Quali incentivi sfruttare per i sistemi di riscaldamento ventilazione e condizionamento dell'aria

La produzione di energia da fonte rinnovabile e la riqualificazione degli impianti sono (parallelamente agli interventi di efficientamento dell’involucro) tra gli interventi più utilizzati per la riduzione dei consumi e la gestione del comfort interno degli edifici; vediamo di seguito quali possibilità di incentivo sono presenti nel panorama italiano e quali prestazioni minime sono richieste dal Legislatore. 

 

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Sistemi HVAC e incentivi

I sistemi meccanici che forniscono comfort termico e qualità dell’aria in interno sono spesso raggruppati insieme in quanto generalmente interconnessi; in quest’ottica con il termine sistemi HVAC si includono condizionatori centralizzati, pompe di calore, caldaie, dispositivi di raffreddamento e sistemi compositi. Ma quali sono le possibilità di incentivo attualmente presenti per queste tipologia impiantistiche?

Di seguito una carrellata di possibilità di intervento che possono godere dell’ormai ben noto superincentivo al 110%, ma anche il rimando agli incentivi ad aliquota tradizionale, ecobonus 65%, all’aliquota del 50% (Bonus Ristrutturazione) dedicata agli interventi efficientamento energetico ed infine un accenno alle possibilità di incentivo dei sistemi impiantisti tramite il Conto Termico del GSE. 

In primo è necessario ricordare che con la Legge di Bilancio 2021 sono state prorogate al 31/12/2021 anche le detrazioni del 50-65-70-75-80-85% per l’Ecobonus, oltre che esteso di ulteriori 6 mesi il termine ultimo per godere della nuova aliquota al 110%

Nel testo non si vuole entrare nel merito delle “regole” generali per il Superbonus 110%, ormai oggetto di moltissime trattazioni, ma si andranno a riportare alcuni focus specifici sulle tipologie impiantistiche incluse nel Superbonus 110% (e non solo). 

Senza volersi dilungare nella vasta materia del Superbonus 110%, si ritiene doveroso sottolineare che oltre ai requisiti prestazionali, di seguito riportati, sono numerosi i vincoli da attenzionare per l’ottenimento del superincentivo; a tal proposito, si ricorda che tra la documentazione necessaria al fine di accedere al Superbonus 110% vi sono i documenti di conformità urbanistica dell’ultimo stato licenziato dell’immobile sul quale si eseguono i lavori, asseverazioni tecniche volte a garantire l’ottenimento dei requisiti prestazionali, CME attestante le congruità dei costi sostenuti, etc. 

 

La ventilazione meccanica: è possibile incentivarla?

Primo fra tutti si vuole provare a dirimere la tanto discussa possibilità di incentivare sistemi di ventilazione meccanica. Questi sistemi, maggiormente utilizzati nell’ambito di terziario e uffici, sono particolarmente indicati anche in ambito residenziale; in particolar modo a seguito di interventi di riqualificazione energetica (quali la coibentazione tramite cappotto). I sistemi di VMC forniscono il corretto ricambio d’aria evitando problematiche di muffa e condensa e garantendo la qualità dell’aria interna. Pur essendo, l’installazione di macchine per la ventilazione meccanica, particolarmente indicata, questa non è sempre incentivabile, vediamo di seguito le diverse casistiche.

L’Agenzia dell’Entrate non si è mai pronunciata ufficialmente in materia (se non attraverso pareri negativi espressi in via breve dall’ Enea e dal ministero dell’Economica e delle finanze, che non hanno trovato poi conferma definitiva) ma ad oggi la risposta alla possibilità di incentivo per l’installazione di sistemi VMC è negativa.

La ventilazione meccanica controllata, infatti, non è espressamente prevista dalla normativa dell’Ecobonus al 110% nè tra gli interventi trainanti né tra i trainati.

 

Il caso in cui è possibile includerla nell’incentivo al 110%

Quando i canali per la VMC sono direttamente collegati al generatore di calore che è stato sostituito (intervento trainato o trainante) ed essi stessi fungono da sistema di emissione è possibile (in quanto emissione) includere la spesa tra quelle incentivabili. 

In passato, in merito alla possibilità di incentivare questo sistema con l’ Ecobonus al 65% nel caso di lavori di riqualificazione energetica, era necessario che il professionista producesse una relazione tecnica a dimostrazione del raggiungimento dei livelli stabiliti dalla norma. In tal senso, il fattore fondamentale di cui tiene conto il DM è la riduzione del fabbisogno energetico annuo per la climatizzazione nei periodi invernali. Alcuni impianti di VMC, infatti, consentono un recupero del calore dell’aria espulsa fino al 95%, abbassando il consumo energetico fino al 50%. In definitiva è possibile includere nell’incentivo il sistema solo con un impianto di ventilazione meccanica con recupero del calore, che dà un valore aggiunto al fabbricato, migliorando l’efficienza energetica e il livello di benessere abitativo.

Oltre alle possibilità fin qui esposte, si ricorda che l’installazione di sistemi di VMC è comunque incentivabile al 50% tra gli interventi che godono del Bonus Ristrutturazione (con un massimale di 96.000 € complessivo tra gli interventi di efficientamento energetico e quelli di manutenzione ordinaria e straordinaria). 

Una volta precisate le possibilità di incentivo per i sistemi VMC si riportano di seguito i più comuni sistemi di HVAC ad oggi previsti tra gli interventi incentivabili affrontando le tematiche della convenienza tecnologica ed economica.

Si fa premessa che ad oggi il Legislatore ammette nell’incentivo le spese per la sostituzione integrale o parziale dei sistemi per la climatizzazione invernale; tra le novità introdotte con l’aliquota maggiorata al 110% vi è la possibilità di incentivare le spese anche per la produzione del freddo (raffrescamento) e non solo per il riscaldamento laddove il nuovo generatore installato abbia la possibilità produrre entrambi i servizi.  

 

La pompa di calore: quali prestazioni per gli incentivi Ecobonus 65% e 110%

Tra le proposte più valutate per la riqualificazione dell’impianto vi è l’installazione delle pompe di calore, queste tecnologie infatti, sfruttando in parte fonti rinnovabili contribuiscono al miglioramento della classe energetica dell’edificio. 

Tra i vantaggi delle pompe di calore, come precedentemente accennato, vi è la possibilità di utilizzare queste macchine tanto per scaldare quanto per raffreddare. Le pompe più diffuse sono quelle a compressione di gas che “funzionano” tramite il lavoro prodotto dal compressore, alimentato ad energia elettrica: sono pertanto adatte a lavorare abbinate a un sistema fotovoltaico, in grado di produrre l’energia a loro necessaria per funzionare. 

In generale i sistemi a pompe di calore garantiscono una buona efficienza nella produzione di acqua a temperatura non superiore ai 40-42 °C (in riscaldamento); tali temperature sono indicate per alimentare sistemi di emissione quali pannelli radianti (a pavimento o a soffitto) o ventilconvettori, ma che mal di addicono a radiatori (soprattutto se in ghisa o in acciaio), che vengono normalmente fatti funzionare a temperatura intono ai 60-65 °C. 

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Di seguito i requisiti richiesti dall’installatore al fine di incentivare l’investimento dell’installazione di sistemi a pompa di calore. 

 

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La caldaia a condensazione: quali prestazioni per gli incentivi Ecobonus 65% e 110%

La sostituzione dell’impianto di riscaldamento esistente può essere seguita dall’installazione di un impianto con caldaia a condensazione. La caldaia a condensazione rappresenta la soluzione più efficiente quando si voglia ricorrere alla tecnologia della combustione. Il sistema deve il suo nome al suo stesso funzionamento, ovvero la capacità di recuperare il calore contenuto nei fumi di combustione che, pertanto, raffreddandosi, parzialmente la condensano. 

Tra gli “svantaggi” dell’installazione di questo sistema vi è la necessita di realizzare apposite canne fumarie, differenti da quelle ordinariamente impiegate per le caldaie tradizionali.  

Generalmente la caldaia a condensazione garantisce la massima efficienza per la produzione di acqua a 45°C circa, ma offre prestazioni ottime anche se fatta lavorare per produrre acqua a 60 - 65 °C. Si tratta pertanto di una soluzione molto versatile, in grado di operare tanto con terminali di emissione più tradizionali, che richiedono fluido caldo (radiatori), sia con sistemi più moderni, in grado di lavorare con fluidi a temperatura inferiore (pannelli radianti, ventilconvettori). 

L’impianto centralizzato che risulterà alla fine dell’intervento dovrà essere dotato di apposito sistema di contabilizzazione come previsto dal D.Lgs. 102/2014 s.m.i. 

Di seguito i requisiti richiesti dall’installatore al fine di incentivare l’investimento dell’installazione di sistemi di caldaie a condensazione.

 

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I sistemi ibridi: quali prestazioni per gli incentivi Ecobonus 65% e 110%

Laddove l’installazione di soli sistemi a pompe di calore non sia sufficiente, proprio a causa delle problematiche di funzionamento prima descritte (temperatura di mandata), la soluzione ibrida potrebbe essere la tecnologia più adeguata. 

Il sistema ibrido è una tecnologia che prevede la presenza di più generatori di calore alimentati da diverse fonti di energia, solitamente un combustibile fossile e una fonte rinnovabile

Sfruttando, infatti, due diverse fonti di energia è possibile assicurare il funzionamento più efficiente sia in termini di prestazione che di convenienza economica del sistema. 

Di seguito i requisiti richiesti dall’installatore al fine di incentivare l’investimento dell’installazione di sistemi di sistemi ibridi. 

 

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L'articolo integrale continua con la trattazione dei micro-cogeneratori, delle soluzioni per le parti comuni dei condomini e con le opportunità del Conto Termico. Scarica il PDF