L’APE di un edificio storico complesso

Luca Rollino - Ingegnere ed architetto, docente a contratto presso il Politecnico di Torino, Ph. D. in Innovazione Tecnologica (www.studiorollino.com) 17/12/2013 2981

Con la legge 3 agosto 2013, n. 90, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 181 del 03/08/2013, è avvenuta la conversione in legge del D.L. 04/06/2013, n. 63. Il provvedimento chiude il processo di recepimento a livello nazionale della Direttiva 2010/31/UE, ed introduce definitivamente l’Attestato di Prestazione Energetica come sostituto dell’Attestato di Certificazione Energetica. L’attenzione degli addetti ai lavori si è subito concentrata sulle (poche) novità tecniche che l’introduzione dell’APE portava con sé, e sulle (tante) incertezze e criticità che il raffazzonato DL 63/2013, convertito in legge, ha portato.
Come sempre, si è perso di vista il reale oggetto del contendere, ovvero cosa si debba fare per redigere un Attestato di Prestazione Energetica (di qui in avanti semplicemente APE).
Dal punto di vista meramente tecnico, la redazione di un APE è attività non di poco conto. Richiede tempo, un certo impegno lavorativo e grande competenza nel campo termotecnico, impiantistico e della modellazione energetica.
Risulta interessante capire come procedere qualora si avesse l’incarico di redigere l’APE per un edificio di tipo storico. Il processo che porta alla produzione dell’attestato di prestazione energetica può essere visto come un’attività complessa dove si identificano chiaramente 4 fasi.
La prima fase è quella relativa all’accreditamento del tecnico presso la competente struttura, che in linea teorica dovrebbe essere regionale, con tutti i necessari passaggi burocratici ed amministrativi. Questa fase può essere definita “fase amministrativa”.
La seconda fase è quella probabilmente più lunga e delicata, poiché da essa dipende la qualità e la riuscita dell’attività di certificazione. È questa la fase dell’indagine sull’edificio e del reperimento di tutti i dati necessari a descrivere in forma compiuta il sistema edificio impianto che si dovrà certificare. Questa fase può essere definita come “anamnesi” o “fase conoscitiva”.
La terza fase è quella della computazione e del calcolo. Il tecnico redattore, forte delle conoscenze acquisite nella precedente fase di indagine, manualmente o avvalendosi di programmi di calcolo, procede alla determinazione dei fabbisogni energetici e dei relativi indici prestazionali. Questa fase può essere definita come “fase computazionale”. Rientra in questa fase anche la definizione delle raccomandazioni per il miglioramento della prestazione energetica.
La quarta ed ultima fase è quella di redazione e trasmissione dell’attestato avvalendosi dell’applicativo web previsto dalla Regione di appartenenza o, qualora questo non vi sia, delle sempre valide ed efficienti Raccomandate con Ricevuta di Ritorno! Questa fase può essere definita “fase conclusiva”.
La qualità dell’attestato di prestazione prodotto dipende giocoforza da ciascuna di queste fasi. Tuttavia, è bene sottolineare come soprattutto la fase conoscitiva e la fase computazionale siano le più critiche ed importanti: il tecnico redattore dovrà dedicare attenzione e cura nel loro espletamento.
La redazione di un APE/ACE si chiude con la fatturazione al cliente ed il pagamento da parte di quest’ultimo della prestazione professionale. Nonostante l’abolizione delle tariffe professionali non consenta una standardizzazione del costo di un APE/ACE, esistono alcuni documenti di riferimento che possono aiutare a capire quale sia (o forse quale dovrebbe essere) il costo di un APE ben fatto. Questi riferimenti possono essere visti, se non come indicazioni dirette, almeno come “rivelatori” di APE non correttamente svolti, qualora i prezzi proposti siano decisamente troppo bassi e lontani dalla ragionevolezza.

 

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