Studio della stabilità sismica di una scarpata sottomarina di grandi dimensioni, ai fini della progettazione di un pontile LNG

Vengono presentati alcuni risultati ottenuti da una serie di analisi numeriche ad elementi finiti della risposta sismica di una scarpata sottomarina, prevalentemente costituita da materiali sabbiosi, in corrispondenza della quale è prevista la costruzione di un pontile di attracco per navi LNG (Liquefied Natural Gas).
La scarpata è stata inizialmente analizzata nella sua configurazione attuale. I risultati ottenuti per l’evento sismico di progetto indicano lo sviluppo diffuso di volumi di terreno in liquefazione negli strati superficiali, i quali compromettono la stabilità generale della scarpata.
È stata quindi eseguita una seconda serie di analisi con riferimento a una configurazione stabilizzata, nella quale la scarpata è stata consolidata mediante un intervento di vibroflottazione e la realizzazione di due ordini di opere di sostegno flessibili.
I risultati forniti dalla seconda serie di analisi confermano l’efficacia dell’intervento, sia in termini di riduzione dei volumi di terreno soggetti a liquefazione, che nella riduzione generale del valore degli spostamenti permanenti a seguito della conclusione dell’evento sismico.

Introduzione
Il presente studio ha avuto lo scopo di supportare il progetto preliminare del pontile di un terminale di rigassificazione LNG, con specifico riferimento alle verifiche di stabilità della scarpata sottomarina sulla quale insisteranno le opere di fondazione del pontile, caratterizzata dalla presenza di pendenze significative e variabili lungo il tracciato dell’opera.
Nell’ambito del progetto è stata sviluppata una serie di modellazioni numeriche, per verificare la potenziale instabilità del pendio oggetto di studio nei confronti delle azioni sismiche rappresentative delle condizioni di sito e identificate dallo studio di rischio sismico, per valutare l’efficacia degli interventi proposti per garantire la stabilizzazione del pendio.
La geometria delle modellazioni numeriche è bidimensionale. La modellazione è ad elementi finiti, elasto-plastica, dinamica e bifase. Il codice di calcolo utilizzato e il modello costitutivo adottato per il terreno sono in grado di simulare l’innesco e il successivo sviluppo del fenomeno di liquefazione, oltre alle conseguenze dello stesso sulla stabilità generale del pendio.

Memoria tratta dagli Atti del 2° IAGIG (2012).
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