Colle, rasanti, fughe e giunti: quali scegliere per avere una pavimentazione di ceramica bella e duratura

Contrariamente alla percezione comune, la pavimentazione di ceramica è un sistema complesso composto da diversi elementi, legati assieme chimicamente e meccanicamente. Come tale richiede accuratezza nella realizzazione pratica e una adeguata progettazione. 

Mapei propone una panoramica dei fattori in gioco e approfondirà con prossime pubblicazioni alcuni particolari costruttivi.

 

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Le variabili da considerare quando si progetta e realizza un pavimento di ceramica

Immaginiamo di voler realizzare la pavimentazione ceramica in un luogo pubblico, ad esempio un supermercato. La resistenza meccanica del sistema pavimento, la resistenza all’aggressione chimica o i tempi di messa in opera, per citare solo alcuni aspetti, condizionano la scelta dei materiali da utilizzare. 

Nell’edilizia residenziale, anche nel privato, vale lo stesso approccio progettuale. Realizzare una pavimentazione di ceramica in un bagno, in una cucina o su un balcone, richiederà che si tenga conto di diversi dettagli: le impermeabilizzazioni, le pendenze o la possibile deformabilità del sistema stesso.

 

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Una corretta progettazione del pavimento

Alla luce di quanto sopra, tracciamo alcune linee guida per la progettazione e la posa in opera di un pavimento di ceramica, avvalendoci della normativa italiana UNI 11493-1 “Progettazione, Installazione e Manutenzione dei rivestimenti di ceramica”, integrata dall’esperienza acquisita in Mapei nel tempo in questo settore. 

Qualunque sia il sottofondo sul quale si intende incollare un pavimento di ceramica, esso dovrà possedere 3 requisiti fondamentali:

  1. pulizia;
  2. basso tenore di umidità residua;
  3. resistenze meccaniche adeguate.

Per quanto ovvi, questi requisiti sono spesso disattesi in favore di riduzione dei costi e tempi stretti di messa in esercizio.

 

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Consideriamo ad esempio l’elemento costruttivo definito massetto o caldana

La sua resistenza meccanica alla compressione, alla luce della UNI11493, prevede valori minimi di 15 MPa per massetti cementizi in ambienti soggetti a traffico leggero e 30 MPa per pavimenti soggetti a traffico pesante.

L’ottenimento di questi valori è in funzione del tipo di legante scelto, del corretto mix design (legante, aggregato, acqua, additivi), e del rispetto della corretta modalità esecutiva:

  • il massetto desolidarizzato non potrà avere spessore inferiore a 4 cm;
  • il massetto flottante (cioè realizzato su strato comprimibile come ad esempio i pannelli di isolamento termico o acustico) non avrà spessore inferiore a 5 cm e sarà armato con rete metallica posizionata nella sua mezzeria dimensionata in funzione della classe (S) di comprimibilità dello strato isolante;
  • il massetto radiante tradizionale sarà soggetto al ciclo di accensione prima della posa di qualsivoglia strato successivo e non avrà spessore inferiore a 3 cm al di sopra dell’impianto;
  • il massetto aderente (di spessore inferiore a 3,5 cm) dovrà essere ancorato monoliticamente al fondo mediante opportuno promotore di adesione. 

Da notare che tali prescrizioni di posa dovrebbero essere tenute in considerazione già nel progetto.

Dovranno essere previsti giunti di controllo e frazionamento sia sul massetto che sulla pavimentazione ceramica. Dove realizzare i giunti? E come dimensionarli correttamente? 

Anche tale disposizione è una funzione progettuale, che se ignorata provocherà un difetto estetico o funzionale sul pavimento di ceramica e, in senso lato, renderebbe una struttura correttamente progettata, inutilizzabile o inefficiente. 

Questi concetti valgono per tutti gli elementi della stratigrafia del pavimento di ceramica, a partire dal calcestruzzo, concordemente alla loro funzione: le rasature usate per creare pendenze, riparare o livellare le superfici, le impermeabilizzazioni, gli adesivi, le stuccature e i sigillanti deformabili eccetera. 

Sulla base della nostra esperienza, la maggior parte degli eventuali difetti (che portano a ritardi o reclami) riscontrabili sulle pavimentazioni di ceramica, sono legati alla scarsa considerazione di cui purtroppo godono questi elementi di finitura in fase di progetto.

 

Il caso della pavimentazione di ceramica esterna

Esaminiamo ora il caso di una pavimentazione di ceramica esterna. 

In ambiente esterno soggetto all’aggressione degli agenti atmosferici si dovrà prevedere al di sopra del calcestruzzo un adeguato strato di pendenza, normalmente realizzabile con malte cementizie a presa rapida (asciugamento in 3 ore, spessore massimo 2-3 cm), realizzando poi un massetto cementizio a spessore preferibilmente costante non inferiore, nel punto più basso, a 3,5 cm con interposta barriera al vapore (tipo foglio di polietilene in doppio strato nastrato e risvoltato, 3/10 mm).

Se tale spessore per la caldana non fosse disponibile, si dovrà eseguire un massetto in aderenza mediante boiacca di aggancio. Può capitare, come scelta contingente, che la pendenza venga realizzata direttamente con il massetto a spessore variabile.

 

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Sul masseto si procede con un sistema di impermeabilizzazione, ad esempio Mapelastic, malta cementizia elastica e impermeabile, che consente di mantenere asciutti tutti gli strati sottostanti il pavimento, evitando i pericolosi cicli di gelo e disgelo dell’acqua. 

Di fatto, il pavimento di ceramica viene poi incollato direttamente sul Mapelastic stesso.

La scelta dell’adesivo per piastrelle dipende da alcuni fattori. Qui citiamo la dimensione della piastrella: per piastrelle ceramiche con lato ≥ 60 cm, la norma UNI11493 prescrive adesivi con deformabilità di classe S1 secondo la norma europea EN12004. Per formati con lato ≥ 120 cm, si opterà per adesivi di classe S2. 

In osservanza alla EN11493 l’adesivo verrà applicato sia sul retro delle piastrelle sia sul sottofondo (doppia spalmatura).

 

#acasaconmapei – la doppia spalmatura, una buona norma di posa

Se si considera il coefficiente di dilatazione termica lineare di un materiale peraltro relativamente stabile come il gres porcellanato, in relazione al formato della piastrella o alla lunghezza dell’intera piastrellatura, si comprende meglio la prescrizione dell’impiego di un sistema adesivo deformabile e della realizzazione di fughe giunti previsti dalla norma italiana UNI. 

Le fughe non avranno dimensione inferiore a 3 mm e i giunti di dilatazione verranno realizzati ogni 9-12 mq. Le fughe tra le singole piastrelle potranno essere riempite mediante un prodotto cementizio, mentre i giunti di dilatazione (compreso il giunto perimetrale) dovranno tassativamente essere sigillati mediante riempitivo elastico, a matrice siliconica o poliuretanica ad esempio. 

Avrete notato nella stratigrafia descritta, l’assenza della guaina bituminosa normalmente posta al disotto del massetto cementizio. Soluzione valida ampiamente utilizzata in numerose applicazioni, specialmente alla luce delle moderne tecnologie di produzione dei sistemi bituminosi (si veda www.polyglass.it), i cui pregi e limiti verranno descritti in successivi articoli.

Qui basti ricordare che un sistema quale il Mapelastic, posto al disopra dell’intera stratigrafia e appena sotto la pavimentazione ceramica, proteggerà tutti gli strati sottostanti da possibili infiltrazioni di acqua. 

Una pavimentazione bella e duratura è quindi il risultato di una buona fase progettuale, una accurata applicazione dei sistemi scelti e il rispetto delle istanze tecniche dei singoli elementi selezionati. 

 

Prodotti Mapei di riferimento sono: 

Malta per massetti: Topcem Pronto o Mapecem Pronto 

Rasature: Planitop Fast 330 

Impermeabilizzante: Mapelastic o Mapelastic Turbo 

Adesivo: Keraflex Maxi S1 o Ultralite S1 

Stuccatura: Ultracolor Plus 

Sigillanti: Mapesil AC o Mapesil LM

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