa 35.000 mq, che ospita più di 50 attività commerciali ed un supermercato.

Questo tipo di soluzione, nuovi fabbricati all’esterno del fabbricato principale, è quella più diffusa che però richiede grandi superfici di aree fabbricabili; richiede notevole incremento degli investimenti ed è anche poco rispettosa della sostenibilità ambientale della quale oggi è obbligo tener conto.

É molto interessante notare che la normativa in vigore aveva, precorrendo i tempi, già previsto che si potessero adottare soluzioni funzionali particolarmente interessanti: i Centri Sportivi Polifunzionali.

Centri Sportivi Polifunzionali comprendenti il campo di calcio e all’interno, al di sotto delle gradinate, ampi spazi da destinare ad attività produttive diverse da quella sportiva.

Vedremo che il problema principale da risolvere era quello di progettare gradinate con tratti a profilo rettilineo e tratti a profilo variabile in altezza. Per fare questo bisognava avere a disposizione, o progettare, gradoni con profilo diverso da quelli commerciali. Il problema si può risolvere, come vedremo nel dettaglio, con gradoni composti da travi con profilo speciale a Z.

 

Progettazione di Centri Sportivi Polifunzionali: cosa dice la normativa?

La Normativa in vigore, che riguarda i Centri Sportivi Polifunzionali e gli stadi in particolare, è il Decreto Ministeriale del 18 marzo 1996, modificato dal Decreto Ministeriale del 06 giugno 2005.

Gli spazi multifunzionali all'interno delle strutture sportive

Gli art. 2 e 4 del Decreto Ministeriale riguardano i centri sportivi multifunzionali e cioè i complessi sportivi che comprendono, all’interno dei volumi degli impianti, spazi destinati ad altre attività diverse da quella sportiva:

  • alberghi con oltre 25 posti letto;
  • locali adibiti ad esposizione e/o vendita al minuto ed all’ingrosso con superficie lorda superiore a 400 mq;
  • direzionale, sale riunioni, hospitality;
  • palestre, centri benessere e fitness;
  • bar, ristoranti, centri culturali, convegni, mostre.

 

La distribuzione interna e il dimensionamento delle vie di uscita

Ogni 15 file di gradoni di ciascun settore di non più di 40 posti a sedere deve essere previsto un passaggio parallelo alle file stesse, di larghezza non inferiore a m 1.20.

É consentito non prevedere tali passaggi quando i percorsi di smistamento adducono direttamente alle vie di uscita.

É ammessa la variazione graduale delle pedate e delle alzate, tra un gradino ed il successivo, in ragione della tolleranza del 2%.

 

Lo stadio tipo: l'uso dello spazio sottostante le gradinate

La maggior parte degli stadi rispettano la normativa citata, sia per quanto riguarda i percorsi laterali paralleli alle gradinate e sia per quanto riguarda la presenza dei pianerottoli, al variare delle pendenze delle scale di smistamento.

I percorsi laterali sono solitamente dotati di vomitori per l’accesso e l’uscita degli spettatori. Con tale tipo di architettura ne consegue che il volume sottostante le gradinate sarà impegnato prevalentemente per l’accesso alle gradinate esterne e per l’uscita dallo stadio.

 

Lo stadio innovativo: ecco come progettare un'architettura polifunzionale

Se lo stadio viene progettato facendo riferimento all’art. 9, in merito ai percorsi di smistamento consentiti ed alla variabilità graduale delle alzate delle scale e quindi dei gradoni, entro la prescritta tolleranza del 2%, si avrà uno stadio innovativo, con notevoli vantaggi funzionali ed economici. Si avrà uno stadio pulito e funzionale a forma di catino e con effetto calderone. A dimostrazione dei vantaggi di tale tipo di architettura è stato predisposto lo STUDIO DI FATTIBILITA’ di uno stadio per 30.000 posti a sedere e dove sono risultati circa 160.000 mc sotto le gradinate e contemporaneamente 34.000 mq lordi utilizzabili.

Lo studio preliminare proposto si compone di 6 dettagliati elaborati grafici.

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