Superbonus, novità in arrivo? Si studiano aliquote di detrazione differenziate in base alle performance

Il Governo pensa ad una detrazione maggiormente integrata con le altre agevolazioni per la riqualificazione energetica e edilizia

 

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Del Superbonus 110% sono piene le pagine di tutti i siti/giornali e portali istituzionali, ma se quel "110" prima o poi cambiasse per far diventare la maxi-detrazione una misura sistematica e non più temporale?

Di questo si inizia a parlare 'dentro' al Governo e, in tal senso, assume una certa rilevanza la recente risposta del sottosegretario al Ministero per la Transizione Ecologica, Vannia Gava, all’interrogazione proposta in Commissione Attività Produttive della Camera dall’on. Gianluca Benamati.

La risposta sembra in linea con gli obiettivi di semplificazione del Governo e le richieste degli addetti ai lavori.

 

Superbonus ad aliquote graduate?

Il Superbonus potrebbe cambiare aspetto e diventare una detrazione con aliquote graduate, maggiormente integrata con gli altri bonus per l’efficientamento energetico e la riqualificazione edilizia.

"La bozza di Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) - si legge nella risposta - ha dato particolare rilevanza agli interventi di riqualificazione degli edifici residenziali, prevedendo la proroga del Superbonus 110 per cento per i condomini e gli ex-IACP, rispettivamente al 31 dicembre 2022 e 30 giugno 2023. La politica a favore dell'efficienza energetica dovrà ovviamente continuare oltre le date segnalate e si potrebbe proporre una revisione complessiva delle attuali detrazioni fiscali (Superbonus, Ecobonus, Sismabonus, Bonus casa, Bonus facciate, Bonus mobili, Bonus verde, Bonus alberghi), con un maggior coordinamento sia nelle modalità di accesso, sia nei contenuti. Un approccio integrato a tali tipologie di incentivi consentirebbe anche di ottimizzare le tempistiche ed i costi di riqualificazione di ogni edificio e promuovere interventi di riqualificazione profonda in un'ottica di sostenibilità che interessi vari aspetti, quali l'efficienza, della produzione di energia da fonti rinnovabili e l'elettrificazione dei consumi. Inoltre, lo sviluppo dei richiamati incentivi permetterebbe di conseguire obiettivi di natura tecnologica e di natura ambientale (si pensi all'incremento degli spazi verdi, al risparmio idrico, alla sostenibilità dei materiali utilizzati e delle tecniche costruttive, oltre all'aspetto della sicurezza, specie sotto il profilo del rischio sismico). La riforma del quadro normativo relativo agli incentivi per il patrimonio immobiliare potrebbe prevedere diverse aliquote di detrazione, in funzione delle performances generali raggiunte dall'edificio, da ottenere attraverso interventi con vari livelli di priorità. Le detrazioni così armonizzate dovrebbero continuare ad essere affiancate da strumenti quali quelli della cessione del credito e dello sconto in fattura, con procedure adeguate anche per le PMI del settore, oltre a misure di efficientamento e di semplificazione della disciplina di cui al Testo unico dell'edilizia (Decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001)".

 

Doppia conformità edilizia: verrà eliminata?

Tra le proposte al vaglio del Governo, inoltre, c’è anche quella di eliminare il requisito della doppia conformità per gli edifici oggetto degli interventi agevolati con il Superbonus.

Ma cosa significa esattamente? Nello specifico, la certificazione di conformità potrebbe essere sostituita da una Cila o completamente assorbita dalle asseverazioni sul rispetto dei requisiti tecnici e la congruità delle spese, redatte dai professionisti per ottenere il Superbonus.


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