Sistemi anticaduta Terreal Italia: l'importanza della sicurezza sul lavoro

Il tema della sicurezza sul lavoro è sempre stato oggetto di attenzioni che hanno portato in Italia alla pubblicazione del Decreto Legislativo n° 81 nel 2008 “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n° 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Al suo interno si definiscono le caratteristiche generali dei sistemi di protezione contro le cadute dall’alto (art. 115), si definiscono le responsabilità degli operatori ma non viene indicata la presenza obbligatoria sulle coperture (nuove o da ristrutturare). Per questo motivo sono state le singole Regioni a legiferare in merito e nella figura accanto sono rappresentate quelle in cui tali dispositivi sono obbligatori.

Tuttavia esistono diverse normative tecniche che descrivono i requisiti prestazionali di tali sistemi.

 

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Le normative di riferimento di carattere volontario

L’Unione Europea ha definito all’interno di norme tecniche quelle che sono le caratteristiche prestazionali dei sistemi volti a garantire la sicurezza degli operatori in situazioni di lavoro aventi un’altezza superiore ai 2 metri: UNI EN 795:2012 ed UNI 11578:2015, EN 353-1:2014, CEN-TS 16415:2013 e UNI 11560:2014. Nel momento in cui la copertura diventa quindi luogo di lavoro, come ad esempio interventi di bonifica, manutenzione di impianti fotovoltaici, impianti solari e di condizionamento o ancora interventi su antenne e parabole, è fatto obbligo a chiunque l’utilizzo di Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I) nonché l’utilizzo dei Sistemi Anticaduta qualora previsti dalle normative regionali. Tali sistemi sono di fatto un insieme di ancoraggi posti in quota al quale si deve agganciare chiunque acceda alla copertura. Ovviamente il corretto utilizzo di tali sistemi è legato a una formazione degli operatori mediante corsi specifici.

 

Quali sono le tipologie di Sistemi Anticaduta?

Parlando di sistemi individuali sono costituiti da un dispositivo di tenuta del corpo e da un sistema di attacco a un punto di ancoraggio affidabile.

Si dividono in 4 diverse tipologie:

  1. sistema di trattenuta,
  2. sistema di posizionamento sul lavoro,
  3. sistema di arresto caduta,
  4. sistema di salvataggio.

Il primo va a limitare lo spostamento dell’utilizzatore per evitare il raggiungimento di zone in cui il rischio è più alto, il secondo premette all’operatore di posizionarsi e di lavorare in tensione o sospensione in modo da evitarne la caduta libera, il terzo ha lo scopo di arrestare la caduta libera e limitare la forza d’urto sul corpo dell’utilizzatore durante l’arresto e infine al quarto ne fanno parte le imbracature o i dispositivi retrattili collegati a un sistema di ancoraggio.

Essendo i Sistemi Anticaduta un insieme di ancoraggi, essi possono essere di tipo puntuale (TIPO A) o lineare (TIPO C).

Terreal Italia propone entrambe le soluzioni previa verifica della struttura di supporto e consultazione di un tecnico qualificato.

Entrando nello specifico del sistema puntuale di TIPO A, esso è stato concepito, realizzato e testato in funzione delle normative in vigore. Ogni dispositivo deve essere utilizzato unicamente da un solo operatore per volta ma con il vantaggio di potersi muovere a 360° rispetto al punto di fissaggio. Può essere installato su superfici orizzontali, verticali e inclinate. Gli elementi di ancoraggio possono essere utilizzati per lavori di trattenuta, posizionamento sul lavoro o in arresto caduta e servono anche per evitate l’effetto pendolo in caso di caduta.

 

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Esempio di dispositivo di ancoraggio puntuale di TIPO A e applicazioni proposte da Terreal Italia

 

Il sistema lineare di TIPO C comprende una fune orizzontale metallica tesa tra due o più pali che a loro volta possono essere deformabili o indeformabili. Nel caso di installazione di pali indeformabili (LVC) deve essere obbligatoriamente inserito un dissipatore di energia in corrispondenza del palo con lo scopo di assorbire l’energia per deformazione in caso di caduta dell’operatore. Poiché il dissipatore è soggetto a deformazione, qualora vada ad assolvere la sua funzione dovrà essere sostituito. Nel caso invece di utilizzo di pali terminali deformabili (LVE), saranno questi ultimi a essere soggetti a deformazione e successiva sostituzione in caso di caduta. Un altro elemento importante è la distanza tra i pali sia deformabili che indeformabili: due ancoraggi collocati in successione possono avere una distanza compresa tra i 5 e i 15 metri per un massimo di 60 metri totali. 

Ogni sistema di ancoraggio deve essere dimensionato sempre in base alla struttura sulla quale andrà collocato. 

Anche in questo caso Terreal Italia ha ideato un kit che include tutti gli elementi utili per realizzare una copertura sicura e nel rispetto dei regolamenti regionali qualora previsti avvalendosi del supporto tecnico di partner qualificati.

 

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Kit di ancoraggio lineare di tipo LVE e applicazioni proposte da Terreal Italia

  


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Chi è Terreal Italia

Terreal Italia è un’azienda specializzata nella produzione di sistemi di involucro in terracotta, che ha saputo trasferire a livello industriale una capacità nata storicamente a livello artigianale. L’azienda, appartenente al gruppo multinazionale Terreal, leader mondiale nell’industria dei laterizi con stabilimenti in tutto il mondo, da gennaio 2018 acquisisce il brand Pica, con l’obiettivo di consolidare e aumentare la presenza sul mercato nazionale e all’estero, affiancandolo al già noto brand SanMarco.

Fondendo esperienza e capacità produttive, offre al mercato una gamma prodotti senza precedenti: dalle tegole ai coppi, dai mattoni a pasta molle a quelli estrusi, dai pavimenti in cotto agli elementi di architettura, dalle tavelle alle facciate ventilate e soprattutto sistemi completi di involucro per la realizzazione di coperture, pareti e pavimenti nel segno della modernità.

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