Bonus Facciate: ok per il palazzo 'dentro' al chiostro pubblico

Agenzia delle Entrate: la detrazione del 90% della spesa sostenuta per il recupero o il restauro della parte esterna del palazzo può essere fruita anche nel caso in cui la facciata messa a nuovo non sia visibile dalla strada ma dal chiostro interno al complesso monumentale, il cui suolo è pubblico e quindi accessibile dai cittadini

 

ristrutturazioni-01-700.jpg

 

Il palazzo all'interno del chiostro pubblico può 'prendere' il Bonus Facciate anche se le facciate in questione non si vedono dall'esterno? A questa, interessante e particolare domanda, risponde l'Agenzia delle Entrate con la risposta 154/2021 dello scorso 5 marzo, relativa alla richiesta di una società proprietaria di parte del corpo di fabbrica di un complesso monumentale situato all'interno di un antico chiostro, con una facciata che ne delimita un lato.

L’edificio ricade secondo il Prg del Comune, in Zona “A” ed è individuato come “Attrezzatura di quartiere”. Queste ultime, precisa l’istante, sono pubbliche o assoggettate a uso pubblico. Nel secondo caso i proprietari devono stipulare con l'amministrazione comunale apposita convenzione che ne regolamenta l’utilizzo.

 

Facciate del palazzo dentro al chiostro pubblico: quando si prende il Bonus Facciate

In primis, le Entrate evidenziano che uno dei requisiti imprescindibili per beneficiare della detrazione Irpef del 90% delle spese sostenute per mettere a nuovo i palazzi è che gli interventi siano visibili dalla strada. I lavori devono essere effettuati esclusivamente sulle strutture opache della facciata, sui balconi e su ornamenti e fregi.

L’agevolazione è delimitata, quindi, al restauro e al recupero dell’involucro esterno visibile degli edifici e, quindi, della parte anteriore, frontale e principale degli immobili ristrutturati.

Viene quindi in 'soccorso' la circolare n. 2/2020 l’Agenzia ha chiarito che "Devono, invece, considerarsi escluse, stante il testo normativo, riferito alle facciate esterne e alle strutture opache verticali, le spese sostenute per gli interventi sulle superfici confinanti con chiostrine, cavedi, cortili e spazi interni, fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico, nonché le spese sostenute per la sostituzione di vetrate, infissi, grate, portoni e cancelli".

Ma partendo dal presupposto che la sezione del palazzo su cui sono effettuati gli interventi sia visibile dal suolo a uso pubblico e sia stipulata in tal senso un’apposita convenzione con il Comune che ne disciplina tale utilizzo, per questi lavori si può beneficiare del bonus facciate, in presenza, naturalmente, degli ulteriori requisiti previsti dalla norma agevolativa.